Musica dell’antica Grecia

Ecco un disco che, nonostante risalga ormai a qualche decennio fa, presenta ancora qualche motivo di curiosità e di interesse. È il frutto della ricerca pionieristica di Gregorio Paniagua e del suo complesso, l’Atrium Musicae di Madrid. Gli studi musicologici sono da allora progrediti, ma lo spirito con cui è stata affrontata questa registrazione è ancora oggi degno di considerazione.

Ecco riuniti per la prima volta i rari frammenti musicali della Grecia antica a noi pervenuti, con l’aggiunta dell’unico conservato della Roma imperiale (quattro battute mutile da un’opera di Terenzio).


È come se dell’Acropoli di Atene non rimanessero che detriti sparsi di colonne e un paio di capitelli distrutti. In effetti, se nell’architettura e in letteratura è possibile ammirare straordinari esempi della cultura ellenica, della musica – la cui pratica nell’antica Grecia era una vera e propria istituzione – non rimangono che frammenti sparsi, miracolosamente sopravvissuti su qualche papiro e su documenti di epoche successive.

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Con parole ornate

È uscita la settimana scorsa, presso l’editore Cappelli, l’antologia tematica sugli oratori che ho curato insieme con il collega Luciano Lanzi. Un volumetto di 150 pagine intitolato: Con parole ornate. Il titolo deriva da una citazione dantesca: Ello passò per l’isola di Lenno poi che l’ardite femmine spietate tutti li maschi loro a morte dienno. … Leggi tuttoCon parole ornate

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