Al via domani il corso monografico su Archiloco!

Inizierà domani sera il corso monografico online su Archiloco: un ciclo di quattro appuntamenti tenuti da Anikd Nicolosi (Università di Parma), autrice della recente edizione Archiloco. Testimonianze e frammenti.

Il calendario è distribuito in quattro incontri settimanali nei venerdì del mese di marzo (2-9-16 e 23) in webinar: questo significa che la conferenza-seminario potrà essere comodamente seguita dal computer di casa o da un qualsiasi dispositivo mobile (tablet o smartphone): sarà l’occasione per rivedere la figura del grande poeta di Paro, alla luce dei nuovi orientamenti della critica e delle recenti acquisizioni papiracee che hanno restituito nuovi preziosi frammenti (fra i quali non si può non citare la “elegia di Telefo”, pubblicata per la primia volta nel 2005 grazie a P.Oxy. 4708 fr. 1 (= fr. 12 dell’edizione Nicolosi).

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Archiloco

Benvenuta e opportuna, definivo qualche giorno fa l’edizione di Saffo curata da Camillo Neri: lo stesso vale per la nuova edizione di Archiloco, curata da Anika Nicolosi (Archiloco. Testimonianze e frammenti, Aracne editrice, novembre 2017).

Anche Archiloco è stato effettivamente gratificato da recenti ritrovamenti papiracei, che hanno irrimediabilmente invecchiato le edizioni precedenti (fra quelle facilmente reperibili, citiamo la BUR curata da Nicoletta Russello, che risale all’ormai lontano 1993).

È quindi veramente meritoria questa nuova, splendida edizione, che ancor di più testimonia la vitalità dell’editoria cosiddetta “minore” nel valorizzare le proposte di alta qualità.

Il ritrovamento recente più sensazionale, qui proposto per la prima volta in italiano al grande pubblico con traduzione e commento, è l’elegia di argomento mitologico rinvenuta in P.Oxy. 4708 fr. 1 (pubblicata per la prima volta da D. Obbink nel 2005). (altro…)

Il mio ricordo di Francesco Bossi (1949-2014)

10256494_854623301239280_8020768773886568898_nLa solennità del Natale è stata quest’anno rattristata dalla notizia (a me giunta inattesa) della prematura scomparsa di Francesco Bossi, avvenuta la notte del 23 dicembre.

Mi rimane di lui il ricordo indelebile di una grande persona, pur nel rammarico di non averlo potuto frequentare più assiduamente.

L’ho conosciuto a Bologna negli anni dell’Università (era la fine degli anni ’70), io matricola di lettere classiche, lui (primo – e più brillante – allievo bolognese di Enzo Degani) contrattista presso l’Istituto di Filologia Classica e Medievale.

La filologia classica bolognese viveva allora momenti entusiasmanti, attraversati dalla pulsazione di un’attività febbrile: da una parte la recentissima scoperta dell’Epodo di Colonia di Archiloco (fr. 196a West), dall’altra il lavoro per l’edizione di Ipponatte che Degani stava preparando per la Teubner (e che vedrà la luce nel 1982). E in entrambe le direzioni Francesco Bossi ha lasciato contributi significativi, alcuni anzi decisivi (come ad esempio la congettura σαόφρονος a integrazione del v. 11 dell’Epodo di Colonia: Ἀμφιμεδοῦς θύγατερ, / ἐσθλῆς τε καὶ [σαόφρονος). (altro…)

Il flusso alterno del bene e del male

È sempre un piacere, direi quasi un privilegio, poter leggere Archiloco a una classe di studenti: recentemente i riflettori sono stati puntati sul celeberrimo fr. 128 West (forse un testo compiuto, in tetrametri trocaici catalettici): di fronte alle tempeste della vita occorre saper riemergere, opponendosi fieramente contro gli ostacoli e i nemici che ci insidiano:

Θυμέ, θύμ’, ἀμηχάνοισι κήδεσιν κυκώμενε,
ἀναδύεο· μένων δ’ ἀλέξεο προσβαλὼν ἐναντίον
στέρνον, ἐνδόκοισιν ἐχθρῶν πλησίον κατασταθεὶς
ἀσϕαλέως· καὶ μήτε νικέων ἀμϕάδην ἀγάλλεο,
μηδὲ νικηθεὶς ἐν οἴκῳ καταπεσὼν ὀδύρεο,
ἀλλὰ χαρτοῖσίν τε χαῖρε καὶ κακοῖσιν ἀσχάλα
μὴ λίην, γίνωσκε δ’ οἷος ῥυσμὸς ἀνθρώπους ἔχει.

θυμὲ κυκώμενε...Ed ecco una proposta di traduzione:

«Cuore, cuore agitato da mali inesorabili,»

L’allocuzione al proprio cuore ricorda l’Odisseo omerico che, tornato in incognito a Itaca, si sdegna al vedere in casa sua le giovani serve in combutta con i Proci «τέτλαθι δὲ κραδίη, καὶ κύντερον ἄλλο ποτ᾽ ἔτλης» «cuore sopporta, soffristi dolori anche più “mordaci”» (Odissea XX, 18).  Notevole l’impiego del verbo κυκάω (κυκώμενε «agitato»), etimologicamente connesso con κῦμα, il «flutto del mare», che implica la metafora della vita come una navigazione esposta alle tempeste.

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Leopardi “editore” di Stobeo

Florilegio di Stobeo (ed. Trincavelli 1536)

La prima pagina del Florilegio di Stobeo,
edizione Vettore Trincavelli (1536)

Risale a qualche giorno fa la notizia (vedi ad esempio La Repubblica del 20 settembre o LINKIESTA del 21) della recente scoperta di un inedito leopardiano autografo, conservato fra le carte napoletane, portato alla luce dai ricercatori Paola Zito Marcello Andria.

Si tratta di un manoscritto di un centinaio di pagine che contengono una serie di passi tratti dall’Anthologium di Stobeo, scelti e tradotti per costituire l’abbozzo di un volumetto che Leopardi meditava di pubblicare presso l’editore Stella di Milano. Secondo quanto traspare dall’epistolario del poeta-filologo recanatese, il lavoro si inseriva nel progetto di una collana di Moralisti greci da proporre all’editore.

Operazione opportuna e quanto mai auspicabile, secondo il Leopardi, perché dell’opera di Stobeo – a quel tempo assolutamente misconosciuta – non esisteva alcuna traduzione in lingua moderna: scrivendo da Bologna all’editore Stella, in data 16 novembre 1825, il poeta infatti annotava:  (altro…)