Federico Pera, del Liceo “A. Volta” di Como

Federico Pera, del Liceo “A. Volta” di Como,
commenta il successo conseguito

Ci lamentiamo spesso (forse anche troppo…) del progressivo declino degli studi classici, che sembrano condannati inesorabilmente all’oblio, nella generale indifferenza.

È quindi ancora maggiore la soddisfazione – direi quasi lo stupore – per il successo di una manifestazione come l’Ἀγὼν πολιτικός di Frattamaggiore, giunto quest’anno alla VI edizione: a buon diritto ormai uno dei più prestigiosi certamina incentrati sul greco. Nei giorni fra il 22 e il 24 aprile scorso, ben 110 studenti giunti da 37 licei classici di tutta Italia si sono affrontati nell’ormai tradizionale gara di traduzione (e commento) di un passo dalla Repubblica di Platone

Vediamo subito il testo proposto dalla commissione (piuttosto impegnativo, come è normale sia, trattandosi di Platone), tratto dal VI libro, per l’appunto, della Repubblica (497a-c): Socrate e Adimanto stanno tratteggiando la figura del filosofo quale reggitore dello stato ideale, discutendo dei motivi del discredito di cui soffre la filosofia.

Dopo aver individuato alcuni motivi del degrado della filosofia, Socrate conclude: sono pochi gli spiriti nobili che non si lasciano corrompere e rimangono fedeli alla loro vocazione; ma anche quei pochi rimangono soli, quando cercano di prendere qualche «sana iniziativa a favore dello stato». 

Siamo a questo punto, quando Socrate interviene, rivolto ad Adimanto (propongo – con qualche leggero adattamento – la traduzione di Federico Pera, il vincitore dell’Ἀγών):

Τὸ μὲν οὖν τῆς φιλοσοφίας ὧν ἕνεκα διαβολὴν εἴληφεν καὶ ὅτι οὐ δικαίως, ἐμοὶ μὲν δοκεῖ μετρίως εἰρῆσθαι, εἰ μὴ ἔτ’ ἄλλο λέγεις τι σύ.  Quindi sul perché la pratica della filosofia sia stata oggetto di accusa e sulla illegittimità di tal fatto, a me pare si sia detto abbastanza, a meno che non voglia aggiungere qualcos’altro tu.

Il problema posto da Socrate, come osserva nel suo commento il vincitore dell’agón, è quello del rapporto fra la maggioranza e il filosofo: il sostantivo διαβολή usato da Platone – effettivamente – «non può non rievocare storicamente la vicenda socratica: non furono le numerose calunnie di cui Socrate fu oggetto a costituire una delle ragioni che condussero al processo intentato contro di lui?».

Ἀλλ’ οὐδέν ἔτι λέγω περὶ τούτου· ἀλλὰ τὴν προσήκουσαν αὐτῇ τίνα τῶν νῦν λέγεις πολιτειῶν; Io, però, non ho più nulla da dire su questo argomento; invece tu, fra le forme attuali di costituzione, quale dici che convenga alla filosofia?
11416408_10205357497288648_1400431180346870987_o

La cerimonia di inaugurazione con la presenza del sindaco di Frattamaggiore, dott. Marco Antonio Del Prete

In un passo appena precedente (496d), Socrate aveva osservato che i filosofi si trovano come «buttati in mezzo alle belve» (ὥσπερ εἰς θηρία): non vogliono scendere a compromessi, ma d’altra parte non sono in grado di contrapporsi al branco. Il problema, in sostanza, è politico: il filosofo non ha mai incontrato uno stato come si deve, perché se l’avesse incontrato avrebbe potuto perfezionarsi egli stesso, accrescendo al contempo il bene della collettività. A questo punto ci si chiede quale sia la costituzione nella quale il filosofo possa adeguatamente adempiere al proprio compito.

