Filocleone, la panettiera e Laso di Ermione

La rappresentazione delle Vespe a Siracusa, nel 2014

Verso il finale delle Vespe di Aristofane (422 a.C.), il vecchio eliasta Filocleone sembra definitivamente guarito dalla φιλοδικία, la malattia per i processi, ovvero la smania di recarsi ogni giorno al tribunale dell’Eliea per svolgere il ruolo di giudice popolare.

La guarigione, come è noto, è stata favorita dallo choc causatogli dall’avere emesso, per la prima volta nella sua vita, voto di assoluzione nei confronti di un imputato (nel contesto di una parodia di processo domestico, inscenato ai danni di uno dei due cani da guardia).

«Come potrò giustificare me stesso di avere assolto un imputato?» si era chiesto disperato Filocleone. Lo consola il figlio Bdelicleone: «Non te la prendere: ti tratterò magnificamente, papà. Ti porterò dappertutto con me, a banchetti, simposi, spettacoli: trascorrerai felicemente il resto dei tuoi giorni». 

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Al via domani il corso monografico su Archiloco!

Inizierà domani sera il corso monografico online su Archiloco: un ciclo di quattro appuntamenti tenuti da Anikd Nicolosi (Università di Parma), autrice della recente edizione Archiloco. Testimonianze e frammenti.

Il calendario è distribuito in quattro incontri settimanali nei venerdì del mese di marzo (2-9-16 e 23) in webinar: questo significa che la conferenza-seminario potrà essere comodamente seguita dal computer di casa o da un qualsiasi dispositivo mobile (tablet o smartphone): sarà l’occasione per rivedere la figura del grande poeta di Paro, alla luce dei nuovi orientamenti della critica e delle recenti acquisizioni papiracee che hanno restituito nuovi preziosi frammenti (fra i quali non si può non citare la “elegia di Telefo”, pubblicata per la primia volta nel 2005 grazie a P.Oxy. 4708 fr. 1 (= fr. 12 dell’edizione Nicolosi).

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Costruire l’Europa di domani?

Avrà inizio fra pochi giorni a Lione la 10a edizione del

FESTIVAL EUROPEO

DEL LATINO E DEL GRECO

L’obiettivo che il Festival si propone fin dalla sua istituzione è quello di evidenziare la ricchezza delle lingue e culture dell’antichità e la loro vitalità nel mondo di oggi.

La programmazione è eclettica e originale: lezioni, visite guidate, spettacoli, animazioni, giochi, dibattiti, fanno di questo evento una festa della cultura classica, alla portata di tutti.

affiche-festival-3-724x1024Gli eventi, dislocati su 7 diversi siti di Lione, sono affidati a numerosi partner culturali di prestigio: Ecole Normale Supérieure di Lione, il Dipartimento di Storia dell’Arte dell’Università di Lione 2, il Museo delle Belle Arti, il museo gallo-romano, il Dipartimento archeologico della città, il Laboratorio di immagini virtuali dell’Università di Caen-Normandia, l’Università di Losanna, e ben 25 biblioteche.

Il tema di questa 10a edizione del Festival è quello della cittadinanza: conferenze pubbliche su differenze e similitudini tra cittadini antichi e moderni; spettacoli che ci avvicineranno agli autori greci e latini; vivaci e dinamiche visite ai musei, per riscoprire antichi capolavori, per mettere in discussione il significato e l’evoluzione del concetto di cittadinanza.

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Martin L. West (1937-2015)

Martin L. West a Parma, nel 2011
Martin L. West a Parma, nel 2011

Come confermato nelle News dell’All Souls College di cui era professore emerito, lo scorso 13 luglio si è spento Martin Litchfield West.

È veramente difficile poter ricordare degnamente uno studioso di tale caratura, la cui attività ha percorso più di mezzo secolo, spaziando su interessi di ricerca veramente sconfinati: dalla letteratura alla musica, alla poesia e filosofia indoeuropea, fino ai recenti studi sulla lingua avestica e sul culto di Zoroastro.

