Un nuovo vocabolario di greco!

A qualche mese di distanza dal rinnovamento del glorioso Rocci, un nuovo vocabolario si affaccia sugli scaffali, arricchendo la possibilità di scelta per gli studenti in cerca di un compagno di traduzione agile e al contempo affidabile.

Si tratta del Vocabolario della lingua greca. Greco italiano, pubblicato da Talìa Editrice e curato da un team di docenti coordinati da Maria Antonia Carbone. L’autrice aveva già al suo attivo un vocabolario greco-italiano, (pubblicato, sempre presso Talìa, nel 1995): in questo caso ci troviamo di fronte a un’opera sicuramente più ambiziosa e impegnativa.

Come si evince dalla presentazione nel sito dell’editore,

Il progetto e la realizzazione di questo nuovo vocabolario della lingua greca, specificamente destinato agli studenti del liceo classico, già a partire dal primo biennio, sono il frutto dell’esperienza di anni d’insegnamento, durante i Quali gli Autori di Quest’opera hanno potuto constatare le difficoltà e il disagio degli studenti nell’uso quotidiano di Questo strumento di lavoro.

L’esigenza di un’opera come questa sarebbe emersa – secondo l’editore – dalla complessità degli strumenti attualmente in uso che, pur validi, oggi non sarebbero più proponibili proprio a causa della difficoltà che comportano.

Il nuovo vocabolario (il cui costo è di € 94) si propone come strumento

di buona leggibilità, di facile consultazione, rigoroso e attento nelle strutture e fruibile nella sua totalità.

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Inaugurata l’attività degli “Amici dell’Ariosto”

Nella suggestiva cornice della «Sala del Capitano del Popolo» (Hotel Posta), si è tenuta ieri la prima iniziativa della neonata Associazione “Amici del Liceo Classico Ariosto – Accademia dei Furiosi” di Reggio Emilia.

L'Hotel Posta di Reggio Emilia, sede dell'incontro

L’occasione per il “battesimo” è stata la conferenza di Valerio Massimo Manfredi (autore talmente noto da non richiedere ulteriori presentazioni) sul tema «Narrazione storica e letteraria». Gli onori di casa sono stati fatti dal collega Luciano Lanzi, Presidente dell’Associazione, e da Carlo Baja Guarienti, impeccabile nell’organizzazione dell’evento.

Partendo dalla distinzione lessicale inglese fra story (“una” storia, un racconto, anche riferito a un aneddoto) e history (“la” storia) Valerio Massimo Manfredi, con una conversazione dal taglio amabilmente divulgativo, ha proposto osservazioni sulle tipologie diverse del narrare offerte dalla narrativa (story) e dalla storia (history): da una parte il fascino dell’emozione che si traduce nella magia del raccontare, dall’altro l’esigenza razionale di indagare la verità dei fatti, facendo leva sulla memoria, che consente la conservazione dell’unicità e irripetibilità dell’esperienza (del singolo o collettiva).

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Buona Pasqua (Χριστὸς ἀνέστη)!

Nella festività della S. Pasqua colgo l’occasione per gli auguri più sentiti a tutti gli amanti del mondo greco antico.

Mi sembra interessante proporre il passo della lettura del Vangelo di oggi, dell’evangelista Giovanni (Gv. 20,1-9), a confronto con uno degli ultimi testi della poesia epica del mondo greco antico. Ecco il testo evangelico in italiano:

Piero della Francesca, Resurrezione (Museo di Sansepolcro)

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.
Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».
Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.
Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.

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Le ragioni del “Ginnasio”

Con quanta rapidità ci stiamo – sembra – rassegnando alla silenziosa eutanasia del nobile e antico termine “ginnasio”! Eppure molti di noi in gioventù sono stati “ginnasiali” e per lunghi anni di carriera, fino all’anno scorso, hanno insegnato “al ginnasio”.

Dovremmo avere tutti maturato un forte e profondo legame affettivo, prima ancora che culturale, con questa parola che, a partire dalla Legge Casati (1859), ha sempre designato in Italia il biennio della scuola superiore a indirizzo classico (come noto, nel 1940 la legge Bottai istituì poi la scuola media unica, rinominando le prime tre classi ginnasiali: ma sono sopravvissute fino al 2010 le “anacronistiche” definizioni di IV e V ginnasio).

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Metti alla prova le tue conoscenze!

