Ut pictura poesis

Tre giorni di Ἀγὼν πολιτικός a Frattamaggiore

È ritornato, dopo un anno di “riflessione”, l’appuntamento con l ’Ἀγὼν πολιτικός di Frattamaggiore (NA), giunto alla VIII edizione. La gara, come noto incentrata sulla traduzione e il commento di un passo della Repubblica di Platone, si è svolta dal 5 al 7 aprile scorso e ha assunto in questa edizione un sapore internazionale, grazie alla presenza di una delegazione proveniente da Salonicco.

Il momento della gara, nella sede dell’I.C. “Capasso-Mazzini”

Il passo scelto quest’anno (tratto dal X libro), come al solito piuttosto impegnativo, ha messo duramente alla prova gli oltre 100 concorrenti giunti da 35 licei provenienti da ogni parte d’Italia (e – come già ricordato – anche dalla Grecia).

La graduatoria

Vincitore è risultato Francesco Fadda (Liceo Classico “Volta” di Como); dietro di lui Ludovica Frasca (Liceo Classico “Alighieri” di Anagni), Giuseppe Spiezia (Liceo Classico “Carducci” di Nola) e Gabriele Liccardo (Liceo Classico “Sannazaro” di Napoli).
Menzioni d’onore ad Alessandro Chiodo (Liceo Classico “Sannazaro” di Napoli), Emma Pia Cipriano (Liceo Classico “Giannone” di Benevento), Andrea Piangiarelli (Liceo Classico “Anco Marzio” di Roma) e Gabriele Ametrano (Liceo Classico “Buratti” di Viterbo). Segnalazione speciale anche per Foteini Amerikanou e Aristeides Athiros del Second General Lyceum di Oreokastro di Salonicco (Grecia).

I vincitori (al centro Francesco Fadda)

Poesia e pittura

Ma vediamo il passo di Platone (Repubblica, 605 b-c), nel quale Socrate, in dialogo con Glaucone, prende di mira i poeti in quanto meri imitatori di «simulacri della virtù», che non attingono alla verità, a somiglianza del pittore, che si limita a rappresentare colori e figure, senza avere nessuna conoscenza di ciò che dipinge. La traduzione è di M. Vegetti (Bibliopolis 2007):

Οὐκοῦν δικαίως ἂν αὐτοῦ ἤδη ἐπιλαμβανοίμεθα, καὶ τιθεῖμεν ἀντίστροφον αὐτὸν τῷ ζωγράφῳ· καὶ γὰρ τῷ φαῦλα ποιεῖν πρὸς ἀλήθειαν ἔοικεν αὐτῷ, καὶ τῷ πρὸς ἕτερον τοιοῦτον ὁμιλεῖν τῆς ψυχῆς ἀλλὰ μὴ πρὸς τὸ βέλτιστον, καὶ ταύτῃ ὡμοίωται. Καὶ οὕτως ἤδη ἂν ἐν δίκῃ οὐ παραδεχοίμεθα εἰς μέλλουσαν εὐνομεῖσθαι πόλιν, ὅτι τοῦτο ἐγείρει τῆς ψυχῆς καὶ τρέφει καὶ ἰσχυρὸν ποιῶν ἀπόλλυσι τὸ λογιστικόν, ὥσπερ ἐν πόλει ὅταν τις μοχθηροὺς ἐγκρατεῖς ποιῶν παραδιδῷ τὴν πόλιν, τοὺς δὲ χαριεστέρους φθείρῃ· ταὐτὸν καὶ τὸν μιμητικὸν ποιητὴν φήσομεν κακὴν πολιτείαν ἰδίᾳ ἑκάστου τῇ ψυχῇ ἐμποιεῖν, τῷ ἀνοήτῳ αὐτῆς χαριζόμενον καὶ οὔτε τὰ μείζω οὔτε τὰ ἐλάττω διαγιγνώσκοντι, ἀλλὰ τὰ αὐτὰ τοτὲ μὲν μεγάλα ἡγουμένῳ, τοτὲ δὲ σμικρά, εἴδωλα εἰδωλοποιοῦντα, τοῦ δὲ ἀληθοῦς πόρρω πάνυ ἀφεστῶτα.
Non potremo dunque ormai giustamente attaccarlo [scil. il poeta], e porlo in corrispondenza con il pittore? Gli somiglia perché fa cose di scarso valore rapporto alla verità, ed è anche uguale a lui perché si rivolge a quell’altra parte dell’anima parimenti inferiore invece che alla migliore. E così risulta ormai che secondo giustizia non potremo accoglierlo in una città che debba essere governata da buone leggi, perché risveglia e alimenta questa parte dell’anima, e rafforzandola distrugge quella razionale, proprio come accade in una città quando la si consegna al potere dei malvagi e si sopprimono gli uomini migliori. Nello stesso modo, sosterremo che anche il poeta imitatore produce una cattiva costituzione nell’anima individuale di ciascuno, compiacendone la parte priva di pensiero e incapace di distinguere il maggiore dal minore (anzi crede che le stesse cose siano ora grandi ora piccole), e plasmando simulacri, ma restando ben lontano dalla verità?

