Corso su Saffo: iscrizioni aperte!

È da poco online la registrazione della spettacolare conferenza in webinar tenuta da Camillo Neri (Università di Bologna) lo scorso 19 dicembre, per presentare il suo recente volume su Saffo, del quale abbiamo già avuto modo di parlare (vedi l’articolo Saffo, un’edizione esemplare).

Nel corso del webinar sono stati presentati alcuni testi di recente acquisizione, primo di tutti il carme comunemente definito «dei fratelli», di cui propongo qui di seguito il testo (fr. 10 Neri):  (altro…)

Saffo: un’edizione esemplare

Decisamente benvenuta è la nuova edizione di Saffo uscita per Rusconi lo scorso mese di novembre.

Benvenuta e opportuna, soprattutto in considerazione delle spettacolari nuove acquisizioni papiracee che hanno arricchito il corpus – ahimè – assai frammentario della poetessa.

Ricordiamo in particolare il Papiro di Colonia (pubblicato nel 2007) contenente la cosiddetta “ode della vecchiaia” (battezzata da Franco Ferrari col nome di “senilità”) e, più recentemente, la ormai celebre Ode dei fratelli (2014), cui grecoantico.it ha dedicato ben tre articoli (19.01.2014: Se Larico diventasse finalmente uomo!; 30.01.2014: Carasso, Larico e… gli accusativi; 11.02.2014: Dalla sofferenza a una sorte migliore?).

Tutto questo nuovo materiale trova finalmente la sua giusta collocazione, con traduzione e ampio, articolato commento, nell’edizione curata da Camillo Neri e Federico Cinti, Saffo. Poesie, frammenti e testimonianze, un bel volume di quasi 500 pagine.
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Dalla sofferenza a una sorte migliore?

Come ho già avuto modo di segnalare, nel nuovo Brothers Poem di Saffo (in corso di pubblicazione da parte di D. Obbink), la quarta strofa mi sembra porre problemi linguistici e di senso che fanno molto dubitare sulla correttezza del testo tramandato dal papiro. Per restituire congruenza alla frase, proporrei di leggere i vv. 13-14 in questo modo:

Θαυμαστόν τι χρῆμα (dipinto di Ercolano detto “Saffo”)

Θαυμαστόν τι χρῆμα: la cosiddetta
“Saffo” di Ercolano

τοίς κε βόλληται βασίλευς Ὀλύμπω
δαίμον’ ἐκ πόνων ἐπ᾽ἀρήον᾽ ἤδη
περτρόπην, κῆνοι μ̣άκαρες πέλονται
καὶ πολύολβοι.

Avremmo quindi τοίς (correzione mia) invece che τῶν ed ἐπ᾽ ἀρήον᾽ (che riutilizza la correzione di Martin West ἐπ᾽ ἄρηον), concordato con δαίμον(α), al posto di ἐπάρωγον (o ἐπάρηγον).

Otterremmo un senso e un’espressione soddisfacenti: «coloro che il re dell’Olimpo vuole far passare immediatamente dalla sofferenza a una sorte ormai migliore, sono loro che sono felici e molto fortunati».

Carasso, Larico e… gli accusativi

La copertina dell'edizione di Alceo curata da G. Liberman

La copertina dell’edizione di Alceo curata da Gauthier Liberman

Ho il piacere di pubblicare una nota testuale gentilmente inviatami dal prof. Gauthier Liberman, dell’Università di Bordeaux. Commentando il mio post del 19 gennaio, con il testo provvisorio e la traduzione di F. Ferrari del carme intitolato da Obbink “Brothers Poem”, il prof. Liberman aveva espresso il suo scetticismo: «Fictum esse mihi fragmentum videtur, upote quod tot frigide ac mire nec saltem recte dicta contineat. Plura alias, si opus est, dicam»; dopo ulteriore riflessione, però, il prof. Liberman è arrivato al convincimento che non ci siano evidenti motivi per sospettare il frammento di inautenticità. Il suo contributo – in inglese – riguarda l’interpretazione globale del carme e i problemi di restituzione testuale della quarta strofa superstite. [ndr]

Apparently, Sappho says that the thing one must pray for is the safe arrival of Charaxos and their own safety (so Sappho and the woman she addresses seem to be under serious threat); «all the rest» (ll. 9-10), including whether the ship is laden with what the woman and perhaps Sappho expect, is to be left to the heavenly powers, δαιμόνεσσιν.  (altro…)

Se Larico diventasse finalmente uomo!

Il prof. Dirk Obbink

Il prof. Dirk Obbink

Una novità fenomenale: il recupero di due frammenti di Saffo!

 

È stata da pochi giorni condivisa da Dirk Obbink la versione preliminare dell’edizione (che uscirà nel prossimo numero della rivista ZPE) di due nuovi carmi della poetessa eolica, presenti in un papiro proveniente da una collezione privata.

Si tratta di due spezzoni di componimenti provenienti dal primo libro dell’edizione alessandrina di Saffo (il metro utilizzato è infatti la strofe saffica): meglio conservato il primo, di cui rimangono cinque strofe pressoché integre, mentre del secondo poco si riesce a leggere (solo i resti lacunosi delle prime due strofe, da cui si evince che si doveva trattare di un carme in onore di Afrodite, cfr. Κύπρι, o forse Κύπρ᾽ al v. 2).

Qui di seguito il testo del primo componimento di cui è andato perso l’inizio (in mancanza di numero di frammento, Obbink lo indica come Brothers Poem): (altro…)