Oggi propongo un esperimento: una serie di quiz per mettere alla prova le conoscenze generali di cultura greca. Ovviamente non è altro che un gioco (il cui esito rimarrà rigorosamente anonimo), che ho voluto sperimentare anche per testare le possibilità che, nell’e-learning, possono offrire programmi di screencasting e simulazioni interattive come Captivate della Adobe. Se vuoi fare … Leggi tutto Metti alla prova le tue conoscenze!

Ciao, Italia!

Cadono oggi i 150 anni dell’unità d’Italia. Certo, non è un buon momento questo per le condizioni in cui versa la cultura (e non solo quella classica) nel nostro paese: è di tre giorni fa l’annuncio delle dimissioni di Andrea Carandini da Presidente del Consiglio superiore dei Beni Culturali, dopo che il suo predecessore, Salvatore … Leggi tutto Ciao, Italia!

Cultura umanistica e democrazia

I dati delle iscrizioni per l’anno prossimo non sono stati entusiasmanti per il mio liceo, che ha risentito di un certo calo, sia nella sezione classica (nella quale abbiamo perso una classe), sia in quella scientifica. Non so se sia il vento della crisi economica che porta i futuri studenti a privilegiare l’istruzione tecnica o professionale, certo è che dispiace riscontrare una diffusa indifferenza, anche da parte delle Istituzioni, nei confronti della formazione umanistica.

Liceo "Aristo-Spallanzani" di Reggio Emilia:
sede della sezione classica

Approfitto, a tal proposito, delle riflessioni di una collega, Claudia Carri, apparse nei giorni scorsi nelle pagine locali del “Resto del Carlino”, che riporto integralmente:

Leggendo i dati delle nuove iscrizioni alle scuole superiori, mi ha particolarmente colpito la dichiarazione dell’assessore all’Istruzione della Provincia, la quale registra con soddisfazione il fatto che i risultati abbiano premiato la cultura tecnico-scientifica, sulla quale – dice l’Istituzione Provinciale – «ha molto investito»: l’incremento dei tecnici «rafforza le nostre scelte e la nostra volontà di continuare a investire sulla cultura tecnico-scientifica», afferma l’assessore Malavasi.

Dà da pensare, il fatto che un rappresentante della pubblica amministrazione mostri compiacimento per l’aumento delle iscrizioni agli istituti tecnici, ma non spenda neppure una parola (non dico di rammarico, ma almeno di commento) sul calo dei licei storici della nostra città.

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Dioniso al cinema

Ritorno sulla giornata di studi parmense del 16 febbraio (“Il Classico nel Moderno”), per proporre una sintesi della interessante (e per più aspetti anche discutibile) relazione di Massimo Fusillo sul tema Echi e variazioni dionisiache nel cinema (e un problema di metodo).

W. A. Bouguereau, La giovinezza di Bacco (1884)fonte: Wikimedia

L’indagine, partita da necessarie considerazioni di metodo, ha cercato di individuare tracce del dionisismo delle Baccanti euripidee nel cinema del dopoguerra, proponendo – pur nella rapidità di una relazione contenuta nell’arco di 20 minuti – alcuni esempi di film nei quali tali tracce sembrano emergere, pur nella consapevolezza di quanto possa essere “marginale” una lettura filmica limitata a tale prospettiva.

Il relatore ha preventivamente osservato che cinema e tragedia greca, a conti fatti, non si amano: l’origine teatrale dei testi antichi e il rischio di verbosità eccessiva rendono problematica la trasposizione del testo tragico in film, e infatti la tragedia greca è un capitolo tutto sommato marginale nella storia del cinema. Marginale, ma non privo di interessanti tentativi, che si sono attuati in 3 modalità:

  1. teatro filmato, di interesse documentale, più che artistico;
  2. attualizzazione del testo tragico, con spostamento dell’ambientazione della vicenda in altro contesto spazio-temporale, come ad esempio in film del tipo Edipo sindaco (1996) di J. Ali Triana, Teatro di guerra (1998) di M. Martone, Luna Rossa (2001) di A. Capuano;
  3. libera riscrittura, con maggior interesse per il mito nel suo complesso, piuttosto che per il testo di una singola tragedia: si vedano ad esempio film come Edipo Re (1967) di P. P. Pasolini, Elettra, amore mio (1974) di Miklos Jancso’ o Medea (1988) di Lars von Trier.

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