Chiunque abbia dimestichezza anche superficiale con gli studi classici ha inevitabilmente avuto modo di confrontarsi con l’opera di Martin West, che fosse l’edizione degli Iambi et Elegi ante Alexandrum cantati (1972), oppure Esiodo (edizione oxoniense di Teogonia, 1966; Le opere e i giorni, 1978; Fragmenta Hesiodea1999), o ancora la metrica (Greek Metre, 1982 e Introduction to Greek Metre1987), oppure la critica del testo (Critica del testo e tecnica dell’edizione, 1973, edizione italiana 1998), la musica (Ancient greek music 1992; trad. it. 2007), fino ad arrivare alle sue recenti edizioni teubneriane di Eschilo (Aeschyli Tragoediae cum incerti poetae Prometheo, 1990) e Iliade (1998 e 2000).  

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Una speranza per i Papiri di Ercolano?

Ercolano, la villa dei Papiri (da www.antika.it)
Ercolano, la villa dei Papiri (da www.antika.it)

Dalla rivista Nature Communications giunge una notizia decisamente interessante, che sembra aprire la strada a nuove possibili acquisizioni di testi provenienti dalla biblioteca di Pisone a Ercolano (notizia che vedo ripresa in italiano in una agenzia della ANSA e in un annuncio del Mattino di Napoli).

Si tratta dell’unica biblioteca sopravvissuta del mondo classico, conservatasi sotto le ceneri dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C.: non restano che rotoli carbonizzati, che per la loro fragilità sono destinati a non resistere ai tentativi di lettura meccanica.

Anche le indagini attraverso fonti convenzionali come raggi X, infrarossi (a partire dal 1990) e microtomografia non avevano portato a risultati pienamente soddisfacenti, a causa della difficoltà di distinguere l’inchiostro (nerofumo) dal foglio di papiro carbonizzato.

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Novità sull’ “ode sublime” di Saffo

saffoIl frammento 31 Voigt di Saffo (che ha come testimone principale il cosiddetto Anonimo del Sublime), testo ammirato, studiato, imitato e parafrasato fin dall’antichità, è talmente noto che non sembrerebbe poter più riservare sorprese: su quest’ode si è ormai detto tutto e il contrario di tutto e non sembra esserci  più spazio per novità significative.

Per questo motivo sono rimasto quasi “spiazzato” dalla lezione che il prof. Enrico Livrea ha tenuto il 29 ottobre scorso a Firenze come commiato dall’Università. Tema dell’incontro: “Novità su Saffo nella poesia alessandrina”.

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Saffo: un ‘cri du coeur’ (ovvero: l’alba della ‘conscientia’)

Una mitra per Kleis di Franco Ferrari (2007)
Una mitra per Kleis. Saffo e il suo pubblico, di Franco Ferrari (2007)

Dopo la traduzione del primo carme di Saffo (in corso di pubblicazione da parte di D. Obbink), l’amico Franco Ferrari mette a disposizione dei lettori di grecoantico.it questo corposo articolo sul secondo carme, di cui si è recentemente scoperta la coincidenza con il fr. 26 Voigt. 

Di questa importante ricostruzione lo ringrazio sentitamente, anche a nome dei lettori del blog. [r.r.]

Nel secondo carme di Saffo appena ritrovato, i cui resti parzialmente si sovrappongono con quelli del fr. 26, non incontriamo, come nel primo, una vicenda familiare ma un cri du coeur, una di quelle accensioni emotive per le quali la poetessa di Mitilene è specialmente famosa.

Non essere riamati da chi si ama suscita un’ansia simile a un conato di vomito (le ‘nausee’ di 1.3 ἄσαισι μηδ᾽ὀνίαισι, e cf. anche fr. 3.7 ἄσαιο) tanto più se Kypris, ‘padrona’ dei destini amorosi, non fa che incitare colei che rifiuta a tormentare chi la vorrebbe richiamare indietro inoculandole una passione che, come l’Eros che scioglie le membra (λυσιμέλης) di fr. 130.1, “piega le ginocchia”.

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Dalla sofferenza a una sorte migliore?

Come ho già avuto modo di segnalare, nel nuovo Brothers Poem di Saffo (in corso di pubblicazione da parte di D. Obbink), la quarta strofa mi sembra porre problemi linguistici e di senso che fanno molto dubitare sulla correttezza del testo tramandato dal papiro. Per restituire congruenza alla frase, proporrei di leggere i vv. 13-14 in questo … Leggi tuttoDalla sofferenza a una sorte migliore?

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