Scrivere in greco? Unicode!

Data: 20 novembre 2013. Categorie: didattica. Autore: Roberto Rossi
Uno strumento utile quando si scrive in greco: il visore di tastiera (mac)

Uno strumento utile per scrivere in greco:
il visore di tastiera (mac)

È una domanda che si sente tanto frequentemente da meritare quasi un tutorial…

«Che programma devo installare per scrivere in greco antico?».

In realtà non bisogna installare nessun programma: è sufficiente avere nel computer un carattere con la codifica Unicode

Lo standard Unicode prevede una codifica fino a 21 bit e supporta un repertorio di codici numerici che possono rappresentare circa un milione di caratteri. Ciò appare sufficiente a coprire anche i fabbisogni di codifica di scritti del patrimonio storico dell’umanità, nelle diverse lingue e negli svariati sistemi di segni utilizzati (wikipedia dixit).

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Il ruggito del vecchio leone

Data: 29 settembre 2010. Categorie: recensioni, versioni. Autore: Roberto Rossi

Dopo tempo immemorabile e decenni di indugi, la Società Editrice Dante Alighieri ha deciso di rinnovare il glorioso “Rocci”, il vocabolario sul quale generazioni di studenti si sono cimentate e arrabattate (spesso con discapito delle facoltà visive) nella traduzione delle versioni di greco: uno strumento che è stato indispensabile compagno di viaggio degli studenti classici fino alla comparsa, nell’ormai lontano 1995, del GI, il vocabolario greco-italiano frutto di un progetto di Nino Marinone, pubblicato da un’équipe diretta da Franco Montanari.

L’attuale rifacimento del Rocci, disponibile a partire dal 21 settembre scorso, è una scommessa che mi sembra arrivare “fuori tempo massimo”, ma che risponde a un progetto ambizioso: quello di rendere il Rocci «sempre di più un’enciclopedia della cultura greca, piuttosto che un mero dizionario di lingue» (vedi il sito dell’editore).

Lo si può acquistare, con un sostanzioso sconto, nel sito di Amazon.

(foto tratta dal sito della Società Editrice Dante Alighieri)

A tal proposito mi sembra molto interessante l’annuncio della preparazione di un’edizione CD ROM, per agevolare la consultazione.

Sarei proprio curioso – a questo punto – di sapere il criterio con cui è stata allestita l’edizione digitale e soprattutto di conoscere la codifica scelta per i caratteri greci (è questo un annoso problema con cui si scontrano i classicisti che accedono allo strumento informatico). Spero caldamente che si sia stato scelto l’Unicode, che sta diventando il nuovo standard e mi auguro che la consultazione non risulti macchinosa come quella del CD ROM allegato al già citato GI.

E soprattutto mi aspetto che si tratti di una soluzione multipiattaforma, che consenta la consultazione non solo agli utenti win, ma anche a chi preferisce l’open source (linux) o chi – come me – utilizza il mac.

Per una recensione a questa riedizione rimando al forum di Discipulus.