Il genere del λόγος ἐπιτάφιος

Data: 17 giugno 2010. Categorie: antropologia, oratoria, storiografia. Autore: Roberto Rossi

Vienna_Pallas_closeup-587x1024Parlando di Iperide, abbiamo accennato al genere del λόγος ἐπιτάφιος, un particolare tipo di discorso epidittico, ovvero un tipo di discorso che viene pronunciato non per convincere il pubblico a prendere una decisione (come può avvenire in tribunale, dove l’oratore tende a sollecitare una sentenza di assoluzione o di condanna, a seconda dei casi); l’oratore epidittico non vuole sollecitare una decisione, ma richiamare al pubblico i valori più importanti, condivisi della comunità.

Questo accade in particolare in occasione del λόγος ἐπιτάφιος, ovvero il discorso funebre solenne, tenuto da un uomo politico di spicco, al momento della cerimonia di sepoltura collettiva di cittadini benemeriti nei confronti della città. Si tratta, più che di vere e proprie esequie, di una commemorazione, nella quale l’oratore di turno coglie l’occasione dell’elogio dei defunti, per rinsaldare i vincoli della comunità, facendo leva su valori come la libertà, la dedizione nei confronti della patria e dei famigliari, il senso dell’onore e dell’eroismo in guerra…

Le modalità di allestimento e di preparazione della cerimonia ci sono testimoniate da Tucidide, nel racconto che precede il λόγος ἐπιτάφιος pronunciato da Pericle per i caduti nel primo anno della guerra del Peloponneso (II 34): è il passo più significativo, per entrare nel vivo della conoscenza di questo tipo di manifestazione, tipica dell’Atene del V-IV secolo a.C.


Nello stesso inverno gli Ateniesi, secondo le usanze patrie, seppellirono a spese pubbliche i primi caduti di questa guerra, nel modo seguente. [2] Elevata una tenda, tre giorni prima vengono esposte le ossa dei caduti e ciascuno porta al suo morto le offerte che vuole. [3] Quando avviene il trasporto funebre, dei carri portano le bare di legno di cipresso, una per ciascuna tribù: le ossa di ciascuno sono poste nella bara di quella tribù alla quale ciascuno apparteneva. Un letto coperto da tappeti, ma vuoto, viene portato per quei morti che non sono stati trovati durante la raccolta dei cadaveri. [4] Accompagna il trasporto funebre chiunque lo voglia, sia cittadino che straniero, e sono presenti le donne della parentela, che piangono sulla sepoltura. [5] Le bare si depongono nel cimitero pubblico, che si trova nel più bel sobborgo della città, in cui sempre gli Ateniesi seppelliscono i caduti in guerra, ad eccezione dei caduti di Maratona: giudicando eccezionale il valore di questi morti, ne fecero la tomba nel luogo stesso in cui caddero. [6] Dopo che sono stati seppelliti sotto terra, un uomo designato dalla città, che abbia doti di intelletto, e sia stimato dai cittadini, pronuncia per loro il discorso di lode che conviene. Dopo di ciò se ne vanno. [7] Questo è il loro modo di seppellire i caduti, e per tutta la durata della guerra si servirono di questo modo di sepoltura quando ne veniva il bisogno. [8] Per questi primi caduti, dunque, fu scelto a parlare Pericle di Santippo. E quando venne il momento opportuno, fatto si avanti dal cimitero fino a un’alta tribuna, rizzata all’uopo, per essere ascoltato da una folla la più ampia possibile, in questo modo parlò [segue il discorso di Pericle].

[trad. di F. Ferrari]

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