Οὐδ’ ἡντινοῦν, εἶπον, ἀλλὰ τοῦτο καὶ ἐπαιτιῶμαι, μηδεμίαν ἀξίαν εἶναι τῶν νῦν κατάστασιν πόλεως φιλοσόφου φύσεως· διὸ καὶ στρέφεσθαί τε καὶ ἀλλοιοῦσθαι αὐτήν, ὥσπερ ξενικὸν σπέρμα ἐν γῇ ἄλλῃ σπειρόμενον ἐξίτηλον εἰς τὸ ἐπιχώριον φιλεῖ κρατούμενον ἰέναι, οὕτω καὶ τοῦτο τὸ γένος νῦν μὲν οὐκ ἴσχειν τὴν αὑτοῦ δύναμιν, ἀλλ’ εἰς ἀλλότριον ἦθος ἐκπίπτειν· εἰ δὲ λήψεται τὴν ἀρίστην πολιτείαν, ὥσπερ καὶ αὐτὸ ἄριστόν ἐστιν, τότε δηλώσει ὅτι τοῦτο μὲν τῷ ὄντι θεῖον ἦν, τὰ δὲ ἄλλα ἀνθρώπινα, τά τε τῶν φύσεων καὶ τῶν ἐπιτηδευμάτων. Proprio nessuna, anzi io formulo l’accusa che, per come sono strutturate ora le costituzioni statali, nessuna di esse merita persone inclini alla filosofia: perciò la natura filosofica cambia e si snatura, come un seme straniero seminato in una regione straniera suole perdere le proprietà sue peculiari, costretto com’è ad adattarsi alle caratteristiche del luogo, così questa specie di uomini attualmente non è nelle condizioni di dimostrare il suo proprio valore, ma decade in un carattere ad essa estraneo; se, però, otterrà la costituzione migliore come anch’essa è la specie migliore, allora si dimostrerà che questa è realmente divina, mentre tutte le altre specie di caratteri e attività, sono umane.
Dal Liceo “Ariosto-Spallanzani” di Reggio Emilia: Mattia ed Elisa

Dal Liceo “Ariosto-Spallanzani” di Reggio Emilia: Mattia ed Elisa

Facendo ancora riferimento alle osservazioni di F. Pera, nel passo emerge per il filosofo la «impossibilità di agire in un contesto che non corrisponda alla bontà del proprio essere. L’interessante similitudine dello ξενικὸν σπέρμα porta la discussione su un piano per certi versi “naturalizzante”, come molto frequentemente avviene nella diegesi platonica, con fortunati esempi di vera e propria mitopoiesi. Significativa è la disposizione delle voci στρέφεσθαι – ἀλλοιοῦσθαι – ἐκπίπτειν: essi formano una sorta di climax che travalica addirittura la metafora stessa del seme. Il filosofo non trova luogo nella città ingiusta: o si adatta del tutto o viene respinto».

E per concludere: «l’opposizione θεῖον – ἀνθρώπινα che chiude il passo, ampliando lo iato fra δόξα τῶν πολλῶν e φιλοσοφία, città ingiusta e καλλίπολις, offre finalmente quel doveroso riscatto della pratica filosofica dalla nebulosità delle calunnie che le si sono addensate intorno».

Tornando agli onori della cronaca, ecco la graduatoria del VI Ἀγὼν πολιτικός:

  • IMG_4709

    Noblesse oblige: dal Liceo “Volta” di Como: Federico Pera (il vincitore) e Gabriele Uboldi (menzione d’onore)

    Primo premio: Federico Pera del Liceo classico “A.Volta” di Como con la seguente motivazione: «Il candidato ha organizzato una traduzione fedele e puntuale, interpretando e sciogliendo i vari nodi concettuali del testo con una resa fluida e garbata. Attraverso l’ampio ed articolato commento ha rivelato chiara conoscenza del pensiero platonico, colto nella dimensione politico-letteraria del tempo e discusso con giuste e personali argomentazioni critiche».

  • Secondo premio: Angela Marella Cenname del Liceo classico “Nevio” di Santa Maria Capua Vetere: «La candidata ha fornito una giusta interpretazione del brano proposto, rendendolo altresì in maniera vivace in virtù di ben consolidate competenze linguistiche. Si segnala anche per un commento che, pur essenziale, risulta aperto a tutte le posizioni della critica più recente».
  • Terzo premio: Edoardo Alberto Acerno del Liceo classico “G. Berchet” di Milano.
  • Quarto premio: Valentina Brandazzi del Liceo classico “S. Allende” di Milano.

