Agone e Certamen ad Ascea!

Anche quest’anno, Ascea non ha tradito le aspettative: nella splendida cornice di palazzo Ricci-De Dominicis si sono svolti, dal 3 al 5 maggio scorso, l’Agone Eleatico (traduzione e commento di testi filosofici greci, giunto alla sua VIII edizione) e il Certamen Velinum, (VI edizione, dedicato a testi filosofici latini).

La manifestazione, che rientra a pieno titolo nei “percorsi delle eccellenze per la valorizzazione dei giovani talenti” è organizzata dall’Associazione “Achille e la Tartaruga”, con il patrocinio della Società Filosofica Italiana.

I testi proposti 

Dal Teeteto e dal De finibus bonorum et malorum i passi (rispettivamente di greco e di latino) sui quali si sono cimentati quest’anno gli studenti.

E vediamo il difficile testo di Platone (Teeteto, 181 A-D), presentato con il titolo: ”I partigiani del flusso”:

1° premio: Aurora Trisolini,
liceo “Pellegrino Rossi” di Massa

Δοκεῖ οὖν μοι τοὺς ἑτέρους πρότερον σκεπτέον, ἐφ’ οὕσπερ ὡρμήσαμεν, τοὺς ῥέοντας, καὶ ἐὰν μέν τι φαίνωνται λέγοντες, συνέλξομεν μετ’ αὐτῶν ἡμᾶς αὐτούς, τοὺς ἑτέρους ἐκφυγεῖν πειρώμενοι· ἐὰν δὲ οἱ τοῦ ὅλου στασιῶται ἀληθέστερα λέγειν δοκῶσι, φευξόμεθα παρ’ αὐτοὺς ἀπ’ αὖ τῶν τὰ ἀκίνητα κινούντων. Ἀμφότεροι δ’ ἂν φανῶσι μηδὲν μέτριον λέγοντες, γελοῖοι ἐσόμεθα ἡγούμενοι ἡμᾶς μὲν τὶ λέγειν φαύλους ὄντας, παμπαλαίους δὲ καὶ πασσόφους ἄνδρας ἀποδεδοκιμακότες. Ὅρα οὖν, ὦ Θεόδωρε, εἰ λυσιτελεῖ εἰς τοσοῦτον προϊέναι κίνδυνον.

2° premio: Eleonora Vezzani,
liceo “Ariosto-Spallanzani” di Reggio Emilia

{ΘΕΟ.} Οὐδὲν μὲν οὖν ἀνεκτόν, ὦ Σώκρατες, μὴ οὐ διασκέψασθαι τί λέγουσιν ἑκάτεροι τῶν ἀνδρῶν.
{ΣΩ.} Σκεπτέον ἂν εἴη σοῦ γε οὕτω προθυμουμένου. Δοκεῖ οὖν μοι ἀρχὴ εἶναι τῆς σκέψεως κινήσεως πέρι, ποῖόν τί ποτε ἄρα λέγοντές φασι τὰ πάντα κινεῖσθαι. Βούλομαι δὲ λέγειν τὸ τοιόνδε· πότερον ἕν τι εἶδος αὐτῆς λέγουσιν ἤ, ὥσπερ ἐμοὶ φαίνεται, δύο; Μὴ μέντοι μόνον ἐμοὶ δοκείτω, ἀλλὰ συμμέτεχε καὶ σύ, ἵνα κοινῇ πάσχωμεν ἄν τι καὶ δέῃ. Καί μοι λέγε· ἆρα κινεῖσθαι καλεῖς ὅταν τι χώραν ἐκ χώρας μεταβάλλῃ ἢ καὶ ἐν τῷ αὐτῷ στρέφηται;
{ΘΕΟ.} Ἔγωγε.
{ΣΩ.} Τοῦτο μὲν τοίνυν ἓν ἔστω εἶδος. Ὅταν δὲ ᾖ μὲν ἐν τῷ αὐτῷ, γηράσκῃ δέ, ἢ μέλαν ἐκ λευκοῦ ἢ σκληρὸν ἐκ μαλακοῦ γίγνηται, ἤ τινα ἄλλην ἀλλοίωσιν ἀλλοιῶται, ἆρα οὐκ ἄξιον ἕτερον εἶδος φάναι κινήσεως;
{ΘΕΟ.} Ἀναγκαῖον μὲν οὖν. 
{ΣΩ.} Δύο δὴ λέγω τούτω εἴδει κινήσεως, ἀλλοίωσιν, τὴν δὲ φοράν.

Matteo Nucci: relazione sul tema
“Eros e libertà”

A mio parere, dunque, dobbiamo esaminare prima tra questi e quelli, quelli che abbiamo già preso di mira, quelli che «sempre scorrono». E se risulteranno dire qualcosa, passeremo dalla loro parte, tentando di sfuggire agli altri. Se ci sembrerà che esprimano posizioni più veritiere i sostenitori della stabilità dell’universo, allora ci rifugeremo presso di essi, da coloro che fanno muovere quello che è del tutto immobile. Se invece apparirà evidente che non parlano a proposito né gli uni né gli altri, saremo ben ridicoli noi, ritenendo di poter dire qualcosa, pur essendo gente da poco, dopo avere respinto, come inattendibili, uomini tanto antichi e tanto sapienti. Considera dunque, Teodoro, se torni utile muovere a un tanto grande pericolo.
TEODORO: Ma non possiamo soprassedere, o Socrate, dal non esaminare quel che sostengono gli uni e gli altri di questi uomini.
SOCRATE: Facciamo dunque l’indagine, dal momento che anche tu sei ben disposto. A me pare dunque che il vero inizio di questa ricerca sul movimento consista nel comprendere cosa mai vogliano dire quando sostengono che il tutto si muove. Intendo dire quel che segue: vogliono essi dire che c’è un solo genere di movimento, o, come a me pare, due? E perché non sembri soltanto a me, prendivi parte anche tu, perché se si deve affrontare qualche imprevisto, l’abbiamo a subire insieme. Dimmi dunque: dici che una cosa si muove quando si sposta da luogo a luogo, o quando va intorno nello stesso luogo?
TEODORO: Sì .
SOCRATE: E questo dunque è un primo genere di movimento. Ma se poi una cosa sta ferma nello stesso luogo, invecchia, o da bianca diventa nera, o dura, da molle che era, o si trasforma in qualche altro cambiamento, non è forse un altro motivo per dire che questo è un secondo genere di movimento?
TEODORO: A me pare di sì .
SOCRATE: è necessario invece. Io affermo dunque che ci sono due generi di movimento, il trasformarsi, il lasciarsi portare.

La cerimonia di premiazione: il saluto di Paola de Roberto, presidente “Associazione Achille e la Tartaruga”

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