Ercolano, la villa dei Papiri (da www.antika.it)

Ercolano, la villa dei Papiri (da www.antika.it)

Dalla rivista Nature Communications giunge una notizia decisamente interessante, che sembra aprire la strada a nuove possibili acquisizioni di testi provenienti dalla biblioteca di Pisone a Ercolano (notizia che vedo ripresa in italiano in una agenzia della ANSA e in un annuncio del Mattino di Napoli).

Si tratta dell’unica biblioteca sopravvissuta del mondo classico, conservatasi sotto le ceneri dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C.: non restano che rotoli carbonizzati, che per la loro fragilità sono destinati a non resistere ai tentativi di lettura meccanica.

Anche le indagini attraverso fonti convenzionali come raggi X, infrarossi (a partire dal 1990) e microtomografia non avevano portato a risultati pienamente soddisfacenti, a causa della difficoltà di distinguere l’inchiostro (nerofumo) dal foglio di papiro carbonizzato.

La nuova tecnica non invasiva messa a punto da una équipe di studiosi italiani, francesi e tedeschi, è definita tomografia a raggi X in contrasto di fase, affinata attraverso il sincrotrone europeo di Grenoble, finora utilizzato soprattutto per la ricerca fisica e biomedica. È stato in questo modo possibile, come osserva Emmanuel Brun (coautore dell’articolo pubblicato su Nature Communications), ottenere un’informazione da 100 a 1000 volte più definita, rispetto alle tecniche precedentemente adottate.

In questo modo si sono esaminati due dei sei rotoli di Ercolano conservati all’Institut de France a Parigi (dove giunsero nel 1802 come omaggio a Napoleone da parte del re di Napoli): i ricercatori sono stati in grado di decifrare numerose lettere e parole, in quanto la tomografia in contrasto di fase consente di:

  1. distinguere i differenti livelli di avvolgimento del rotolo, e anche
  2. ottenere un discreto contrasto fra l’inchiostro e il papiro carbonizzati.

Riscoperta di nuovi capolavori?

Quali sorprese ci riserverà ora la biblioteca di Pisone?

A raffreddare le speranze di poter un giorno recuperare opere perdute di Sofocle o di Eschilo, di Saffo o dei poeti latini arcaici (Ennio!), interviene Daniel Delattre, coautore dell’articolo e papirologo al CNRS:

La biblioteca recuperata finora, per lo più redatta in greco antico, con alcuni rotoli in latino, non contiene a priori grandi testi letterari, poetici o di storia dell’antichità. Si sono scoperti testi stoici completamente perduti e la compilazione inedita di testi di grandi autori del IV e III secolo a.C. come Aristotele, Teofrasto ed Eraclide Pontico.

Ma chi lo può mai dire? Chissà…!

Per il momento aspettiamo, con qualche buona speranza…

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