Il cane e la sua immagine: un caso di poligenesi?

Schermata 2015-01-14 alle 00.26.47Che cos’hanno in comune i Bangwa, una sperduta e isolata tribù del Camerun che ha avuto per lungo tempo una tradizione soltanto orale, e i Greci antichi?

In apparenza, nulla.

In realtà, molto più di quanto non si possa immaginare, a partire dall’osservazione della realtà e da quella tendenza universale che induce l’uomo di ogni latitudine a raccontarsi attraverso le favole. Favole, a volte, quasi identiche, nella narrazione e nella morale.

Come quella del cane che si specchia nell’acqua e avidamente insegue il riflesso della carne (o dell’osso) cui ambisce, finendo però per perdere tutto.

Curiosamente, troviamo questa storia anche nella Roma antica (in Fedro: ma qui la derivazione greca è certa) e in India, nel Pañcatantra (anche se lì il protagonista è il leone). (altro…)

L’ultimo degli eroi

71NV9-3llxLRitorno ad aggiornare il blog, dopo una lunga sosta, per proporre il filmato della bella lezione che il prof. Mario Lentano ha tenuto a Reggio Emilia lo scorso 27 febbraio nell’ambito del ciclo di incontri dal titolo “Classici live!” organizzato dal mio Liceo “Ariosto-Spallanzani” (in sinergia con altri istituti della provincia).

La relazione aveva come titolo L’ultimo degli eroi. Come Enea divenne il capostipite dei Romani

Avevo già dato informazione di quest’iniziativa in un post dello scorso 16 febbraio, segnalando come la formula scelta per questi incontri volesse privilegiare il coinvolgimento del pubblico:  una sorta di “simposio” per riflettere sui classici, ascoltandone la viva voce. Alla riflessione del prof. Lentano sul mito di Enea erano intercalate letture di testi, con accompagnamento musicale (in questo caso Monica Morini è accompagnata da Claudia Catellani al pianoforte).

Già in altra occasione ho avuto modo di segnalare il recente studio del prof. Lentano su Il mito di Enea.

Credo che sia interessante avere la possibilità di ascoltare per intero la relazione: (altro…)

«Classici Live!» a Reggio Emilia

classiciliveSegnalo quest’iniziativa del mio liceo, in collaborazione con altri due della provincia di Reggio Emilia: Classici Live! Conversazioni sul mondo antico.

Un ciclo di tre incontri, accomunati dal filo della permanenza dei classici.

La formula scelta vuole privilegiare il coinvolgimento del pubblico, con un occhio particolare verso l’interazione fra serietà scientificaspettacolo.

Le conversazioni saranno intercalate da letture di testi, con accompagnamento musicale, dietro la regia di Monica Morini e Daniele Castellari: una sorta di “simposio” per riflettere sui classici, ascoltandone la viva voce.

Il primo incontro, che avrà luogo giovedì 27 febbraio, vedrà come ospite Mario Lentano (Università di Siena), che parlerà sul tema: “L’ultimo degli eroi. Come Enea divenne il capostipite dei Romani.”

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Sulla scrivania

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Acquistato l’estate scorsa, ma preso in mano solo ora, il libro di Canfora sulla guerra civile ateniese propone un affresco stupefacente e straordinariamente documentato di quello che per gli Ateniesi è stato un «anno inesistente», ovvero il 404/403, funestato dalla guerra civile fra oligarchici e democratici (il racconto parte un po’ prima, dal momento in cui la nave Paralos porta la notizia della disfatta di Egospotami: è il momento cruciale, nel quale Atene corre il rischio di essere «estirpata»).

Riconoscere che un conflitto è stato una guerra civile , cioè una guerra “tra cittadini” (cives), dipende dal vincitore. È il vincitore che concede, o non concede, al vinto tale riconoscimento. Che non significa annullare la distinzione tra torti e ragioni.

Gli Ateniesi non compirono mai questo sforzo. Nel loro calendario ufficiale l’anno della guerra civile (404/3) era indicato con una formula quasi surreale: «non governo» (ἀναρχία). Come se quell’anno non fosse mai esistito.

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Il flusso alterno del bene e del male

È sempre un piacere, direi quasi un privilegio, poter leggere Archiloco a una classe di studenti: recentemente i riflettori sono stati puntati sul celeberrimo fr. 128 West (forse un testo compiuto, in tetrametri trocaici catalettici): di fronte alle tempeste della vita occorre saper riemergere, opponendosi fieramente contro gli ostacoli e i nemici che ci insidiano:

Θυμέ, θύμ’, ἀμηχάνοισι κήδεσιν κυκώμενε,
ἀναδύεο· μένων δ’ ἀλέξεο προσβαλὼν ἐναντίον
στέρνον, ἐνδόκοισιν ἐχθρῶν πλησίον κατασταθεὶς
ἀσϕαλέως· καὶ μήτε νικέων ἀμϕάδην ἀγάλλεο,
μηδὲ νικηθεὶς ἐν οἴκῳ καταπεσὼν ὀδύρεο,
ἀλλὰ χαρτοῖσίν τε χαῖρε καὶ κακοῖσιν ἀσχάλα
μὴ λίην, γίνωσκε δ’ οἷος ῥυσμὸς ἀνθρώπους ἔχει.

θυμὲ κυκώμενε...Ed ecco una proposta di traduzione:

«Cuore, cuore agitato da mali inesorabili,»

L’allocuzione al proprio cuore ricorda l’Odisseo omerico che, tornato in incognito a Itaca, si sdegna al vedere in casa sua le giovani serve in combutta con i Proci «τέτλαθι δὲ κραδίη, καὶ κύντερον ἄλλο ποτ᾽ ἔτλης» «cuore sopporta, soffristi dolori anche più “mordaci”» (Odissea XX, 18).  Notevole l’impiego del verbo κυκάω (κυκώμενε «agitato»), etimologicamente connesso con κῦμα, il «flutto del mare», che implica la metafora della vita come una navigazione esposta alle tempeste.

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Nuove prospettive a Pontignano

Il chiostro centrale della Certosa di Pontignano, sede dell'evento

Il chiostro centrale della Certosa di Pontignano,
sede della Summer School

Sono fresco di ritorno dalla seconda edizione della Summer School in Nuove prospettive sull’insegnamento delle materie classiche nella scuola, che si è tenuta presso la splendida cornice della Certosa di Pontignano (SI).

L’iniziativa, organizzata dall’Università di Siena in collaborazione con il Centro AMA (Antropologia del mondo antico) si è tenuta la settimana scorsa, dal 28 al 30 agosto.

Trattandosi di “nuove prospettive”, mi aspettavo una particolare attenzione alle nuove tecnologie (che, a dire il vero, proprio nuove nuove ormai non lo sono più…): utilizzo della LIM, piattaforme online, multimedialità & co.

Nulla di tutto questo.

Ma, del resto, le finalità della scuola sono chiaramente evidenziate nel bando: (altro…)