Allontanarsi dal vero “di tre gradi”

La visita al Mitreo di Capua, nell'ambito dell'Ἀγὼν πολιτικός
Visita al Mitreo di Capua: un interessante diversivo nelle giornate dell’Ἀγὼν πολιτικός

I buoni poeti conoscono veramente gli argomenti di cui parlano? Ma soprattutto: hanno davvero conoscenza del bene e del male? Non sarà che, con le loro finzioni, si limitano a cianciare a ruota libera? Che valore può mai avere la poesia (o, più in generale, l’arte), se non fa che riprodurre parvenze ingannevoli, ben lontane dalla realtà?

Questi interrogativi stanno alla base del passo dal X libro della Repubblica di Platone, assegnato sabato 12 aprile scorso agli studenti che hanno partecipato alla IV edizione dell’Ἀγὼν πολιτικός, svoltosi nei locali del Liceo «F. Durante» di Frattamaggiore.

Ma facciamo un passo indietro.

Per gli studenti ospiti, provenienti dalle più svariate regioni d’Italia, il tutto ha inizio venerdì 11 aprile con l’accoglienza presso l’Hotel “Il giardino degli aranci”: un breve saluto degli organizzatori e il classico rinfresco di benvenuto per presentarsi, sciogliere il ghiaccio e riscaldare l’atmosfera. Poco dopo, grazie alla collaborazione del “Consorzio Borgo Commerciale”, è stata proposta un’escursione – veramente gradita! – presso il Caseificio “Pupatella”, per scoprire come nasce la mozzarella di bufala “DOP” e poter procedere a un assaggio proprio nel momento della produzione!

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Ἀγὼν πολιτικός, atto IV

Bando dell' Ἀγὼν πολιτικός
Bando dell’ Ἀγὼν πολιτικός: iscrizioni entro il 15 febbraio 2014

Giunge alla quarta edizione il certamen di traduzione di Platone organizzato dal Liceo classico “F. Durante” di Frattamaggiore in collaborazione con l’Associazione ex alunni di detto liceo.

Questo il programma della manifestazione (che, come di consueto, sarà preparata da una serie di iniziative culturali, a partire dal prossimo 10 gennaio, con la conferenza La Repubblica di Platone: antiche applicazioni politiche tenuta dal prof. Eduardo Federico, dell’Università di Napoli):

Venerdì 11 aprile 2014

Ore 13,00: Hotel Giardino degli aranci di Frattamaggiore
Arrivo delle delegazioni dei Licei non campani

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Che risultato!

«Non ci credevamo, quando alla premiazione dell’Agòn Politikòs sono stati chiamati i nostri nomi … Abbiamo stravolto tutti i pronostici!»

«Retorica a parte, questo certamen è stato davvero pazzesco: organizzazione super, gente simpatica un po’ da tutta Italia… e alla fine questa sorpresa!».

Martina e Damiano
Martina Ferrari e Damiano Mammi al momento della registrazione all’Agòn

Questo è stato il commento a caldo di Damiano (II° premio) e Martina (menzione d’onore), studenti della classe II A del “mio” liceo, freschi “reduci” dell’ Ἀγὼν πολιτικός di Frattamaggiore, svoltosi la settimana scorsa.

Una bella soddisfazione per loro e un motivo d’orgoglio non indifferente per il Liceo “Ariosto-Spallanzani”… e, non lo nego, anche per me che li ho accompagnati! (pur non avendo nessun merito, beninteso, visto che non ho il piacere di annoverarli fra i miei studenti…).

Il passo che hanno dovuto tradurre e commentare è – come da bando di concorso – tratto dalla Repubblica di Platone: quest’anno la commissione presieduta dal prof. Salvatore Cerasuolo (Università di Napoli) ha scelto un momento del lungo discorso di Adimanto del libro II (366ab):

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Il termine naturale del nostro viaggio

Statua equestre dell’imperatore Marco Aurelio
(Roma, Musei Capitolini)

Tempo fa, cercando un brano da assegnare per la terza liceo, mi sono imbattuto in un bel passo di Marco Aurelio (in realtà ho poi optato per un meno interessante – ma linguisticamente più rassicurante – Isocrate): l’imperatore filosofo è per me una lettura sempre stimolante e suggestiva, con quel suo modo di riflettere così caratteristicamente «antiretorico» che affascina irresistibilmente (è stato giustamente osservato che, con un maestro quale Frontone, Marco Aurelio ha acquisito una sicura padronanza degli strumenti retorici: nella sua prosa, però, egli riesce abilmente a dissimulare ogni artificio).

