Lo scheletro spericolato

Data: 1 maggio 2016. Categorie: archeologia, i classici oggi. Autore: Roberto Rossi

Stai scavando per una funivia e ti ritrovi uno scheletro…


La notizia è rimbalzata da qualche giorno e sta rapidamente facendo il giro della rete.

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Εὐφρόσυνος ἴσθι «Sii felice!», raccomanda lo “scheletro spericolato”

Tanto rapidamente che mi sono chiesto se valesse la pena scriverci un articolo: ma il ritrovamento è tanto curioso e interessante che mi sembra degno di segnalazione.

Nel confine turco-siriano (oggi al centro dell’attenzione internazionale per ben altri tristi motivi) è stato portato alla luce un antico mosaico pavimentale, risalente al III secolo a.C., con la rappresentazione di uno scheletro sdraiato con una brocca di vino e una pagnotta di pane; ai lati dello scheletro, come si nota dalla foto, vi è un’iscrizione in greco che dice: ΕΥΦΡΟΣΥΝΟΣ «lieto» (evidentemente è sottinteso qualcosa come ἴσθι: «sii»).

Un invito quindi a godere la vita, nella consapevolezza della sua precarietà (qualcuno ha giustamente tirato in ballo il carpe diem oraziano, ma come non ricordare – soprattutto – il martellante riferimento alla morte che esala tra i fumi del petroniano banchetto di Trimalchione?). Da qui il nomignolo di spericolato affettuosamente attribuito allo scheletro. 

scheletro con askoiSecondo Demet Kara, intendente del Museo Archeologico di Hatay (proprio nel corso delle perlustrazioni per la costruzione di una funivia, nel 2012, è stato ritrovato il sito che sta restituendo questo e altri reperti archeologici), il mosaico doveva far parte di un arredo per una sala da pranzo di una dimora signorile: «Due sono le cose molto importanti tra le classi d’elite nel periodo romano in termini di attività sociali – suggerisce l’archeologo –, la prima è il bagno, la seconda è la cena».

L’oggetto della rappresentazione è molto singolare, ma non si tratta di un unicum visto che una raffigurazione similare, seppure di fattura meno raffinata è stato rinvenuto anche in area vesuviana (lo scheletro con ἀσκοί del Museo Archeologico di Napoli).

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