Per valorizzare le nostre eccellenze

Sperando di poter essere utile a colleghi e a studenti pronti a cimentarsi nei vari certamina in programma nei prossimi mesi, propongo un rapido elenco – probabilmente lacunoso – dei concorsi di traduzione dedicati al greco.

L’ordine in cui ho disposto le manifestazioni è quello cronologico di svolgimento delle prove:

Certamen Augusteum Taurinense

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Organizzazione: Liceo Classico “D’Azeglio”, Torino
Prova di traduzione dal: greco (le sezioni sono tre: latino, greco e civiltà)
Tema: Traduzione di un passo di prosa che ha attinenza con l’età augustea
Luogo della prova: Liceo Classico “D’Azeglio”, Via Parini 8, Torino
Iscrizione entro il: 20 febbraio 2016
Data di svolgimento della manifestazione: lunedì 29 febbraio 2016

Possono partecipare:
studenti del quinto anno del liceo classico (massimo 5 per istituto)

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Echi della “notte”

Proporre una specie di “bilancio” della “Notte Nazionale del Liceo Classico” sarebbe da parte mia un’impresa velleitaria, visto il successo di proporzioni inaspettate dell’iniziativa promossa dal collega Rocco Schembra. Una kermesse di impatto straordinario di cui, a distanza di qualche giorno, mi piace far rivivere la eco (… seppure pallida quale può essere di un articolo di blog).

Liceo “Fratelli Testa” di Nicosia: il banchetto!
Liceo “Fratelli Testa” di Nicosia: il banchetto!

Ovviamente non è possibile rendere giustizia a tutti e – come premesso – intendo solo presentare qualche florilegio, a testimonianza di un entusiasmo contagioso, che – nel nome della cultura classica – ha percorso elettricamente tutta la penisola. Prendo spunto dalle testimonianze che di ora in ora stanno arrivando nella pagina FaceBook della Notte Nazionale del Liceo Classico (una bella antologia si trova anche nella pagina degli Amici del Liceo Classico di Camerino).

Dal Liceo Classico “Vitruvio Pollione” di Formia:

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Certamina e agoni classici

Segnalo alcuni concorsi riservati agli studenti di latino (non necessariamente del liceo classico) e greco, che avranno luogo nella prossima primavera.
certamen mascalucia

Certamen

Letteratura Scientifica e Tecnica greca e latina

II edizione nazionale

Organizzazione: Liceo “Concetto Marchesi” di Mascalucia (CT)
Prova di traduzione dal: latino
Tema: La scienza pedagogica nella cultura latina
Luogo della prova: Mascalucia (CT)
Iscrizione entro il: 17 gennaio 2015
Data di svolgimento della manifestazione: 10 febbraio 2015

Possono partecipare:
a) studenti dei licei italiani (ultimi tre anni)
b) studenti delle università italiane dei dipartimenti ad indirizzo classico

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Diario di uno sfaccendato

Chi ha paura delle
36 ore settimanali?

Mi capita a fagiolo il motto dell’Azzecca-garbugli manzoniano: «grida fresca, son quelle che fanno più paura!». Lo trasformerei in: «governo fresco, sono quelli che fanno più paura!».

Stefania Giannini, Ministro della Pubblica Istruzione
Stefania Giannini, Ministro della Pubblica Istruzione

Nel senso che, presi dalla fregola di far grandi cambiamenti per ben distinguersi dai predecessori, i ministri non sempre dimostrano idee chiare sulle opportunità da perseguire.

Annunci e ritrattazioni sul famigerato DDL Giannini-Reggi sono a tal proposito molto eloquenti…

Niente di nuovo sotto il sole: i mali della scuola sono da imputare a quegli emeriti fannulloni che sono gli insegnanti (… ette pareva!), con le loro scandalose 18 ore settimanali di lavoro!

Da insegnante mi sentirei chiamato in causa, ma anche no, perché – sempre usando le parole di Manzoni – (questa volta a proposito di… Don Abbondio!) ho dalla mia parte «il testimonio consolante della coscienza».

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Omero, maestro di eloquenza

Quintiliano
Marco Fabio Quintiliano (lo so è orribile, ma non ho trovato di meglio!). Fonte: Wikipedia.

Ed eccoci al rito consueto della prova d’esame: il passo di Quintiliano proposto (Istitutio oratoria, X 1, 45-48) è noto, interessante e denso di riferimenti. Propongo una mia rapida traduzione, cui seguirà un rapido commento.

Sed nunc genera ipsa lectionum, quae praecipue convenire intendentibus ut oratores fiant existimem, persequor. Igitur, ut Aratus ab Iove incipiendum putat, ita nos rite coepturi ab Homero videmur.

