La patente europea delle competenze in latino

certificazione_latinoTutti siamo a conoscenza – credo – delle varie certificazioni linguistiche di valenza internazionale proposte agli studenti, così pure come conosciamo bene l’ECDL (European Computer Driving Licence), ovvero la «Patente europea per l’uso del computer». Ovviamente, nulla da eccepire, anzi!

È per me una novità sorprendente la Certificazione Linguistica di Latino (CLL). Si tratta di una sperimentazione in corso da almeno da due anni, per lo meno a vedere il sito dell’U.S.R. Liguria e che sembra sia in fase di ridefinizione. Lo scopo è evidentemente di offrire un attestato valido a livello europeo, che certifichi le competenze in latino.

A tal proposito segnalo il seminario che si svolgerà il 4 dicembre prossimo dalle ore 15:30 alle 17:30 presso il Dipartimento di Scienze Linguistiche dell’Università Cattolica di Milano, con la collaborazione del Comitato “Elettra latina” per la promozione della cultura classica e la Consulta Universitaria degli Studi Latini (C.U.S.L.).

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Annuncio evento live!

L’idea di organizzare un corso di grecoantico online live, lanciata qualche giorno fa ha riscosso un interesse che è andato ben al di là delle mie previsioni, come è dimostrato dalle tante persone che mi hanno contattato e che mi hanno chiesto di rimanere aggiornati sull’iniziativa.

È ora il momento di presentare il

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Di cosa si tratta?

È un corso di greco antico online interattivo, basato su lezioni in videoconferenza live, nelle quali sarà possibile intervenire in diretta attraverso la chat.

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Scrivere in greco? Unicode!

Uno strumento utile quando si scrive in greco: il visore di tastiera (mac)
Uno strumento utile per scrivere in greco:
il visore di tastiera (mac)

È una domanda che si sente tanto frequentemente da meritare quasi un tutorial…

«Che programma devo installare per scrivere in greco antico?».

In realtà non bisogna installare nessun programma: è sufficiente avere nel computer un carattere con la codifica Unicode

Lo standard Unicode prevede una codifica fino a 21 bit e supporta un repertorio di codici numerici che possono rappresentare circa un milione di caratteri. Ciò appare sufficiente a coprire anche i fabbisogni di codifica di scritti del patrimonio storico dell’umanità, nelle diverse lingue e negli svariati sistemi di segni utilizzati (wikipedia dixit).

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Greco antico online «dal vivo»?

Papiri_OssirincoDa quando, nel febbraio 2010, ho (timidamente) aperto il blog grecoantico.it mi è capitato spesso (e mi sta capitando sempre più di frequente) di ricevere richieste del tipo: «non hai intenzione di proporre un corso per chi vuole imparare il greco antico partendo da zero»?

È un’idea che in sé non mi dispiacerebbe e che potrebbe riscontrare un qualche interesse, sia da parte di quegli appassionati che desiderano accostarsi al mondo antico in maniera diretta, per poter leggere i grandi classici greci nella loro lingua, sia – forse – da parte di quegli studenti universitari che, pur non avendo frequentato il liceo classico, desiderano scegliere un percorso di studi incentrato sulle scienze dell’antichità.

L’idea può essere interessante, ma il problema è come realizzarla

A dire la verità, già nel 2010 avevo iniziato a registrare alcune lezioni video, ma ho ben presto desistito, sulla base di due considerazioni:

  1. si tratta di un lavoro imponente, che richiede un tempo spropositato;
  2. rimane comunque il dubbio che un corso del genere, limitato a una serie di lezioni video, sia privo di efficacia

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Insegnare Omero oggi

Odisseo nella grotta di Polifemo Jakob Jordaens secolo XVI (Museo Puskin, Mosca)
Jakob Jordaens (secolo XVI):
Odisseo nella grotta di Polifemo (Mosca, Museo Puskin)

Aggirandomi nel web alla ricerca di altro, mi sono imbattuto in un’intervista che l’amico Franco Ferrari, ha rilasciato qualche tempo fa (e pubblicata sul sito della Treccani) intitolata «Insegnare Omero oggi: colloquio con Franco Ferrari».

La vedo oggi per la prima volta e mi fa piacere condividerla, anche se risale all’ormai lontano 2007: anche ad anni di distanza, non è a mio avviso ozioso ritornare sull’argomento, come riflessione sul significato che la lettura dei testi classici riveste nella quotidiana attività didattica e – più in generale – nella nostra consapevolezza culturale.

