Dioniso al cinema

Ritorno sulla giornata di studi parmense del 16 febbraio (“Il Classico nel Moderno”), per proporre una sintesi della interessante (e per più aspetti anche discutibile) relazione di Massimo Fusillo sul tema Echi e variazioni dionisiache nel cinema (e un problema di metodo).

W. A. Bouguereau, La giovinezza di Bacco (1884)fonte: Wikimedia

L’indagine, partita da necessarie considerazioni di metodo, ha cercato di individuare tracce del dionisismo delle Baccanti euripidee nel cinema del dopoguerra, proponendo – pur nella rapidità di una relazione contenuta nell’arco di 20 minuti – alcuni esempi di film nei quali tali tracce sembrano emergere, pur nella consapevolezza di quanto possa essere “marginale” una lettura filmica limitata a tale prospettiva.

Il relatore ha preventivamente osservato che cinema e tragedia greca, a conti fatti, non si amano: l’origine teatrale dei testi antichi e il rischio di verbosità eccessiva rendono problematica la trasposizione del testo tragico in film, e infatti la tragedia greca è un capitolo tutto sommato marginale nella storia del cinema. Marginale, ma non privo di interessanti tentativi, che si sono attuati in 3 modalità:

  1. teatro filmato, di interesse documentale, più che artistico;
  2. attualizzazione del testo tragico, con spostamento dell’ambientazione della vicenda in altro contesto spazio-temporale, come ad esempio in film del tipo Edipo sindaco (1996) di J. Ali Triana, Teatro di guerra (1998) di M. Martone, Luna Rossa (2001) di A. Capuano;
  3. libera riscrittura, con maggior interesse per il mito nel suo complesso, piuttosto che per il testo di una singola tragedia: si vedano ad esempio film come Edipo Re (1967) di P. P. Pasolini, Elettra, amore mio (1974) di Miklos Jancso’ o Medea (1988) di Lars von Trier.

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Umberto Albini (1923-2011)

Vengo a sapere ora che è morto l’altro ieri, 25 gennaio, a Genova, Umberto Albini, noto anche al di fuori del pubblico dei classicisti, in virtù del suo interesse per il teatro antico, cui si è dedicato con attività di alta divulgazione, attraverso la traduzione di opere rappresentate sui palcoscenici di tutta Italia.

Teatro greco di Siracusa: Sofocle, Trachinie. Traduzione di U. Albini e V. Faggi; Regia di G. Cobelli

Nella sua Genova ha collaborato con il teatro della Tosse e con il Teatro Stabile, ma è soprattutto ricordato per la presidenza dell’INDA (Istituto Nazionale del Dramma Antico di Siracusa).

I suoi interessi non si sono limitati all’ambito greco, ma hanno spaziato anche alla letteratura ungherese, segnalandosi nel dopoguerra fra i primi traduttori di teatro e poesia ungheresi, tanto da essere insignito di una laurea honoris causa dall’Università di Budapest e della medaglia d’oro per la cultura.

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Dionysus ex Machina

È di recente pubblicazione (in linea dal 13 ottobre scorso) questa nuova rivista online, dedicata agli studi sul teatro antico, che si presenta in modo molto promettente.

Pubblicata dall’editore Palumbo, con cadenza annuale, ha come direttore Giusto Picone e nel Comitato Scientifico annovera personaggi del calibro di Maurizio Bettini, Maria Grazia Bonanno, Eva Cantarella, Giulio Guidorizzi, Giuseppe Mastromarco, Jaume Pòrtulas …

La rivista è organizzata in 6 sezioni, in ognuna delle quali è possibile (credo sia un’opzione promozionale limitata a questo primo numero) scaricare gratuitamente un articolo in formato PDF.

Vediamo nei dettagli le singole sezioni:

Testi (redattore responsabile Angela M. Andrisano): sezione dedicata all’esegesi testuale del teatro greco e latino, con approcci di natura filologico-linguistica o drammaturgica.

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