Marco Aurelio rivolge a se stesso (Τὰ εἰς ἑαυτόν «pensieri rivolti a se stesso» è il titolo della sua opera) una serie di esortazioni che percorrono i temi più importanti dell’esperienza umana, cercando di indagare, attraverso il filtro della filosofia stoica, il senso più profondo della vita, che altrimenti rischia di sfuggire, soffocato dalle occupazioni quotidiane.

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«Conosci te stesso»

Prendendo spunto da una richiesta rivoltami qualche tempo fa da Viviana D., colgo l’occasione per fare gli auguri per il 2013 con un post di approfondimento sulla notissima massima sapienziale γνῶθι σ(ε)αυτόν («conosci te stesso»).

La morte di Socrate (J. Louis David 1787)
La morte di Socrate (J. Louis David 1787)

«Conosci te stesso» era scritto a caratteri cubitali sul frontone del tempio di Apollo a Delfi (insieme con l’invito alla moderazione, espresso nel motto: μηδὲν ἄγαν, «nulla di eccessivo»): in questo modo l’oracolo di Apollo – con l’efficacia mediatica che avevano a quel tempo i santuari – rivolgeva all’uomo di allora (e di sempre…) l’invito a indagare dentro di sé, per scoprire che l’essenza della nostra vita è dentro, non al di fuori di noi.

Una valorizzazione dell’interiorità che offrirà motivi di riflessione a Socrate, che sulla conoscenza di se stesso costruirà uno dei cardini del suo pensiero.

E proprio Socrate, nel Protagora platonico (343ab), racconta l’origine di tale iscrizione, che risalirebbe alla tradizione dei sette sapienti:

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Non il caso, ma la finalità regna nelle opere della natura

Interessante e impegnativo il passo scelto dalla commissione ministeriale per i maturandi di quest’anno. Avrei voluto proporre un video con la traduzione ragionata, ma attualmente sono in condizioni di emergenza, perché sono privo di connessione internet (aspettando l’allacciamento di FastWeb). Vedrò se la situazione si sbloccherà a breve (è circa un mese che sono in … Leggi tuttoNon il caso, ma la finalità regna nelle opere della natura

Chi comanda decide cosa sia giusto e cosa no

Il celeberrimo ritratto di Platone (con le sembianze di Leonardo da Vinci) proposto da Raffaello ne "La scuola di Atene"

Come avevo già anticipato, inizio oggi a proporre il primo di una serie di passi d’autore, per offrire la possibilità di esercizio agli studenti di terza liceo che saranno chiamati, fra poco più di due mesi, ad affrontare la versione di greco nella seconda prova d’Esame di Stato (quello che un tempo si chiamava esame di maturità).

Partiamo dunque da un famoso passo dal primo libro della Repubblica di Platone, nel quale il sofista Trasimaco, discutendo con Socrate, afferma con forza la sua idea, secondo la quale le leggi non sono altro che lo strumento di chi detiene il potere, per affermare i propri interessi. Secondo tale opinione, il diritto non si baserebbe dunque su ciò che è giusto, ma su ciò che è utile per chi governa.

Socrate nel corso del dialogo confuterà questa tesi, seguendo la sua caratteristica tecnica “maieutica”, che consiste nell’interpellare l’interlocutore ponendogli domande incalzanti, fino a farlo cadere in contraddizione. L’asserto iniziale risulta alla fine confutato proprio da colui che l’aveva proposto.

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Seneca: traduzione ragionata del brano della Maturità

Come anticipato, nel filmato seguente propongo una mia traduzione ragionata del passo di Seneca intitolato “Il vero bene è la virtù”, assegnato quest’anno come seconda prova scritta agli Esami di Maturità. Il file caricato su Youtube presenta solo la prima parte della lettura. Per una visione completa in formato più largo clicca qui. Per visionare … Leggi tuttoSeneca: traduzione ragionata del brano della Maturità

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