L’uomo che contava le onde

Non è – come forse potrebbe sembrare – l’arguto titolo di un romanzo (mi viene da associarlo vagamente a L’uomo che guardava passare i treni di Simenon…): si tratta invece del titolo di una poco nota favola di Esopo, tramandata da Luciano di Samosata (Ermotimo, 84):

[Αἴσωπος] ἔφη γὰρ ἄνθρωπόν τινα ἐπὶ τῇ ἠϊόνι καθεζόμενον ἐπὶ τὴν κυματωγὴν ἀριθμεῖν τὰ κύματα, σφαλέντα δὲ καὶ ἄχθεσθαι καὶ ἀνιᾶσθαι, ἄχρι δὴ τὴν κερδὼ παραστᾶσαν εἰπεῖν αὐτῷ, Τί, ὦ γενναῖε, ἀνιᾷ τῶν παρελθόντων ἕνεκα, δέον τὰ ἐντεῦθεν ἀρξάμενον ἀριθμεῖν ἀμελήσαντα ἐκείνων;

Il corposo Dizionario della favola antica di Ch. Stocchi

Il corposo Dizionario della favola antica di Ch. Stocchi

[Esopo] narrò che un uomo se ne stava seduto sulla spiaggia a contare le onde che si abbattevano sulla riva: una volta perso il conto, si sentiva triste e afflitto, fino a che una volpe gli si avvicinò e disse: «Perché, buon uomo, rattristarsi per le onde che sono già passate? Bisogna, invece, che tu riprenda a contare da qui e tralasci il resto».

Secondo uno schema frequente nella tradizione occidentale, alla volpe è affidata la battuta arguta risolutrice: quel pover’uomo è sollecitato a guardare al futuro, mettendo da parte atteggiamenti sterili quali l’autocompatimento o il rimpianto del passato.

In questo raccontino mi sono imbattuto aprendo a caso (nelle ultime pagine, sotto la voce: «volpe») il ponderoso Dizionario della favola antica recentemente pubblicato dall’amico Christian Stocchi per la BUR: un volume che si avvicina al migliaio di pagine, proponendo, per la prima volta in Italia, «un sistematico “viaggio” nell’affascinante mondo della favolistica antica latina e greca, con narrazioni tratte anche dalla tradizione bizantina e riferimenti ad apologhi di diversa tradizione, dall’Asia all’Africa».  (altro…)

Progetto “Democrazia in Grecia”

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Il primo volume del progetto «Democrazia in Grecia»

In un momento che mi sembra quanto meno “asfittico” per l’editoria del mondo classico, mi fa piacere segnalare quest’iniziativa molto stimolante, che mi auguro possa incontrare l’interesse che merita.

Con la pubblicazione – nel maggio scorso – del primo volume della Politica di Aristotele (libri I-IV), la benemerita collana «Lorenzo Valla» della Mondadori inaugura un progetto sulla «Democrazia in Grecia», che comprenderà cinque volumi: ai due dedicati alla Politica di Aristotele (curati da T. J. Saunders e R. Robinson il primo, D. Keyt e R. Kraut il secondo – in entrambi i casi con la traduzione di R. Radice e T. Gargiulo), seguirà un volume con la Costituzione degli Ateniesi attribuita ad Aristotele (curatore P. J. Rhodes, con la traduzione di A. Zambrini) insieme con quella dello Pseudo-Senofonte (introduzione, traduzione e commento di G. Serra).

Seguiranno due volumi antologici, che raccolgono un’ampia scelta di passi «riguardanti il problema del governo del popolo da Omero sino all’epoca di Alessandro Magno» (dalla premessa del curatore P. Boitani). Il volume IV ha come titolo: Democrazia: la nascita, il consolidamento, i consensi, mentre il volume VDemocrazia: la crisi e le reazioni. Introduzione, traduzione e commento saranno in questo caso curati da D. Loscalzo.  (altro…)

L’Antichità (una rapida segnalazione)

L'antichità, enciclopedia coordinata da U. Eco, attualmente in edicola

L’antichità, enciclopedia coordinata da U. Eco, attualmente in edicola (La biblioteca di Repubblica)

In un panorama editoriale quale quello attuale, che mi pare sconfortantemente asfittico (e a maggior ragione per quel che riguarda il settore dell’antichistica), fa piacere registrare questa iniziativa del gruppo “Repubblica-L’Espresso”, dedicata all’Antichità, con uscite settimanali in edicola.

Attualmente sono stati pubblicati 5 dei 14 volumi che costituiscono l’opera (2 dedicati alle civiltà del Vicino Oriente, 6 alla Grecia e 6 a Roma).