Ma ora intendo trattare proprio di quei tipi di letture che ritengo siano particolarmente utili a coloro che mirano a diventare oratori. Così, come Arato ritiene che si debba cominciare da Giove, così a noi sembra appropriato che iniziamo da Omero.

Quintiliano fa qui riferimento al poema didascalico di Arato di Soli intitolato Φαινόμενα (I fenomeni celesti), che inizia con la formula Ἐκ Διὸς ἀρχώμεσθα («Orsù, cominciamo da Giove»). Nell’empireo dei poeti Omero ha la medesima collocazione – agli occhi dell’oratore romano – che ha Giove nel mondo degli dei dell’Olimpo.

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Le ragioni del “Ginnasio”

Con quanta rapidità ci stiamo – sembra – rassegnando alla silenziosa eutanasia del nobile e antico termine “ginnasio”! Eppure molti di noi in gioventù sono stati “ginnasiali” e per lunghi anni di carriera, fino all’anno scorso, hanno insegnato “al ginnasio”.

Dovremmo avere tutti maturato un forte e profondo legame affettivo, prima ancora che culturale, con questa parola che, a partire dalla Legge Casati (1859), ha sempre designato in Italia il biennio della scuola superiore a indirizzo classico (come noto, nel 1940 la legge Bottai istituì poi la scuola media unica, rinominando le prime tre classi ginnasiali: ma sono sopravvissute fino al 2010 le “anacronistiche” definizioni di IV e V ginnasio).

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Cultura umanistica e democrazia

I dati delle iscrizioni per l’anno prossimo non sono stati entusiasmanti per il mio liceo, che ha risentito di un certo calo, sia nella sezione classica (nella quale abbiamo perso una classe), sia in quella scientifica. Non so se sia il vento della crisi economica che porta i futuri studenti a privilegiare l’istruzione tecnica o professionale, certo è che dispiace riscontrare una diffusa indifferenza, anche da parte delle Istituzioni, nei confronti della formazione umanistica.

Liceo "Aristo-Spallanzani" di Reggio Emilia:
sede della sezione classica

Approfitto, a tal proposito, delle riflessioni di una collega, Claudia Carri, apparse nei giorni scorsi nelle pagine locali del “Resto del Carlino”, che riporto integralmente:

Leggendo i dati delle nuove iscrizioni alle scuole superiori, mi ha particolarmente colpito la dichiarazione dell’assessore all’Istruzione della Provincia, la quale registra con soddisfazione il fatto che i risultati abbiano premiato la cultura tecnico-scientifica, sulla quale – dice l’Istituzione Provinciale – «ha molto investito»: l’incremento dei tecnici «rafforza le nostre scelte e la nostra volontà di continuare a investire sulla cultura tecnico-scientifica», afferma l’assessore Malavasi.

Dà da pensare, il fatto che un rappresentante della pubblica amministrazione mostri compiacimento per l’aumento delle iscrizioni agli istituti tecnici, ma non spenda neppure una parola (non dico di rammarico, ma almeno di commento) sul calo dei licei storici della nostra città.

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Il greco antico: una sopravvivenza “inutile”?

Cito con piacere questo articolo, tratto dal blog di Alain Juppé, ex primo ministro francese fondatore dell’UMP e attuale titolare del Ministero della Difesa nel III governo Fillon (a suo tempo segnalatosi come brillante grecista e latinista, vincendo il primo premio di latino e di greco al concorso generale fra tutti i liceali di Francia).

Non entro nel merito delle controverse vicende del personaggio, ma la sua difesa delle lingue classiche mi sembra meriti di essere tenuta in considerazione.

Lingue antiche, bersagli emozionanti

Riprendo il titolo di un bell’articolo pubblicato da “Le Monde”, sotto la firma di un gruppo di studiosi che non si rassegnano allo sradicamento dei programmi di latino e greco nella nostra formazione Nazionale.

Antigone e il corpo di Polinice (progetto Gutenberg)

Ho spesso avuto occasione di dire quanto ho condiviso la loro convinzione: permettere ai nostri studenti di imparare le lingue che sono fondamento della nostra civiltà, non è un atteggiamento elitario o di retroguardia, o – peggio ancora – una perdita di tempo. È al contrario una meravigliosa occasione per immergersi in profondità nella storia intima di queste culture, concedendosi una rivisitazione che è così rara, nella nostra società del tempo detto “reale”.

Jacqueline de Romilly ha apportato a questa causa un contributo ammirevole. Nei suoi libri si trovano moltissime argomantazioni. Me ne vengono in mente due o tre.

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