Il greco e il latino patrimonio dell’umanità!

Segnalo la possibilità di firmare l’appello all’UNESCO, perché il latino e il greco siano riconosciute come “Patrimonio dell’umanità“.
L’iniziativa è promossa dall’Accademia Vivarium Novum e dall’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici.

È possibile leggere il testo dell’appello (in inglese, italiano, latino, greco, spagnolo, francese, tedesco e portoghese) cliccando su questo link. Per firmare la petizione si può accedere attraverso il sito vivariumnovum.net, o direttamente a questo link.

Ho inserito il banner nella colonna laterale del blog, come promemoria per chi volesse aderire all’iniziativa. Cliccando sull’immagine del banner si viene indirizzati alla pagina nella quale si può firmare l’appello.

33 commenti su “Il greco e il latino patrimonio dell’umanità!”

  1. Il greco e il latino in un pubblico Liceo Classico, secondo un ex Ministro della Ricerca e della Scuola (che ripeteva come una gallina lo slogan di un ex-presidente del Consiglio), sono solo “la scuola di indottrinamento della Sinistra”!

  2. Come possiamo lasciare che si perda un patrimonio culturale così prezioso per la nostra cultura, la conoscenza del latino e del greco, le lingue di Omero, di Cicerone, Virgilio? Siamo sicuri di volerlo?

  3. E’ un tributo minimo alle lingue antiche quello di riconoscerle come Patrimonio dell’Umanità!! Un dovere per il sistema educativo difenderne l’insegnamento e un vantaggio per gli studenti studiarle!!!

  4. Non ne vedo il senso. Al massimo dichiariamo tutte le lingue (presenti, passate e future) patrimonio dell’umanità. Proclamarne solo due è del tutto arbitrario.

    • La civiltà greca e latina sono alla base dell’identità dell’Occidente, della nostra tradizione nazionale, di noi. A noi tocca proclamarli patrimonio dell’umanità; altri, se vogliono, proporranno le loro, di lingue. Ma oramai, parlare di difesa dell’identità culturale e nazionale a qualcuno sa di provincialismo o di passatismo. Convinto lui…

  5. Il greco e il latino sono le radici su cui si è costruita la civiltà occidentale; con queste lingue si è espresso il pensiero di secoli e generazioni che ci hanno condotto fino a qui, insegnandoci che LA PAROLA E IL DIALOGO STANNO ALLA BASE DELLA CONVIVENZA CIVILE.
    Non continuare a promuoverle significherebbe dimenticare il loro insegnamento; e dimenticare questo insegnamento sarebbe una grave sconfitta per tutti.

  6. Il senso del salvataggio di queste lingue e relativo patrimonio e’ il mantenimento delle radici culturali della nostra civilta’. La vera assurdita’ e’ essere costretti a spiegare una cosa che e’ in se’ evidente. Ma e’ chiaro che in epoche che esaltano il presente assoluto e rinnegano il passato come ‘vecchio’, ci tocca anche questa via crucis.

    • Matteo 7, 6, 1-4:
      Μὴ δῶτε τὸ ἅγιον τοῖς κυσίν͵ μηδὲ βάλητε τοὺς μαργαρίτας ὑμῶν ἔμπροσθεν τῶν χοίρων͵ μήποτε καταπατήσουσιν αὐτοὺς ἐν τοῖς ποσὶν αὐτῶν καὶ στραφέντες ῥήξωσιν ὑμᾶς.
      Scusate la citazione …
      Un paladino dell’attacco ai Licei Classici e alle lingue “morte”, sapete chi è? Bruno Vespa! e sapete perché? Provate a immaginarlo!

  7. Senza latino e greco non sarebbe possibile la sopravvivenza di tanta buona parte dell’archeologia, per non dire che sarebbe impossibile la comprensione dei tanti trattati scientifico-artistico-letterari scritti nelle lingue universali di allora. Greco e latino da salvaguardare, da studiare approfonditamente almeno nei licei classici, e da diffondere almeno nelle sue forme elementari anche in altri tipi di scuola

  8. Dobbiamo assolutamente salvare La Bellezza e Il Pensiero.Ricordiamo: “Amiamo il Bello ma con compostezza e il pensiero ma senza debolezza” (Pericle). Il Gre
    co e il Latino sono la vera anima dell’Europa e, gettandoli nel dimenticatoio, attentiamo a noi stessi.

  9. La Cosa Giusta di oggi : firmato!
    Latino e Greco non sono lingue morte , sono la nostra memoria storica e ci aiutano a capire il presente…
    Se la ‘ retorica’ è l’arte del dire,del parlar bene… se il suo studio permette di organizzare un …discorso coerente e coeso per cui ad una proposizione segua una conclusione…una ripassatina servirebbe soprattutto a quei politici ( ma anche a qualche pseudo-giornalista )che ogni giorno nel Palazzo, in tv , sui giornali…sproloquiano !

  10. Eccellente proposta: la traduzione dalle lingue classiche, oltre che sano esercizio mentale e di logica, consente di penetrare, sia pure temporaneamente e limitatamente, in un passato che non è mai lontano.

  11. Ma poi perché dover studiare latino allo scientifico , se mi venite a raccontare la solita storia di dover conoscere le nostre radici vi dico perché non fare letteratura e cultura latino in italiano ? E poi anche se potrebbe essere vero che il latino aiuto nella logica (cosa non dimostrata scientificamente almeno da quanto ne so io) perché non sostituirla con un’altra lingua parlata che può aiutare anche nella logica?

  12. non si possono cancellare due lingue che sono le fondamenta del nostro pensiero e del nostro linguaggio.Senza memoria non si va molto lontano..

  13. ancora crediamo che lo studio di due lingue,,,CULLE della CIVILTA’… DELLO SPIRITO CRITICO.. SIANO INUTILI ALLA FORMAZIONE DELL’UOMO E DEL CITTADINO??? basta con la disinformazione e all’appiattimento della ragion critica….indignateviiiii

  14. Da quando non si studia più il latino nella scuola dell’obbligo, l’italiano non si parla più correttamente. Nessuno muore se abaglia un tempo o mette un doppio dativo ma fa la sua bella figura da …..

  15. Ho studiato latino per 8 anni (ai miei tempi lo si studiava alle medie ) ed ho conseguito la maturità classica quando il liceo era suddiviso in ginnasio (con esame in V ginnasio per accedere al triennio successivo) e liceo: lo studio di latino e greco mi ha dato tantissimo!

  16. Lo studio di greco e latino apre la mente a 360 gradi. Lo studio di queste due lingue antiche va incoraggiato e promosso contro l’imbarbarimento dei giorni nostri. Io suggerirei una riforma del tipo: 5 anni di elementari, 2 di scuole medie e 2 anni di ginnasio per tutti, al termine del quale i ragazzi possono scegliere con più discernimento la carriera, e pertanto lo studio, che vogliono intraprendere.

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