Τάλαρος 2013

Questa foto mi è stata scattata in occasione di un seminario tenuto l’anno scorso all’Università di Bologna (sono Sebastiano Bertolini, l’autore di questo articolo)

Il 22 maggio scorso si è conclusa l’esperienza del “Progetto Talaros”, che ha implicato un’interessante collaborazione fra il liceo Classico “Ariosto” di Reggio Emilia e alcuni laureandi di Filologia classica dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna.

L’idea è partita da noi studenti universitari, che abbiamo avuto l’opportunità di svolgere una lezione in alcune delle classi del triennio, per condividere con i ragazzi liceali l’interesse comune nei confronti degli studi classici.

Questi gli obiettivi da cui è nato il progetto:

  • offrire agli studenti laureandi la possibilità di cimentarsi in un’attività didattica rivolta a studenti liceali, potendo contare sul confronto e sui consigli dei docenti delle classi;
  • illustrare agli studenti liceali alcuni percorsi tematici non necessariamente affrontati o approfonditi nella quotidiana attività scolastica;
  • fornire agli studenti liceali una testimonianza di come dei giovani (quasi loro coetanei) possano sentirsi ancora oggi motivati nello studio dei classici, al punto da orientare una scelta di vita.

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Φιλία: omaggio a G. Burzacchini

Ho partecipato con grande piacere alla giornata di studi che si è tenuta a Parma mercoledì scorso 19 ottobre per festeggiare G. Burzacchini, organizzata dagli amici del Dipartimento di Filologia Classica e Medievale dell’Università di Parma, con il patrocinio di alcune delegazioni dell’AICC e dell’Accademia Fiorentina di Papirologia e di Studi sul Mondo Antico.

Il prof. Burzacchini, in occasione della visita a Parma dei coniugi West, il 16 maggio scorso

L’incontro ha avuto come titolo: ΦΙΛΙΑ. Dieci contributi per Gabriele Burzacchini. Un omaggio che lo studioso merita veramente, per le sue qualità umane e le capacità professionali e organizzative (faccio fatica a immaginare quali saranno le condizioni del greco a Parma, senza di lui).

Il volantino con il programma della manifestazione, che si è tenuta nell’auditorium della Casa della Musicasi può consultare qui.

Nella prima sessione, presieduta da G. G. Biondi (Università di Parma) erano previste cinque relazioni, intercalate da una pausa dopo il secondo intervento. Ma andiamo per ordine:

Giuseppe Mastromarco (Università di Bari) ha parlato sul tema: Fallo teatrale e paratragodia in Aristofane.

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Incontro con Stefanie e Martin West

Con qualche mese di ritardo mi piace render conto di un interessantissimo “pomeriggio di studi” tenutosi a Parma il 16 maggio scorso, presso il Dipartimento di Filologia Classica, organizzato dall’infaticabile Gabriele Burzacchini, docente di Letteratura Greca.

Stephanie Roberta West, relazione "Herodotus on Libya"

Sono stati ospiti nientemeno che i coniugi Stephanie e Martin West. Più noto è lui, Martin Litchfield West, uno dei massimi studiosi del dopoguerra, autore di una imponente mole di lavori fondamentali (basti pensare – tanto per citarne uno a caso – ai suoi Iambi et elegi ante Alexandrum cantati, del 1971, su cui ancora si fonda la numerazione dei frammenti dei poeti giambici ed elegiaci). Una sua rapida bibliografia si può consultare su questo link: bibliografia di Martin West.

Ma anche la moglie, Stephanie Roberta West è nota agli studenti italiani, soprattutto per aver curato, insieme con A. Heubeck, il primo volume dell’Odissea della “Fondazione Lorenzo Valla” Mondadori (1981)

La si può contattare all’indirizzo dell’Università di Oxford.

Stephanie West ha tenuto una lezione in inglese sul tema: Herodotus on Libya.

Facendo riferimento al IV libro delle Storie, nel quale Erodoto si interessa dei diversi popoli dell’Africa del Nord (la designazione “Libia” indica un’area ben più estesa di quella indichiamo noi con tale nome), la studiosa ha passato in rassegna i vari elementi che caratterizzano l’indagine geo-antropologica di Erodoto: dall’aspetto fisico della regione, alla popolazione (agricoltori, pastori e nomadi), con indicazioni le coltivazioni, la fauna, la vegetazione. (altro…)

II Giornata Nazionale della Cultura Classica

Segnalo questa iniziativa, che si inserisce nell’ambito delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia e che avrà luogo a Torino il prossimo fine settimana, sabato 21 e domenica 22 maggio, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, con il patrocinio dell’AICC nazionale (Associazione Italiana di Cultura Classica), dell’UNESCO, della FIEC (Fédération Internationale des Associations d’Études Classiques), in collaborazione con il Politecnico di Torino.

