L’ultimo degli eroi

Data: 6 ottobre 2014. Categorie: antropologia, didattica, epica. Autore: Roberto Rossi

71NV9-3llxLRitorno ad aggiornare il blog, dopo una lunga sosta, per proporre il filmato della bella lezione che il prof. Mario Lentano ha tenuto a Reggio Emilia lo scorso 27 febbraio nell’ambito del ciclo di incontri dal titolo “Classici live!” organizzato dal mio Liceo “Ariosto-Spallanzani” (in sinergia con altri istituti della provincia).

La relazione aveva come titolo L’ultimo degli eroi. Come Enea divenne il capostipite dei Romani

Avevo già dato informazione di quest’iniziativa in un post dello scorso 16 febbraio, segnalando come la formula scelta per questi incontri volesse privilegiare il coinvolgimento del pubblico:  una sorta di “simposio” per riflettere sui classici, ascoltandone la viva voce. Alla riflessione del prof. Lentano sul mito di Enea erano intercalate letture di testi, con accompagnamento musicale (in questo caso Monica Morini è accompagnata da Claudia Catellani al pianoforte).

Già in altra occasione ho avuto modo di segnalare il recente studio del prof. Lentano su Il mito di Enea.

Credo che sia interessante avere la possibilità di ascoltare per intero la relazione: Clicca qui per continuare la lettura »

Luca Canali (1925-2014)

Data: 18 giugno 2014. Categorie: necrologio. Autore: Roberto Rossi
Luca Canali

Luca Canali (da www.dagospia.com)

Anche se non si è occupato direttamente di greco, mi sembra doveroso ricordare la figura di Luca Canali, spentosi lo scorso 8 giugno, all’età di quasi 89 anni.

Figura singolare ed eclettica di studioso – latinista, ma anche poeta e romanziere – è personaggio conosciuto al grande pubblico soprattutto grazie alla sua intensa attività di traduttore: basti ricordare l’Eneide, a corredo dell’edizione curata da E. Paratore per la collana “Lorenzo Valla” (1978-83) e recentemente riproposta negli Oscar Mondadori (degna di nota anche la sua lettura dell’Eneide, ad uso degli studenti: Luca Canali racconta l’Eneide, Einaudi 2000).

E non si può non citare il suo bellissimo Lucrezio (autore che sentiva molto congeniale), nell’edizione curata da I. Dionigi nel 1990, ripubblicata in edizione economica BUR. Fra i suoi autori prediletti anche Giulio Cesare, per non parlare di Petronio: in un’intervista rilasciata a “Repubblica” il 29 settembre dell’anno scorso, Canali stesso ha ricordato il momento della collaborazione al Satyricon di Fellini:  Clicca qui per continuare la lettura »

La donna è mobile: viaggio attraverso un ‘topos’

Data: 26 giugno 2011. Categorie: folklore, i classici oggi, lirica arcaica. Autore: Roberto Rossi

Dopo il successo della serata inaugurale con Valerio Massimo Manfredi, l’Associazione “Amici del Liceo Classico Ariosto – Accademia dei Furiosi”, lo scorso giovedì 16 giugno, ha ospitato l’amico Renzo Tosi, illustre ex allievo del nostro liceo (docente di letteratura greca all’Università di Bologna), che ha intrattenuto il pubblico sul topos della “mobilità” della donna, partendo dal mondo greco arcaico per arrivare alla canzone del Duca di Mantova nel Rigoletto di Verdi. Argomento che definirei “intrigante”, se non avessi ormai cancellato questo aggettivo dal mio vocabolario.

Come è ben noto, Tosi non è nuovo a questo tipo di indagine, che una ventina di anni fa lo ha portato a pubblicare per la BUR il notissimo Dizionario delle sentenze latine e greche.

Ha spiegato lui stesso, all’inizio della conversazione, come questo approccio metodologico di confronto fra cultura dotta e popolare in chiave diacronica lo interessi da gran tempo, fin dagli inizi degli anni ’80: è una prospettiva che consente di verificare come i valori del mondo classico non siano rimasti chiusi nell’antichità, ma godano di una vitalità che sopravvive nelle culture successive.

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Il sonno e la morte: oltre il mondo greco

Data: 1 marzo 2010. Categorie: antropologia. Autore: Roberto Rossi

Hypnos e Thanatos sollevano il corpo ferito a morte di Sarpedone
(coppa di Euphronios, New York, Metropolitan Museum of Art)

Dello stretto rapporto che intercorre fra il sonno e la morte non mancano esempi anche nella letteratura latina. Interessante è, a questo proposito, un passo delle Tusculane (I 92,11), nel quale Cicerone, nel tentativo di confutare la paura della morte, assume come ipotesi la prospettiva epicurea: la morte non riguarda chi è vivo, né chi è morto. Chi è vivo non può esserne coinvolto, chi è morto non ne può avere percezione, così come capita che non abbia nessuna percezione chi è sprofondato nel sonno (argomentazione analoga propone anche Lucrezio, De rerum natura III 919-930).

Chi vuole ridurne l’assolutezza, si figura la morte assai simile al sonno: e bravo! Nessuno sarà poi disposto a vivere novant’anni, se dovrà dormire gli ultimi trenta, dopo che ha compiuto i sessanta! Non lo vorrebbero, con lui, neppure i suoi familiari. (…) Che preoccupazioni potrebbero cogliere chi non ha neppure la possibilità di percepire sensazioni? Eccoti dunque il sonno, riproduzione della morte, veste che quotidianamente assumi; puoi, nonostante tutto, aver dubbi sul fatto che la morte sia annullamento dei sensi, quando questa è la situazione che constati nella riproduzione sua?

Nella discesa agli inferi del VI libro dell’Eneide, fra le varie figure infernali che stazionano «sull’orlo delle fauci dell’Orco», Virgilio rappresenta anche (v. 278) Clicca qui per continuare la lettura »