Parvenza e verità

Come osserva Francesco Fadda nel suo commento,

Passo dal libro X, in cui Platone riprende la critica della poesia già avviata nei libri II e III, concludendo che è necessario riformare radicalmente la poesia per instaurare un buongoverno. Mentre nei libri II e III la critica alla poesia si limitava esclusivamente ai contenuti di essa, in quanto portatrice di modelli etici scorretti e un ideale di virtù competitiva tipica della “civiltà di vergogna” omerica, basata sull’affermazione di sé mediante la sopraffazione dell’altro, incompatibile, perciò con la solidale coesione su cui si deve basare la πόλις. Nel libro X, invece, la critica è approfondita e arricchita di nuovi argomenti, successivi alla trattazione delle forme degenerative di città e di anima (libro IX). 

[…]

Alla luce della teoria delle idee, il filosofo definisce l’arte e quindi la poesia, come riproduzione di una dimensione sensibile a sua volta fittizia, poiché la verità risiede nella dimensione metafisica delle idee: l’arte è “imitazione di imitazione” (μίμησις μιμήσεως), il poeta è quindi molto distante dal vero e i prodotti dell’arte godono di un valore ontologico minimo, tanto da venire definiti φαῦλα “privi di valore”, laddove, nel libro VI, l’idea di Bene che gode della massima dignità, è definita τίμιον “preziosa”. 

Ad multos annos!

Una plauso per gli amici di Frattamaggiore, che sono riusciti a far rinascere la manifestazione: una citazione d’obbligo a Geremia Casaburi (presidente dell’associazione ex alunni del liceo Durante) e alla professoressa Teresa Maiello, presidente della delegazione cittadina dell’AICC, vera anima dell’ Ἀγὼν πολιτικός, nonché a Erminia Barra, autentica factotum dell’ospitalità. Una menzione anche alla preside Fernanda Manganelli, che ha messo a disposizione i locali dell’istituto comprensivo Capasso-Mazzini.

Concludo con le parole del sindaco di Frattamaggiore, Marco Antonio Del Prete:

E’ stata una splendida maratona di tre giorni che ha visto in primo piano la cultura classica, ma è stata anche una grande opportunità per far conoscere la nostra città di Frattamaggiore in Italia e all’estero. I Licei hanno il compito di forgiare gli studenti con uno studio adeguato, dandogli così gli strumenti necessari per muoversi all’interno dell’universo classico.

La commissione giudicatrice era costituita da Salvatore Cerasuolo (presidente della giuria e docente emerito di Filologia classica dell’Università Federico II di Napoli), Mario Borrelli (docente emerito di latino e greco), Maria Luisa Buono (dirigente scolastica del liceo “Giordano Bruno” di Arzano e docente di latino e greco), Vittoria Caso (docente di latino e greco), Rocco Gervasio (dirigente scolastico) e Giuseppe Nardiello (docente di latino e greco).

Un commento su “Ut pictura poesis”

Lascia un commento

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

EnglishItaly