Che risultato!

«Non ci credevamo, quando alla premiazione dell’Agòn Politikòs sono stati chiamati i nostri nomi … Abbiamo stravolto tutti i pronostici!»

«Retorica a parte, questo certamen è stato davvero pazzesco: organizzazione super, gente simpatica un po’ da tutta Italia… e alla fine questa sorpresa!».

Martina e Damiano
Martina Ferrari e Damiano Mammi al momento della registrazione all’Agòn

Questo è stato il commento a caldo di Damiano (II° premio) e Martina (menzione d’onore), studenti della classe II A del “mio” liceo, freschi “reduci” dell’ Ἀγὼν πολιτικός di Frattamaggiore, svoltosi la settimana scorsa.

Una bella soddisfazione per loro e un motivo d’orgoglio non indifferente per il Liceo “Ariosto-Spallanzani”… e, non lo nego, anche per me che li ho accompagnati! (pur non avendo nessun merito, beninteso, visto che non ho il piacere di annoverarli fra i miei studenti…).

Il passo che hanno dovuto tradurre e commentare è – come da bando di concorso – tratto dalla Repubblica di Platone: quest’anno la commissione presieduta dal prof. Salvatore Cerasuolo (Università di Napoli) ha scelto un momento del lungo discorso di Adimanto del libro II (366ab):

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Il termine naturale del nostro viaggio

Statua equestre dell’imperatore Marco Aurelio
(Roma, Musei Capitolini)

Tempo fa, cercando un brano da assegnare per la terza liceo, mi sono imbattuto in un bel passo di Marco Aurelio (in realtà ho poi optato per un meno interessante – ma linguisticamente più rassicurante – Isocrate): l’imperatore filosofo è per me una lettura sempre stimolante e suggestiva, con quel suo modo di riflettere così caratteristicamente «antiretorico» che affascina irresistibilmente (è stato giustamente osservato che, con un maestro quale Frontone, Marco Aurelio ha acquisito una sicura padronanza degli strumenti retorici: nella sua prosa, però, egli riesce abilmente a dissimulare ogni artificio).

Marco Aurelio rivolge a se stesso (Τὰ εἰς ἑαυτόν «pensieri rivolti a se stesso» è il titolo della sua opera) una serie di esortazioni che percorrono i temi più importanti dell’esperienza umana, cercando di indagare, attraverso il filtro della filosofia stoica, il senso più profondo della vita, che altrimenti rischia di sfuggire, soffocato dalle occupazioni quotidiane.

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Αγὼν πολιτικός!

Dopo aver sperimentato lo scorso anno la squisita ospitalità della “mitica” Teresa Maiello e degli amici di Frattamaggiore, è per me un grande piacere annunciare che è stato bandito anche quest’anno il certamen Ἀγὼν πολιτικός.

Anche in questa terza edizione è prevista la traduzione di un passo della Repubblica di Platone, per gli studenti del penultimo e ultimo anno dei licei classici, che si cimenteranno il 20 aprile 2013, per affrontare le vertigini di uno dei più grandi prosatori di sempre (ma, a proposito… che fine hanno fatto le Olimpiadi Nazionali di Cultura Classica, annunciate l’anno scorso con enfasi dal Ministero?!?) 🙄

Sicuramente anche quest’anno la gara sarà accompagnata da iniziative rivolte agli studenti partecipanti e ai loro accompagnatori, offrendo una splendida occasione di visite culturali, di conoscenza del territorio e, soprattutto, di sana socializzazione.

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Il letamaio di Eraclito

Leggendo in vari siti internet (e anche sui giornali) le traduzioni del passo di Aristotele assegnato alla maturità, si riscontra un’incomprensione, in cui sono incappati anche traduttori esperti: il sostantivo ἰπνός, viene reso nell’accezione di “forno”, “cucina”, o semplicemente “fuoco”, davanti al quale si scalderebbe Eraclito. Da qui traduzioni del tipo: «come si racconta che … Leggi tuttoIl letamaio di Eraclito

Non il caso, ma la finalità regna nelle opere della natura

Interessante e impegnativo il passo scelto dalla commissione ministeriale per i maturandi di quest’anno. Avrei voluto proporre un video con la traduzione ragionata, ma attualmente sono in condizioni di emergenza, perché sono privo di connessione internet (aspettando l’allacciamento di FastWeb). Vedrò se la situazione si sbloccherà a breve (è circa un mese che sono in … Leggi tuttoNon il caso, ma la finalità regna nelle opere della natura

Chi comanda decide cosa sia giusto e cosa no

Il celeberrimo ritratto di Platone (con le sembianze di Leonardo da Vinci) proposto da Raffaello ne "La scuola di Atene"

Come avevo già anticipato, inizio oggi a proporre il primo di una serie di passi d’autore, per offrire la possibilità di esercizio agli studenti di terza liceo che saranno chiamati, fra poco più di due mesi, ad affrontare la versione di greco nella seconda prova d’Esame di Stato (quello che un tempo si chiamava esame di maturità).

Partiamo dunque da un famoso passo dal primo libro della Repubblica di Platone, nel quale il sofista Trasimaco, discutendo con Socrate, afferma con forza la sua idea, secondo la quale le leggi non sono altro che lo strumento di chi detiene il potere, per affermare i propri interessi. Secondo tale opinione, il diritto non si baserebbe dunque su ciò che è giusto, ma su ciò che è utile per chi governa.

Socrate nel corso del dialogo confuterà questa tesi, seguendo la sua caratteristica tecnica “maieutica”, che consiste nell’interpellare l’interlocutore ponendogli domande incalzanti, fino a farlo cadere in contraddizione. L’asserto iniziale risulta alla fine confutato proprio da colui che l’aveva proposto.

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Seneca: traduzione ragionata del brano della Maturità

Come anticipato, nel filmato seguente propongo una mia traduzione ragionata del passo di Seneca intitolato “Il vero bene è la virtù”, assegnato quest’anno come seconda prova scritta agli Esami di Maturità. Il file caricato su Youtube presenta solo la prima parte della lettura. Per una visione completa in formato più largo clicca qui. Per visionare … Leggi tuttoSeneca: traduzione ragionata del brano della Maturità

Seneca: il vero bene è la virtù

Mi permetto uno strappo alla regola per proporre un argomento OT, che non riguarda direttamente il greco antico, ma che interessa gli studenti del liceo classico: il tema di maturità scelto per la seconda prova è un passo di Seneca, Ep. ad Lucilium 74, 10. Il titolo assegnato dagli esperti del Ministero è «Il vero … Leggi tuttoSeneca: il vero bene è la virtù

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