Il teatro latino ai tempi di Augusto

Data: 16 marzo 2013. Categorie: teatro antico, vita della scuola. Autore: Roberto Rossi
TeatroMarcello

Roma, Teatro di Marcello

Ritornando al blog dopo una prolungata assenza, non mi posso esimere da un breve commento circa i quiz proposti nello scritto di latino del Concorso a cattedre.

In particolare sono rimasto basito dal quesito n. 3, che recitava testualmente così (fonte: orizzontescuola):

Quesito 3
Il/la candidato/a esponga sinteticamente le principali notizie di cui disponiamo sul teatro latino nell’età di Augusto, le discussioni in proposito fra i letterati dell’epoca e i tentativi di produrre nuove opere, mettendo in evidenza gli aspetti sui quali si soffermerebbe nell’impostazione di un’unità di apprendimento, con l’indicazione delle metodologie e delle strategie didattiche a cui si atterrebbe.

Rimango, a dir poco, molto perplesso, di fronte a una questione del genere, che mi pare quanto meno peregrina.

Che sappiamo noi del teatro di età augustea? E delle «discussioni in proposito fra i letterati dell’epoca»? E dei tentativi di produrre nuove opere? (a parte il caso della Medea ovidiana, che però – come è noto – non ci è rimasta).

Per curiosità sono andato a vedere quello che dice la letteratura latina che ho in adozione (A. Dotti, S. Diossi, F. Signoracci, Res et Fabula, ed. SEI) ed ecco quello che ne esce (vol. II, pag. 18):

Se le considerazioni precedenti valgono per la produzione poetica, un discorso a sé va fatto per il teatro. Pur essendo perdute, sappiamo che alcune opere teatrali dell’epoca erano pregevoli (il Thyestes di Vario, per esempio, o la Medea di Ovidio); Augusto vedeva di buon occhio la rinascita di un teatro a livello alto, che poteva rappresentare un utile strumento di propaganda: non a caso aveva fatto ultimare, nel cuore della città, un grande teatro iniziato da Cesare, per 20.000 spettatori, dedicandolo poi alla memoria del nipote Marcello, scomparso in giovane età. Il grande pubblico romano, però, sembrava orientato ormai verso gli spettacoli di massa, offerti dall’arena del circo.

Questo è tutto.

E su questo si dovrebbe impostare una «unità di apprendimento»?

Si insinua forte il sospetto che nella traccia ministeriale ci sia un ERRORE e che si intendesse riferirsi al teatro di età neroniana (anziché augustea).

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