KomFrag: commentare i poeti comici

Maschera teatrale
(Atene, Museo Archeologico).

La tradizione non è stata generosa coi poeti della commedia greca antica: dell’ampia produzione che va dal quinto secolo fino all’età ellenistica ci sono infatti rimaste solamente undici commedie di Aristofane e il Dyskolos di Menandro fortunosamente ritrovato per via papiracea.

Abbiamo tuttavia un ampio corpus di frammenti delle commedie perdute che è stato raccolto nella recente e monumentale opera di Rudolf Kassel e Colin Austin (sigla K.-A.) Poetae Comici Graeci, pubblicata a partire dal 1983.

La raccolta comprende tutto ciò che ci è rimasto, le testimonianze e i frammenti, di più di 250 poeti comici greci e magnogreci, dalle origini fino alla Commedia Nuova (età ellenistica): un prezioso osservatorio sul mondo della commedia greca, che consente di farsi un’idea anche di autori meno conosciuti di Aristofane e Menandro, o risalenti a fasi come la Mesē (la “commedia di mezzo”), altrimenti non attestate.

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La vittima e il carnefice

L'episodio di Egeo

Il volume di Chiara Rizzatti
Edizioni “La Zisa”

La scena della Medea di Euripide, incentrata sull’arrivo a Corinto del leggendario re ateniese Egeo, è stata a lungo sottovalutata dalla critica e ha subìto nel corso del tempo una molteplicità di interpretazioni.

Come è noto, Egeo si ferma a Corinto di ritorno da Delfi, dove ha consultato l’oracolo per scoprire le cause della propria sterilità: nel dialogo che costituisce la prima parte del terzo episodio della tragedia euripidea, Medea – tradita da Giasone e condannata all’esilio dal re Creonte – promette al re ateniese di aiutarlo coi propri filtri magici, per consentirgli di procreare. In cambio chiede di essere ospitata e protetta ad Atene.

L’intervento di Egeo ha suscitato più di una perplessità, a partire da Aristotele, che taccia la scena di ἀλογία, «illogicità» (Poetica 1461b 20): in effetti, nonostante la sua centralità, si tratta di un evento «andato a vuoto», in quanto dopo l’infanticidio Medea non approfitterà dell’ospitalità offertale, ma fuggirà sul carro del Sole. (altro…)

Vi precede in Galilea!

Beato Angelico, Resurrezione

Beato Angelico, Resurrezione

«Non gridate, non abbiate paura» dice l’Angelo alle donne accorse al sepolcro «Gesù Cristo che voi cercate, da poco crocifisso, non è più cadavere nella tomba, ma, risorto, vi precede in Galilea!».

Così viene rappresentata la scena del giorno Resurrezione nel Christus Patiens (Χριστὸς πάσχων), un singolare dramma bizantino del X-XII secolo, nel quale, secondo i canoni del dramma attico del V secolo, la passione di Cristo è rappresentata in un centone di 2640 trimetri giambici, che prende spunto in particolare da Euripide (nel lamento di Maria, che costituisce la parte più ampia del Christus Patiens, vi sono continue citazioni dal lamento di Agave sul capo mozzo del figlio Penteo delle Baccanti euripidee).

«Andate dunque, andate e riferite chiaramente: lo vedete anche voi, Cristo è risorto dal sepolcro, la pietra del sepolcro è stata scostata senza sforzo. Il potere della morte è vanificato e sono state spezzate le sue catene». (altro…)

A teatro coi grandi classici greci

Tutto è pronto per l’apertura della nuova stagione del Teatro Greco di Siracusa, organizzata dall’I.N.D.A. (Istituto Nazionale del Dramma Antico, fondazione onlus), giunta quest’anno alla XLIX edizione.

Sono previsti tre grandi capolavori quali Edipo Re Antigone di Sofocle e Le donne al parlamento di Aristofane, che si alterneranno per oltre un mese, dall’11 maggio al 23 giugno prossimi.

In momenti di crisi come quello attuale è sicuramente un motivo di speranza il fatto che questa manifestazione confermi nel corso degli anni un interesse di pubblico che ha qualcosa di incredibile: nei 35 spettacoli si registra una media annua di 150.000 presenze, con un incremento di spettatori del 500% rispetto a dieci anni fa!

Produzione e realizzazione degli spettacoli è a cura della Fondazione INDA Onlus, dai cui laboratori sono confezionati scenografie e costumi.

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La caduta dell’eroe

Eracle

Per la collana «Classici della Letteratura Greca» dell’editore Cappelli è uscito in vista delle adozioni scolastiche dell’anno prossimo – e sarà presto anche in libreria – la nuova edizione commentata dell’Eracle di Euripide che ho curato insieme con l’amico Luciano Lanzi (Eracle furente. La caduta dell’eroe).

La nuova collana ha l’intento di permettere la lettura e la comprensione di classici greci in testo originale con traduzione e commento: è rivolta quindi non solo agli studenti, ma anche e soprattutto al pubblico di coloro che sono interessati ai grandi capolavori del mondo classico.

Come invito alla lettura, mi permetto di citare l’introduzione:

Eracle è l’eroe greco che ha contribuito a portare la luce a un’umanità arcaica minacciata ancora da una natura ferina. A lui si sono aggrappate le genti delle contrade terrorizzate da scorrerie di predoni e dalla minaccia di mostri. Ed Eracle si fa carico del suo popolo, così come della propria famiglia e dei propri figli: «Li condurrò prendendoli per mano come scialuppe, li trascinerò come fossi una nave. E infatti non mi vergogno della cura dei figli». (altro…)

Il teatro latino ai tempi di Augusto

TeatroMarcello

Roma, Teatro di Marcello

Ritornando al blog dopo una prolungata assenza, non mi posso esimere da un breve commento circa i quiz proposti nello scritto di latino del Concorso a cattedre.

In particolare sono rimasto basito dal quesito n. 3, che recitava testualmente così (fonte: orizzontescuola):

Quesito 3
Il/la candidato/a esponga sinteticamente le principali notizie di cui disponiamo sul teatro latino nell’età di Augusto, le discussioni in proposito fra i letterati dell’epoca e i tentativi di produrre nuove opere, mettendo in evidenza gli aspetti sui quali si soffermerebbe nell’impostazione di un’unità di apprendimento, con l’indicazione delle metodologie e delle strategie didattiche a cui si atterrebbe.

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