Sabato 21 maggio, ore 9,30

Indirizzi di saluto:
RENATO UGLIONE, Presidente della Delegazione Torinese dell’A.I.C.C.
FRANCESCO PROFUMO, (Magnifico Rettore del Politecnico di Torino)
EDOARDO RAPALINO, (Presidente del Fondo per la Cultura Umanistica “Europa-America”)

Introduzione dei lavori:
MARIO CAPASSO (Univ. di Lecce, Presidente Nazionale A.I.C.C.)

LUCIANO CANFORA (Univ. di Bari):
Lectio Magistralis: “Il Fozio di Giuseppe Compagnoni”
SALVATORE CERASUOLO (Univ. di Napoli Federico II):
Laudatio di Luciano Canfora

LUIGI LEHNUS (Univ. Statale di Milano):
Lectio Magistralis: “Il mio approccio alla Filologia Classica”
MARIO CAPASSO (Univ. di Lecce, Presidente Nazionale A.I.C.C.):
Laudatio di Luigi Lehnus

Conferimento di una medaglia d’oro a Luciano Canfora e a Luigi Lehnus

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Dioniso al cinema

Ritorno sulla giornata di studi parmense del 16 febbraio (“Il Classico nel Moderno”), per proporre una sintesi della interessante (e per più aspetti anche discutibile) relazione di Massimo Fusillo sul tema Echi e variazioni dionisiache nel cinema (e un problema di metodo).

W. A. Bouguereau, La giovinezza di Bacco (1884)fonte: Wikimedia

L’indagine, partita da necessarie considerazioni di metodo, ha cercato di individuare tracce del dionisismo delle Baccanti euripidee nel cinema del dopoguerra, proponendo – pur nella rapidità di una relazione contenuta nell’arco di 20 minuti – alcuni esempi di film nei quali tali tracce sembrano emergere, pur nella consapevolezza di quanto possa essere “marginale” una lettura filmica limitata a tale prospettiva.

Il relatore ha preventivamente osservato che cinema e tragedia greca, a conti fatti, non si amano: l’origine teatrale dei testi antichi e il rischio di verbosità eccessiva rendono problematica la trasposizione del testo tragico in film, e infatti la tragedia greca è un capitolo tutto sommato marginale nella storia del cinema. Marginale, ma non privo di interessanti tentativi, che si sono attuati in 3 modalità:

  1. teatro filmato, di interesse documentale, più che artistico;
  2. attualizzazione del testo tragico, con spostamento dell’ambientazione della vicenda in altro contesto spazio-temporale, come ad esempio in film del tipo Edipo sindaco (1996) di J. Ali Triana, Teatro di guerra (1998) di M. Martone, Luna Rossa (2001) di A. Capuano;
  3. libera riscrittura, con maggior interesse per il mito nel suo complesso, piuttosto che per il testo di una singola tragedia: si vedano ad esempio film come Edipo Re (1967) di P. P. Pasolini, Elettra, amore mio (1974) di Miklos Jancso’ o Medea (1988) di Lars von Trier.

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Umberto Albini (1923-2011)

Umberto Albini (1923-2011)

Vengo a sapere ora che è morto l’altro ieri, 25 gennaio, a Genova, Umberto Albini, noto anche al di fuori del pubblico dei classicisti, in virtù del suo interesse per il teatro antico, cui si è dedicato con attività di alta divulgazione, attraverso la traduzione di opere rappresentate sui palcoscenici di tutta Italia.

Teatro greco di Siracusa: Sofocle, Trachinie. Traduzione di U. Albini e V. Faggi; Regia di G. Cobelli

Nella sua Genova ha collaborato con il teatro della Tosse e con il Teatro Stabile, ma è soprattutto ricordato per la presidenza dell’INDA (Istituto Nazionale del Dramma Antico di Siracusa).

I suoi interessi non si sono limitati all’ambito greco, ma hanno spaziato anche alla letteratura ungherese, segnalandosi nel dopoguerra fra i primi traduttori di teatro e poesia ungheresi, tanto da essere insignito di una laurea honoris causa dall’Università di Budapest e della medaglia d’oro per la cultura. (altro…)