Umberto Albini (1923-2011)

Umberto Albini (1923-2011)

Vengo a sapere ora che è morto l’altro ieri, 25 gennaio, a Genova, Umberto Albini, noto anche al di fuori del pubblico dei classicisti, in virtù del suo interesse per il teatro antico, cui si è dedicato con attività di alta divulgazione, attraverso la traduzione di opere rappresentate sui palcoscenici di tutta Italia.

Teatro greco di Siracusa: Sofocle, Trachinie. Traduzione di U. Albini e V. Faggi; Regia di G. Cobelli

Nella sua Genova ha collaborato con il teatro della Tosse e con il Teatro Stabile, ma è soprattutto ricordato per la presidenza dell’INDA (Istituto Nazionale del Dramma Antico di Siracusa).

I suoi interessi non si sono limitati all’ambito greco, ma hanno spaziato anche alla letteratura ungherese, segnalandosi nel dopoguerra fra i primi traduttori di teatro e poesia ungheresi, tanto da essere insignito di una laurea honoris causa dall’Università di Budapest e della medaglia d’oro per la cultura.

Fra i suoi saggi più recenti, che si segnalano per la forza comunicativa e la piacevolezza della lettura, si possono segnalare: Nel nome di Dioniso (1991), Atene: l’udienza è aperta (1994), Riso alla greca (1997), Euripide o dell’invenzione (2000), Atene segreta (2002), Maschere impure (2005), tutti pubblicati per i tipi della Garzanti.

Per un’idea del suo profilo umano, cito le parole di Margherita Rubinoprofessore associato della Facoltà di Lettere e Filosofia (Genova) e consulente comunale per la promozione della città:

Creativo, generoso, immediato, capace di mettere insieme forze e energie diverse, di far parlare persone che prima non si parlavano. Un esempio forse unico di grecista che, partendo dalla sua materia, riusciva ad allargare i confini e penetrare a fondo in tutte le cose di cui si occupava.

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