Menzioni d’onore:
Matteo Facchina (Liceo Classico “Leopardi-Majorana”, Pordenone), Enrico Poletti (Liceo Classico “S. Allende”, Milano), Gabriele Uboldi (Liceo Classico “A.Volta”, Como), Andrea Villatore (Liceo Classico “C.Beccaria”, Milano), Francesco Galetta (Liceo Classico “Cagnazzi”, Altamura), Francesco Cristiano (Liceo Classico “Pitagora-Croce”, Torre Annunziata), Vincenzo Maria Vigliotti (Liceo Classico “F.Durante”, Frattamaggiore), Allegra Tonnariwi (Liceo Classico “F.Vivona”, Roma).

Non si può non ricordare, una volta tanto, anche la giuria, che ha lavorato a ritmo davvero forsennato, correggendo e valutando tutti gli elaborati nell’arco di una giornata (si pensi che le prove sono terminate nel primo pomeriggio di sabato e la premiazione si è svolta domenica alle 10:30!).

13063207_10205363190150966_4335150736643292434_o

Hotel “Giardino degli Aranci”: la cerimonia di premiazione (domenica 24 aprile)

La foto qui sopra ritrae il tavolo di presidenza al momento della cerimonia di premiazione. Da sinistra: professori Marco Borrelli, Giuseppe Nardiello, Vittoria Caso (membri della giuria); prof. Mario Capasso (presidente nazionale dell’AICC); prof. Salvatore Cerasuolo (presidente della giuria); dott. Marco Antonio Del Prete (sindaco di Frattamaggiore); subito dopo una delle glorie di Frattamaggiore: Sossio Giametta (filosofo e studioso di Nietsche); prof. Giuseppe Capasso (dirigente del Liceo “Durante” di Frattamaggiore) e infine, last but not least, due fra le anime “pulsanti” dell’Ἀγών: la vulcanica prof. Teresa Maiello e il dott. Riccardo Acri (presidente dell’Associazione ex alunni del Liceo Classico “Durante”).

13055013_10205357525049342_697450476350017725_o

Da sinistra: dott. Riccardo Acri, dott. Alessandro Di Lorenzo e Teresa Maiello

Sarebbe però molto riduttivo limitare il resoconto al solo momento della competizione: la traduzione di Platone è stata anche quest’anno nient’altro che la “cornice” di una manifestazione ben più importante, che ha coinvolto tutti, studenti e accompagnatori, in un clima di ospitalità, di confronto e di vera e propria “familiarità” che si rinnova ogni anno, contagiando tutti in un’atmosfera di festa.

Per alunni e accompagnatori, come al solito, si sono succedute iniziative straordinarie, se si pensa al tempo ristretto in cui si sono svolte:

  • nella cornice suggestiva del castello di Casapozzano, proiezione dell’intenso docufilm “LA VIA NOVA (FORMICHE)” di Michele Cinquegrana e Concetta De Cristofaro, che rievoca l’eccidio di Orta di Atella, un episodio poco conosciuto avvenuto nel settembre del 1943 nel momento della ritirata tedesca dall’Italia del Sud;
  • visita guidata agli scavi di Ercolano;
  • visita alla fabbrica di corallo De Simone a Torre del Greco;
  • visita ai tesori di Napoli con la guida dei giovani dell’Associazione ex alunni del Liceo Classico “Durante”.

Tante, troppe, sono le persone che meriterebbero di essere a questo punto citate per nome e ringraziate a uno a uno: mi è impossibile far riferimento a tutti, ma voglio ricordare almeno Anna Soprano e Bianca Castelli (con il loro lavoro prezioso e non appariscente) e poi – in particolare – i giovani dell’Associazione ex studenti, per il loro entusiasmo, la disponibilità e lo spirito di accoglienza: Erminia Barra, Elio Giordano, i gemelli Luigi Salvatore Landolfo, Arcangelo Natriello e Francesco Wayro. Accomuno qui anche tutti gli altri in un saluto riconoscente e in un abbraccio, nell’augurio che la tradizione dell’Ἀγὼν πολιτικός possa rinnovare, in futuro, il successo di questa fantastica edizione!

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: