Nuove prospettive a Pontignano

Il chiostro centrale della Certosa di Pontignano, sede dell'evento
Il chiostro centrale della Certosa di Pontignano,
sede della Summer School

Sono fresco di ritorno dalla seconda edizione della Summer School in Nuove prospettive sull’insegnamento delle materie classiche nella scuola, che si è tenuta presso la splendida cornice della Certosa di Pontignano (SI).

L’iniziativa, organizzata dall’Università di Siena in collaborazione con il Centro AMA (Antropologia del mondo antico) si è tenuta la settimana scorsa, dal 28 al 30 agosto.

Trattandosi di “nuove prospettive”, mi aspettavo una particolare attenzione alle nuove tecnologie (che, a dire il vero, proprio nuove nuove ormai non lo sono più…): utilizzo della LIM, piattaforme online, multimedialità & co.

Nulla di tutto questo.

Ma, del resto, le finalità della scuola sono chiaramente evidenziate nel bando:

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Omero, maestro di eloquenza

Quintiliano
Marco Fabio Quintiliano (lo so è orribile, ma non ho trovato di meglio!). Fonte: Wikipedia.

Ed eccoci al rito consueto della prova d’esame: il passo di Quintiliano proposto (Istitutio oratoria, X 1, 45-48) è noto, interessante e denso di riferimenti. Propongo una mia rapida traduzione, cui seguirà un rapido commento.

Sed nunc genera ipsa lectionum, quae praecipue convenire intendentibus ut oratores fiant existimem, persequor. Igitur, ut Aratus ab Iove incipiendum putat, ita nos rite coepturi ab Homero videmur.

Ma ora intendo trattare proprio di quei tipi di letture che ritengo siano particolarmente utili a coloro che mirano a diventare oratori. Così, come Arato ritiene che si debba cominciare da Giove, così a noi sembra appropriato che iniziamo da Omero.

Quintiliano fa qui riferimento al poema didascalico di Arato di Soli intitolato Φαινόμενα (I fenomeni celesti), che inizia con la formula Ἐκ Διὸς ἀρχώμεσθα («Orsù, cominciamo da Giove»). Nell’empireo dei poeti Omero ha la medesima collocazione – agli occhi dell’oratore romano – che ha Giove nel mondo degli dei dell’Olimpo.

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Τάλαρος 2013

Questa foto mi è stata scattata in occasione di un seminario tenuto l’anno scorso all’Università di Bologna (sono Sebastiano Bertolini, l’autore di questo articolo)

Il 22 maggio scorso si è conclusa l’esperienza del “Progetto Talaros”, che ha implicato un’interessante collaborazione fra il liceo Classico “Ariosto” di Reggio Emilia e alcuni laureandi di Filologia classica dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna.

L’idea è partita da noi studenti universitari, che abbiamo avuto l’opportunità di svolgere una lezione in alcune delle classi del triennio, per condividere con i ragazzi liceali l’interesse comune nei confronti degli studi classici.

Questi gli obiettivi da cui è nato il progetto:

  • offrire agli studenti laureandi la possibilità di cimentarsi in un’attività didattica rivolta a studenti liceali, potendo contare sul confronto e sui consigli dei docenti delle classi;
  • illustrare agli studenti liceali alcuni percorsi tematici non necessariamente affrontati o approfonditi nella quotidiana attività scolastica;
  • fornire agli studenti liceali una testimonianza di come dei giovani (quasi loro coetanei) possano sentirsi ancora oggi motivati nello studio dei classici, al punto da orientare una scelta di vita.

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Progetto τάλαρος

Segnalo un’interessante iniziativa, attivata da un gruppo di studenti dell’Università di Bologna, per la «trasmissione di conoscenze ed esperienze culturali», riferite in particolare al mondo antico e alle scienze dell’antichistica. Come indicato nella Home Page del sito, il progetto «Talaros» nasce come strumento per l’archiviazione e la condivisione di elaborati (tesi di laurea o di dottorato, ricerche individuali, elaborati di vario genere…) di studenti di ambito umanistico.

Timone di Fliunte, autore dei Silli

Gli ambiti privilegiati sono la Filologia Classica (a tutt’oggi l’area che propone il maggior numero di interventi), l’Archeologia, l’Italianistica, la Storia Antica e la Papirologia.

Τάλαρος«gabbia per uccelli», è la definizione che – secondo la testimonianza di Ateneo (Deipnosofisti, I 41) – diede il sillografo Timone di Fliunte per definire il Museo di Alessandria d’Egitto, istituito dal re Tolomeo I come luogo dedicato al culto delle Muse, protettrici delle scienze e delle arti:

Ὅτι τὸ Μουσεῖον ὁ Φιλιάσιος Τίμων ὁ σιλλογράφος τάλαρόν πού φησιν ἐπισκώπτων τοὺς ἐν αὐτῷ τρεφομένους φιλοσόφους, ὅτι ὥσπερ ἐν πανάγρῳ τινὶ σιτοῦνται καθάπερ οἱ πολυτιμότατοι ὄρνιθες

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Leggere Omero

Rispondendo a tante richieste che mi sono giunte (e anche a uso dei miei studenti), ho pubblicato nella sezione «metrica» del sito un video con la lettura dei primi 57 versi del I libro di Iliade. Per poterlo visionare bisogna accedere alla pagina di metrica e cliccare sull’etichetta «download metrica». Per ottenere la password di accesso è … Leggi tuttoLeggere Omero

Il bastone e la carota

Ovviamente faccio riferimento alla recente – famigerata – uscita del Ministro Profumo, pubblicata nei giorni scorsi su “Repubblica” (la puoi trovare qui), nella quale noi insegnanti siamo chiamati a quello che viene spacciato come un «atto di generosità. Di più, un patto che rifondi questo mestiere così importante».

Vignetta ad hoc di Sergio Staino

Ovviamente (come sempre), il tutto a costo zero: ci si riempie la bocca dei parametri dell’Unione Europea cui adeguarsi, ma la retribuzione rimane sempre quella italiana. Così come la considerazione sociale per la professione.

Sull’argomento non ho molto da aggiungere alla «Lettera molto seria di un’insegnante al ministro Profumo» di Teresa Spirelli (Blog “NON VOLEVO FARE LA PROF”: clicca qui per visitare la pagina), che propone considerazioni che condivido in pieno e alle quali rimando. 

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Il letamaio di Eraclito

Leggendo in vari siti internet (e anche sui giornali) le traduzioni del passo di Aristotele assegnato alla maturità, si riscontra un’incomprensione, in cui sono incappati anche traduttori esperti: il sostantivo ἰπνός, viene reso nell’accezione di “forno”, “cucina”, o semplicemente “fuoco”, davanti al quale si scalderebbe Eraclito. Da qui traduzioni del tipo: «come si racconta che … Leggi tuttoIl letamaio di Eraclito

Bibliothéke

Dopo un lavoro intenso, durato più di due anni, ho il piacere di presentare Bibliothéke, il nuovo corso integrato di letteratura greca che ho preparato insieme con Franco Ferrari e Luciano Lanzi e che è fresco fresco di pubblicazione per i tipi della Cappelli.

Questi i criteri che abbiamo seguito e che abbiamo esposto nella pagina di presentazione di questa nostra opera:

Ci si potrebbe chiedere il motivo per cui valga oggi la pena di proporre una nuova letteratura greca, quando le librerie chiudono, sostituite – nel migliore dei casi – da futuristici store che esibiscono tablet, ebook readers e supporti informatici di varia natura che sembrano soppiantare il libro impaginato e stampato su carta. L’epoca della galassia Gutenberg e delle Bibliothékai, quelle tradizionali da Alessandria e da Pergamo in giù, pare che sia, se non proprio finita, sicuramente in una fase di evoluzione di cui è difficile intravvedere gli esiti.

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