La copertina dell'edizione di Alceo curata da G. Liberman

La copertina dell’edizione di Alceo curata da Gauthier Liberman

Ho il piacere di pubblicare una nota testuale gentilmente inviatami dal prof. Gauthier Liberman, dell’Università di Bordeaux. Commentando il mio post del 19 gennaio, con il testo provvisorio e la traduzione di F. Ferrari del carme intitolato da Obbink “Brothers Poem”, il prof. Liberman aveva espresso il suo scetticismo: «Fictum esse mihi fragmentum videtur, upote quod tot frigide ac mire nec saltem recte dicta contineat. Plura alias, si opus est, dicam»; dopo ulteriore riflessione, però, il prof. Liberman è arrivato al convincimento che non ci siano evidenti motivi per sospettare il frammento di inautenticità. Il suo contributo – in inglese – riguarda l’interpretazione globale del carme e i problemi di restituzione testuale della quarta strofa superstite. [ndr]

Apparently, Sappho says that the thing one must pray for is the safe arrival of Charaxos and their own safety (so Sappho and the woman she addresses seem to be under serious threat); «all the rest» (ll. 9-10), including whether the ship is laden with what the woman and perhaps Sappho expect, is to be left to the heavenly powers, δαιμόνεσσιν. 

She proceeds with saying that those are happy and rich who are turned away from hardship by the king of Olymp: πολύολβοι suggests that the ship is laden with things which will make up for the lack of resources from which her mother and Sappho seem to suffer. Perhaps these resources will contribute to getting rid of the threat under which Sappho seems to stand. Both brothers may contribute to that, Charaxos with turning back, Larichos with showing a man able to lift up his head against those who threaten him and his sister.

J. W. Godward, In the days of Sappho (1904)

J. W. Godward, In the days of Sappho (1904)

As they stand, ll. 13-16 cannot be construed, though their meaning is clear enough. Δαίμονα seems to pick up δαιμόνεσσιν l. 10. Is it not plausible that the king of Olymp is supposed to send a δαίμων who will turn away suffering mortals from hardship and ensure their happiness and wealth? Add that περιτρέπω from one condition to another elsewhere, so far as I know, takes the accusative of the person turned away. So should one read acc. pl. τοίς instead of τῶν, «happy those whom the king of Olymp want a helping heavenly power to turn away from hardship»? The change of τοίς into the gen. would occur to somebody not being able to find his way through all the accusatives.

Qui di seguito propongo la traduzione in italiano:

A quanto pare, Saffo dice che bisogna pregare per l’arrivo sicuro di Charaxos e per la propria sicurezza (quindi Saffo e la donna a cui si rivolge sembrano trovarsi in grave pericolo); «tutto il resto» (linee 9-10), anche il fatto che la nave sia carica di ciò che l’interlocutrice e probabilmente Saffo si aspettano, è nelle mani delle potenze celesti, δαιμόνεσσιν.

Saffo prosegue dicendo che sono felici e ricchi coloro che vengono sottratti alle difficoltà dal re dell’Olimpo: πολύολβοι suggerisce che la nave sia carica di beni che suppliranno alla mancanza di risorse di cui sembrano soffrire Saffo e la madre. Tali risorse contribuiranno forse a liberare Saffo dalla minaccia che sembra incombere su di lei. E alla salvezza della famiglia entrambi i fratelli potrebbero contribuire: Charaxos con il suo ritorno, Larichos mostrandosi uomo capace di alzare la testa contro coloro che minacciano lui stesso e la sorella.

Così come ci sono pervenuti, i versi alle linee 13-16 non possono essere interpretati, nonostante il loro significato complessivo sia abbastanza chiaro. Δαίμονα sembra richiamare δαιμόνεσσιν di linea 10. Non è plausibile che il re dell’Olimpo debba inviare un δαίμων a sottrarre i sofferenti mortali alle asperità della vita e a garantirne benessere e felicità? Consideriamo che περιτρέπω da una condizione ad un’altra altrove regge, a quanto mi risulta, l’accusativo della persona allontanata. Di conseguenza, non è forse meglio leggere τοίς, accusativo plurale, anziché τῶν, «felici coloro a cui il re dell’Olimpo voglia inviare in aiuto un potere celeste per sottrarli alle difficoltà»? Il cambiamento di τοίς nel genitivo potrebbe essere l’equivoco di qualcuno che non sapeva orientarsi tra tutti gli accusativi. [ndr]

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