I Moralia di Plutarco nell’edizione Bompiani

Τῶν δὲ τολμημάτων τὰ παράβολα καὶ μεγάλα πράττειν ἔφη δεῖν, ἀλλὰ μὴ βουλεύεσθαι: con questo apoftegma che Plutarco riferisce a Cesare («diceva che le imprese straordinarie si devono fare, non concepire») viene presentata quella che, effettivamente, ha tutti i carismi di una impresa straordinaria e benvenuta (oltre che molto attesa): la pubblicazione completa in un unico, monumentale volume, dei Moralia di Plutarco: ben 85 opuscoli (alcuni di dubbia attribuzione), con l’aggiunta dei frammenti a costituire il numero 86.

Il tutto per la bellezza di oltre 3000 pagine.

Meritorio volume, uscito nel giugno di quest’anno per i tipi della Bompiani: è il coronamento un’operazione iniziata molti anni fa da Giuliano Pisani, coordinatore dell’opera insieme con Emanuele Lelli (fra il 1989 e il 1992 Pisani aveva pubblicato tre volumi, per le edizioni Biblioteca dell’Immagine di Pordenone).
Ora finalmente è disponibile questa che è la prima edizione completa dei Moralia con traduzione italiana e testo a fronte.

Vista l’eccezionale mole del corpus, è stata necessaria la collaborazione di un impressionante numero di studiosi e fa piacere constatare come i curatori abbiano colto l’occasione per coinvolgere molti giovani e giovanissimi studiosi.

Fra gli altri, mi fa piacere segnalare Carlo Delle Donne, una nostra conoscenza, vincitore dell’Ἀγὼν πολιτικός di Frattamaggiore e delle Olimpiadi classiche di due anni or sono. Gli sono stati affidati i tre opuscoli di critica all’epicureismo (citiamo i titoli in latino, secondo una consuetudine che risale allo Xylander): l’opuscolo che ha il numero 75 Non posse suaviter vivi secundum Epicurum, il 76 intitolato Adversus Colotem, e infine il 77 An recte dictum sit latenter esse vivendum.

Come è noto, il contenuto di queste opere raccolte sotto il nome – intraducibile – di Moralia è molto eterogeneo e corrisponde alla vastità degli interessi e della cultura di Plutarco di Cheronea (I-II secolo d.C.).

Citando gli autori, sono opuscoli che spaziano

dall’etica alla filosofia, dalla pedagogia alla politica, dalla scienza alla retorica, e molto altro ancora: storia, religione, igiene, curiosità, zoologia, cultura popolare. Quali sono i problemi più grandi per genitori ed educatori? Ci sono letture più indicate per crescere meglio? Che cos’è la vera amicizia? Come si può affrontare l’imprevedibilità della sorte? E la politica: deve guardare più all’etica o all’utile? Ed è meglio un politico giovane o uno anziano? I grandi personaggi della storia sono stati fortunati o virtuosi? E la religione è una terapia dell’anima o una convenzione sociale? A questi profondi e sempre attuali interrogativi dell’uomo Plutarco offre risposte meditate e sempre intelligenti, che condensano già ai suoi tempi secoli e secoli di riflessioni del pensiero occidentale. Oltre all’etica, alla politica, alla religione e alla pedagogia, in questo inesauribile volume si trovano però migliaia di altri temi che rispondono alle più varie curiosità, a volte sorprendenti: che cosa disse Leonida lo spartano alla moglie, prima di partire per le Termopili? Erodoto era uno storico o un maldicente? Che cosa c’è impresso sul volto visibile della luna? Gli animali sono esseri dotati di intelligenza? È giusto mangiare carne? È nato prima l’uovo o la gallina? Nel mondo ormai unificato e dominato da Roma Plutarco sembra additare in un passato già ‘classico’ le radici di ogni aspetto della vita, e soprattutto di ogni società civile fondata su religiosi valori etici e moderati principi politici.

Plutarco. Tutti i Moralia (testo greco a fronte), Coordinamento di Emanuele Lelli e Giuliano Pisani, Bompiani, 2017

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