Dopo una prima domanda, rivelatrice dell’impostazione “italianista” dell’intervistatore (sullo «spazio che hanno oggi nelle scuole superiori le traduzioni dei poemi omerici di Monti e Pindemonte»), l’attenzione si sposta poi sulla lunga dimestichezza del prof. Ferrari con la traduzione dei testi della letteratura greca (a proposito di Omero, ricordo la sua edizione UTET di Odissea, ristampata in veste economica).

Domanda: quali sono le «preoccupazioni e le difficoltà nello svolgere questo delicato lavoro» di traduzione dei testi classici? Della risposta articolata (alla quale rimando) segnalo il passaggio in cui l’intervistato osserva come

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Il greco e il latino al di là delle Alpi

Cnarela-Logo-2013_305x80Dal gruppo Facebook «Quelli che leggono il Notiziario» ricavo il link di una petizione della CNARELA (Coordination Nationale des Associations Régionales des Enseignants de Langues Anciennes), per la salvaguardia dell’insegnamento del latino e del greco in Francia.

Il testo della petizione, che sta sollevando un vivace serie di commenti sul gruppo FB e a cui si può accedere attraverso questo link, propone il quadro dello stato di salute dell’insegnamento delle materie classiche oltralpe. Non è molto roseo, a dire la verità e presenta molte analogie con la nostra situazione (è forse lo specchio del nostro non lontano futuro…).

La petizione ha l’eloquente titolo «salviamo l’insegnamento del latino e del greco in Francia»: ne propongo la traduzione, scusandomi per gli eventuali errori.

Mentre gli insegnanti di lettere classiche danno quotidianamente prova del loro dinamismo e delle loro competenze in materia di innovazione, l’insegnamento del latino, del greco e delle culture dell’antichità è oggi gravemente minacciato.

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«De profundis» per il “classico”?

Anche Colombo è preoccupato per la sorte del “suo” liceo?
Anche Cristoforo Colombo è preoccupato
della sorte del “suo” liceo?

Spunti per un dibattito sul “nostro” liceo…

Il sensibile calo di iscrizioni al liceo classico registrato quest’anno (calo che – ahimè – ha riguardato anche il mio istituto) ha offerto lo spunto per un dibattito a distanza, sviluppato sulla stampa e su internet, di cui qui propongo una sorta di sintesi.

Ho scelto, a mio arbitrio, tre interventi che mi sembrano interessanti, nella speranza che questo materiale possa costituire proficua occasione di riflessione.

Non ho aggiunto nulla di mio, limitandomi a una sintesi (spero quanto più fedele…) delle argomentazioni espresse.

Inizio la carrellata con l’articolo esteso, molto puntuale e dettagliato di Ludovico Guerrini (Liceo Classico “Piccolomini” di Siena) pubblicato su “OrizzonteScuola.it” del 26 aprile scorso: Il Liceo Classico: l’eccezione “scomoda”; una chiave di lettura del calo di iscrizioni

Il calo di iscrizioni al liceo classico può avere diverse spiegazioni: indisponibilità degli studenti per l’impegno richiesto; effetti della crisi economica, che condiziona le famiglie orientandole verso scelte immediatamente professionalizzanti; supponenza di chi ritiene il classico una scuola avulsa dalla realtà e incapace di formare nei propri alunni una forma mentis scientifica.

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Nuove prospettive a Pontignano

Il chiostro centrale della Certosa di Pontignano, sede dell'evento
Il chiostro centrale della Certosa di Pontignano,
sede della Summer School

Sono fresco di ritorno dalla seconda edizione della Summer School in Nuove prospettive sull’insegnamento delle materie classiche nella scuola, che si è tenuta presso la splendida cornice della Certosa di Pontignano (SI).

L’iniziativa, organizzata dall’Università di Siena in collaborazione con il Centro AMA (Antropologia del mondo antico) si è tenuta la settimana scorsa, dal 28 al 30 agosto.

Trattandosi di “nuove prospettive”, mi aspettavo una particolare attenzione alle nuove tecnologie (che, a dire il vero, proprio nuove nuove ormai non lo sono più…): utilizzo della LIM, piattaforme online, multimedialità & co.

Nulla di tutto questo.

Ma, del resto, le finalità della scuola sono chiaramente evidenziate nel bando:

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