Sulla scrivania

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Acquistato l’estate scorsa, ma preso in mano solo ora, il libro di Canfora sulla guerra civile ateniese propone un affresco stupefacente e straordinariamente documentato di quello che per gli Ateniesi è stato un «anno inesistente», ovvero il 404/403, funestato dalla guerra civile fra oligarchici e democratici (il racconto parte un po’ prima, dal momento in cui la nave Paralos porta la notizia della disfatta di Egospotami: è il momento cruciale, nel quale Atene corre il rischio di essere «estirpata»).

Riconoscere che un conflitto è stato una guerra civile , cioè una guerra “tra cittadini” (cives), dipende dal vincitore. È il vincitore che concede, o non concede, al vinto tale riconoscimento. Che non significa annullare la distinzione tra torti e ragioni.

Gli Ateniesi non compirono mai questo sforzo. Nel loro calendario ufficiale l’anno della guerra civile (404/3) era indicato con una formula quasi surreale: «non governo» (ἀναρχία). Come se quell’anno non fosse mai esistito.

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La patente europea delle competenze in latino

certificazione_latinoTutti siamo a conoscenza – credo – delle varie certificazioni linguistiche di valenza internazionale proposte agli studenti, così pure come conosciamo bene l’ECDL (European Computer Driving Licence), ovvero la «Patente europea per l’uso del computer». Ovviamente, nulla da eccepire, anzi!

È per me una novità sorprendente la Certificazione Linguistica di Latino (CLL). Si tratta di una sperimentazione in corso da almeno da due anni, per lo meno a vedere il sito dell’U.S.R. Liguria e che sembra sia in fase di ridefinizione. Lo scopo è evidentemente di offrire un attestato valido a livello europeo, che certifichi le competenze in latino.

A tal proposito segnalo il seminario che si svolgerà il 4 dicembre prossimo dalle ore 15:30 alle 17:30 presso il Dipartimento di Scienze Linguistiche dell’Università Cattolica di Milano, con la collaborazione del Comitato “Elettra latina” per la promozione della cultura classica e la Consulta Universitaria degli Studi Latini (C.U.S.L.).

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Controstorie: la cultura greca e latina di fronte al presente

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Luciano de Nicolo, Equus Troianus

Parrhesia e aletheia, ovvero «libertà di parola» e «verità»: queste le parole d’ordine del «premio di scrittura» Classici Contro 2014, dal titolo: CONTROSTORIE. Alla ricerca di Aletheia, organizzato da Classici Contro, un progetto emanato dall’Università Ca’ Foscari di Venezia, con il contributo della delegazione locale dell’A.I.C.C.

Come recita il bando in epigrafe,

Un personaggio antico, una parola greca o latina, un’immagine del mondo classico diventano protagonisti di una scrittura satirica moderna, libera e multiforme, sulle tracce dei Classici contro.

Il fine del concorso, destinato agli studenti degli istituti della scuola secondaria, è quello di (altro…)

Insegnare Omero oggi

Odisseo nella grotta di Polifemo Jakob Jordaens secolo XVI (Museo Puskin, Mosca)

Jakob Jordaens (secolo XVI):
Odisseo nella grotta di Polifemo (Mosca, Museo Puskin)

Aggirandomi nel web alla ricerca di altro, mi sono imbattuto in un’intervista che l’amico Franco Ferrari, ha rilasciato qualche tempo fa (e pubblicata sul sito della Treccani) intitolata «Insegnare Omero oggi: colloquio con Franco Ferrari».

La vedo oggi per la prima volta e mi fa piacere condividerla, anche se risale all’ormai lontano 2007: anche ad anni di distanza, non è a mio avviso ozioso ritornare sull’argomento, come riflessione sul significato che la lettura dei testi classici riveste nella quotidiana attività didattica e – più in generale – nella nostra consapevolezza culturale.

Dopo una prima domanda, rivelatrice dell’impostazione “italianista” dell’intervistatore (sullo «spazio che hanno oggi nelle scuole superiori le traduzioni dei poemi omerici di Monti e Pindemonte»), l’attenzione si sposta poi sulla lunga dimestichezza del prof. Ferrari con la traduzione dei testi della letteratura greca (a proposito di Omero, ricordo la sua edizione UTET di Odissea, ristampata in veste economica).

Domanda: quali sono le «preoccupazioni e le difficoltà nello svolgere questo delicato lavoro» di traduzione dei testi classici? Della risposta articolata (alla quale rimando) segnalo il passaggio in cui l’intervistato osserva come (altro…)

Il greco e il latino al di là delle Alpi

Cnarela-Logo-2013_305x80Dal gruppo Facebook «Quelli che leggono il Notiziario» ricavo il link di una petizione della CNARELA (Coordination Nationale des Associations Régionales des Enseignants de Langues Anciennes), per la salvaguardia dell’insegnamento del latino e del greco in Francia.

Il testo della petizione, che sta sollevando un vivace serie di commenti sul gruppo FB e a cui si può accedere attraverso questo link, propone il quadro dello stato di salute dell’insegnamento delle materie classiche oltralpe. Non è molto roseo, a dire la verità e presenta molte analogie con la nostra situazione (è forse lo specchio del nostro non lontano futuro…).

La petizione ha l’eloquente titolo «salviamo l’insegnamento del latino e del greco in Francia»: ne propongo la traduzione, scusandomi per gli eventuali errori.

Mentre gli insegnanti di lettere classiche danno quotidianamente prova del loro dinamismo e delle loro competenze in materia di innovazione, l’insegnamento del latino, del greco e delle culture dell’antichità è oggi gravemente minacciato.

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«De profundis» per il “classico”?

Anche Colombo è preoccupato per la sorte del “suo” liceo?

Anche Cristoforo Colombo è preoccupato
della sorte del “suo” liceo?

Spunti per un dibattito sul “nostro” liceo…

Il sensibile calo di iscrizioni al liceo classico registrato quest’anno (calo che – ahimè – ha riguardato anche il mio istituto) ha offerto lo spunto per un dibattito a distanza, sviluppato sulla stampa e su internet, di cui qui propongo una sorta di sintesi.

Ho scelto, a mio arbitrio, tre interventi che mi sembrano interessanti, nella speranza che questo materiale possa costituire proficua occasione di riflessione.

Non ho aggiunto nulla di mio, limitandomi a una sintesi (spero quanto più fedele…) delle argomentazioni espresse.

Inizio la carrellata con l’articolo esteso, molto puntuale e dettagliato di Ludovico Guerrini (Liceo Classico “Piccolomini” di Siena) pubblicato su “OrizzonteScuola.it” del 26 aprile scorso: Il Liceo Classico: l’eccezione “scomoda”; una chiave di lettura del calo di iscrizioni

Il calo di iscrizioni al liceo classico può avere diverse spiegazioni: indisponibilità degli studenti per l’impegno richiesto; effetti della crisi economica, che condiziona le famiglie orientandole verso scelte immediatamente professionalizzanti; supponenza di chi ritiene il classico una scuola avulsa dalla realtà e incapace di formare nei propri alunni una forma mentis scientifica. (altro…)