Aristotele? Un tormento!

Copia romana in Palazzo Altemps
del busto di Aristotele di Lisippo

Si stanno ormai esaurendo le polemiche innescate dal passo scelto come seconda prova per l’Esame di Maturità (o – secondo la più recente dizione – l’Esame di Stato) del liceo classico.

Le polemiche d’altra parte sono, per certi aspetti, il sale della vita e non mi voglio sottrarre al gusto di contribuire. Anche se i giorni di riflessione che mi sono preso rendono ormai “inattuali” queste considerazioni sul “famigerato” passo dell’aristotelica Etica Nicomachea (libro VIII, 1155a).

A me il testo non è sembrato affatto “semplice” o “lineare”, come è stato da moti liquidato. Anzi, una valutazione del genere mi sembra quasi offensiva per i ragazzi che si sono cimentati e che davanti a questa prova immagino abbiano faticato non poco, di fronte alla prosa ellittica, frantumata e sussultoria di un testo che – come tutti ben sanno – ci è giunto in una forma non letterariamente compiuta (si tratta in sostanza di appunti redatti all’interno della scuola peripatetica).

Aggiungiamo il fatto che, al contrario di quanto sostiene la Marcolongo (clicca qui per leggere l’articolo) Aristotele non si traduce proprio – o lo si fa solo occasionalmente – nel triennio del liceo: rimango basito nel leggere testualmente che «Aristotele è uno degli autori su cui ci si concentra maggiormente a scuola negli ultimi anni del liceo» (ma che liceo ha frequentato questa benedetta donna? Boh, beata lei…). Per quel che riguarda la mia esperienza, non posso che smentire categoricamente.

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La quarta Notte del Liceo Classico

Il manifesto ufficiale della IV edizione della
Notte Nazionale del Liceo Classico.

Si stanno scaldando i motori per la quarta edizione di una kermesse che coinvolge i licei classici del nostro paese: dalle 18:00 alle 24:00 di venerdì 12 gennaio 2018 si svolgerà la IV Notte Nazionale del Liceo Classico: si spalancheranno le porte dei nostri licei per mettere in mostra, soprattutto da parte degli studenti, una creatività che si sprigiona in modalità diverse, nel desiderio comune di dimostrare la vivacità e la vitalità del nostro corso di studi.

A oggi sono 387 i licei classici che hanno aderito all’iniziativa, da “Adria-Ballatore” di Mazara del Vallo al “Zucchi” di Monza.

Si può solo immaginare il fervore nella preparazione di questo evento, che cresce di anno in anno: ci sono in vista manifestazioni di ogni genere, culturali, artistiche, sportive, spettacolari, gastronomiche… etc. etc., che caratterizzeranno quella magica “lunga notte”.  (altro…)

I Greci e il potere

Chi comanda nella città?

Su questa molto semplice domanda si sviluppa il recente volumetto di Mario Vegetti (Carocci Editore, Roma, febbraio 2017), che in poco più di cento pagine introduce il lettore «a una sorta di visita guidata in uno dei più straordinari laboratori di pensiero politico nella storia d’Occidente».

Attraverso la lettura dei testi, l’autore (talmente noto che sarebbe quasi un affronto farne la presentazione) propone una sorta di «dibattito a più voci», incentrato sul problema della legittimazione e della giustificazione del potere. Un dibattito che coinvolge non solo uomini politici e filosofi, ma anche poeti e storici, in un arco di tempo che abbraccia la grecità a partire dall’età arcaica, fino ad arrivare all’Ellenismo.

È una sorta di “laboratorio” particolarmente vivace, che tocca uno dei nervi “vitali” della frammentata società greca. La riflessione sulla legittimità del potere trova la sua motivazione proprio dalle assenze che, secondo Vegetti, «assumono i tratti di una acuta crisi di sovranità»: assenza di un apparato statale centralizzato, assenza di autorità sacerdotali che ratifichino la consacrazione dei sovrani, assenza di una tradizione secolare (e mancanza di un Libro di ispirazione divina). (altro…)

Una lettura… “geniale”!

Ventinove anni, bionda, occhi azzurri, tatuaggi.
Andrea Marcolongo è “il” grecista che non ti aspetti.
Ha una laurea in Lettere classiche, ha frequentato la scuola Holden di Baricco. Ha lavorato come ghost writer per Matteo Renzi, autrice del discorso sulla “generazione Telemaco”.

Poi si è dimessa perché non veniva pagata (questo me l’ha resa ancora più simpatica).

E qui finiamo con le note biografiche e veniamo al libro che mi ha piacevolmente colpito e che mi sento di consigliare.

La lingua geniale. 9 ragioni per amare il greco (Laterza) è qualcosa di meno – o forse qualcosa di più – di un saggio: è una sorta di “confessione” che racconta di un amore, quello per il greco classico e nasce dall’esigenza di pensare o meglio, di cercare di pensare, nel modo in cui pensavano i Greci, per penetrare meglio il loro orizzonte. (altro…)

Appello per il liceo classico

appello

Il rilancio del Liceo Classico non può essere affidato a operazioni “semplificatorie” che lo snaturano.

E d’altra parte il nostro paese, depositario di un patrimonio culturale che ci è invidiato da tutto il mondo, ha necessità di un corso di studi che offra le competenze che possono essere spendibili per poter valorizzare quella che potrebbe costituire una delle nostre maggiori risorse (che attualmente sembriamo piuttosto propensi a svendere). 

Lo studio delle lingue classiche, sia il greco che il latino, entrano in questo orizzonte. 

Questo, in sostanza, il contenuto della lettera-appello (indirizzata in primis al Presidente della Repubblica e al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) che può essere sottoscritta online: chiunque lo desidera può FIRMARE QUI.

Lo scheletro spericolato

Stai scavando per una funivia e ti ritrovi uno scheletro…


La notizia è rimbalzata da qualche giorno e sta rapidamente facendo il giro della rete.

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Εὐφρόσυνος ἴσθι «Sii felice!», raccomanda lo “scheletro spericolato”

Tanto rapidamente che mi sono chiesto se valesse la pena scriverci un articolo: ma il ritrovamento è tanto curioso e interessante che mi sembra degno di segnalazione.

Nel confine turco-siriano (oggi al centro dell’attenzione internazionale per ben altri tristi motivi) è stato portato alla luce un antico mosaico pavimentale, risalente al III secolo a.C., con la rappresentazione di uno scheletro sdraiato con una brocca di vino e una pagnotta di pane; ai lati dello scheletro, come si nota dalla foto, vi è un’iscrizione in greco che dice: ΕΥΦΡΟΣΥΝΟΣ «lieto» (evidentemente è sottinteso qualcosa come ἴσθι: «sii»). (altro…)