La prima impressione sommaria, ricavata da rapidi assaggi qua e là, è decisamente positiva: si tratta di una organica raccolta di saggi monografici, con una esposizione che ha – come è giusto che sia – taglio divulgativo: accattivante, senza peraltro rinunciare al rigore e alla precisione delle informazioni. 

Come recita il trafiletto pubblicitario: 

Lo splendore dell’antico Egitto, il fascino della filosofia greca, la politica nell’Impero Romano. Una grande collana a cura di Umberto Eco sulla religione, la letteratura, l’arte, la scienza, gli usi e costumi delle civiltà antiche. Un viaggio attraverso le nostre radici culturali, per scoprire chi eravamo ieri e capire meglio chi siamo oggi.

Piacevole da leggere, utile da consultare.

Sulla scrivania

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Acquistato l’estate scorsa, ma preso in mano solo ora, il libro di Canfora sulla guerra civile ateniese propone un affresco stupefacente e straordinariamente documentato di quello che per gli Ateniesi è stato un «anno inesistente», ovvero il 404/403, funestato dalla guerra civile fra oligarchici e democratici (il racconto parte un po’ prima, dal momento in cui la nave Paralos porta la notizia della disfatta di Egospotami: è il momento cruciale, nel quale Atene corre il rischio di essere «estirpata»).

Riconoscere che un conflitto è stato una guerra civile , cioè una guerra “tra cittadini” (cives), dipende dal vincitore. È il vincitore che concede, o non concede, al vinto tale riconoscimento. Che non significa annullare la distinzione tra torti e ragioni.

Gli Ateniesi non compirono mai questo sforzo. Nel loro calendario ufficiale l’anno della guerra civile (404/3) era indicato con una formula quasi surreale: «non governo» (ἀναρχία). Come se quell’anno non fosse mai esistito.

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E non stiamo a chiamarle “lingue morte”

Andrea Jahn

Il prof. Andrea Jahn, vicedirettore del
Liceo Cantonale di Lugano 1

Dall’amico Marcelo Javier Real ricevo la segnalazione di una trasmissione radiofonica di ieri, 24 settembre, proposta dalla Rete Due della RSI (Radiotelevisione della Svizzera Italiana), nella rubrica “Il punto”, a cura di Anna Pianezzola.

«Non chiamiamole “lingue morte”» è il titolo della trasmissione (di cui – con poca fantasia – anch’io mi sono impossessato), che prende lo spunto da un dato veramente impressionante, ovvero l’aumento sbalorditivo degli iscritti alle lezioni di lingua greca (addirittura del 300%!) nei cinque licei della Svizzera italiana, a cui corrisponde un incremento più contenuto (“solo” del 49%) di coloro che vogliono continuare gli studi del latino.

In collegamento con il prof. Andrea Jahn (docente di latino e vicedirettore del Liceo cantonale di Lugano 1) e il prof. Vittore Nason, (vicedirettore del liceo cantonale di Locarno) si cerca di ragionare sui motivi che hanno spinto tanti giovani a operare una scelta così anticonformistica, verso «gli idiomi di Cesare e Omero, preferiti alle lingue correntemente parlate nel mondo».

 

Che dire… fatemi andare in Svizzera!!!!  😛

«Ottima è l’acqua»!

cop-2.aspxἌριστον μὲν ὕδωρ: prendo il titolo in prestito dal famoso incipit della Prima Olimpica di Pindaro per salutare con grande piacere la recentissima pubblicazione (è in vendita dal 17 settembre) del volume delle Olimpiche nella collana «Scrittori Greci e Latini – Fondazione Valla».

Dopo le Istmiche curate da G. Aurelio Privitera (1982) e le Pitiche di B. Gentili, P. A. Bernardini, E. Cingano e P. Giannini (1995), a diciotto anni di distanza è finalmente uscito il volume delle Olimpiche, a cura di B. Gentili, C. Catenacci, P. Giannini e L. Lomiento.

Visti i ridottissimi ritmi di pubblicazione (e gli interessi spostati quasi esclusivamente sui testi medievali) temevo oramai che la prestigiosa collana fosse sull’orlo del collasso.

Ho appena ordinato il volume presso IBS, che propone un 15% di sconto (confrontando i vari siti mi sono “scontrato” con amazon.it: lì il prezzo è veramente incomprensibile… oltre 100 € in più!!!).

Bene, ora aspettiamo i 5 giorni lavorativi dell’evasione dell’ordine… 😉