Vi precede in Galilea!

Beato Angelico, Resurrezione
Beato Angelico, Resurrezione

«Non gridate, non abbiate paura» dice l’Angelo alle donne accorse al sepolcro «Gesù Cristo che voi cercate, da poco crocifisso, non è più cadavere nella tomba, ma, risorto, vi precede in Galilea!».

Così viene rappresentata la scena del giorno Resurrezione nel Christus Patiens (Χριστὸς πάσχων), un singolare dramma bizantino del X-XII secolo, nel quale, secondo i canoni del dramma attico del V secolo, la passione di Cristo è rappresentata in un centone di 2640 trimetri giambici, che prende spunto in particolare da Euripide (nel lamento di Maria, che costituisce la parte più ampia del Christus Patiens, vi sono continue citazioni dal lamento di Agave sul capo mozzo del figlio Penteo delle Baccanti euripidee).

«Andate dunque, andate e riferite chiaramente: lo vedete anche voi, Cristo è risorto dal sepolcro, la pietra del sepolcro è stata scostata senza sforzo. Il potere della morte è vanificato e sono state spezzate le sue catene».

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Dioniso al cinema

Ritorno sulla giornata di studi parmense del 16 febbraio (“Il Classico nel Moderno”), per proporre una sintesi della interessante (e per più aspetti anche discutibile) relazione di Massimo Fusillo sul tema Echi e variazioni dionisiache nel cinema (e un problema di metodo).

W. A. Bouguereau, La giovinezza di Bacco (1884)fonte: Wikimedia

L’indagine, partita da necessarie considerazioni di metodo, ha cercato di individuare tracce del dionisismo delle Baccanti euripidee nel cinema del dopoguerra, proponendo – pur nella rapidità di una relazione contenuta nell’arco di 20 minuti – alcuni esempi di film nei quali tali tracce sembrano emergere, pur nella consapevolezza di quanto possa essere “marginale” una lettura filmica limitata a tale prospettiva.

Il relatore ha preventivamente osservato che cinema e tragedia greca, a conti fatti, non si amano: l’origine teatrale dei testi antichi e il rischio di verbosità eccessiva rendono problematica la trasposizione del testo tragico in film, e infatti la tragedia greca è un capitolo tutto sommato marginale nella storia del cinema. Marginale, ma non privo di interessanti tentativi, che si sono attuati in 3 modalità:

  1. teatro filmato, di interesse documentale, più che artistico;
  2. attualizzazione del testo tragico, con spostamento dell’ambientazione della vicenda in altro contesto spazio-temporale, come ad esempio in film del tipo Edipo sindaco (1996) di J. Ali Triana, Teatro di guerra (1998) di M. Martone, Luna Rossa (2001) di A. Capuano;
  3. libera riscrittura, con maggior interesse per il mito nel suo complesso, piuttosto che per il testo di una singola tragedia: si vedano ad esempio film come Edipo Re (1967) di P. P. Pasolini, Elettra, amore mio (1974) di Miklos Jancso’ o Medea (1988) di Lars von Trier.

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