La giustizia vale davvero di per sé… ?

Data: 11 aprile 2017. Categorie: certamina, filosofia, testo d'autore. Autore: Roberto Rossi

La cronaca dell’Ἀγὼν πολιτικός non può prescindere, ovviamente, dal resoconto della gara e dai nomi dei vincitori, anche se è vero che – in queste occasioni – la cosa che veramente conta non è tanto la graduatoria di merito, quanto piuttosto la possibilità che i giovani hanno di mettersi alla prova, vivere una bella esperienza e fare nuove conoscenze che spesso sono destinate a protrarsi anche oltre lo spazio della manifestazione.

Il “poker” dei vincitori: da sinistra
Loris Donda (Gorizia), Ada Cattani (Reggio Emilia), Roberto Viganò (Milano), Alessandro Passeretti (Nola)

E oltre a questo, soprattutto, il confronto con uno dei massimi pensatori e prosatori di sempre, per cercare di coglierne e interpretare la lezione. Clicca qui per continuare la lettura »

I filosofi a guida dell’«alveare» dello stato

Data: 20 aprile 2015. Categorie: certamina, filosofia, i classici oggi, testo d'autore. Autore: Roberto Rossi
Carlo Delle Donne, del Liceo Vittorio Emanuele II di Napoli, vincitore dell' Ἀγών

Il vincitore, Carlo Delle Donne (foto: atella.tv)

Veramente impegnativo il passo della Repubblica di Platone proposto nella V edizione dell’Ἀγὼν πολιτικός, svoltosi a Frattamaggiore (NA) lo scorso 18 aprile: un testo che – a parte le difficoltà intrinseche – presuppone una solida conoscenza del contesto e, in generale, degli snodi cruciali della riflessione platonica sulla costruzione dello stato ideale.

Motivo di merito quindi ancora maggiore per i partecipanti alla gara (più di un centinaio, provenienti dai licei di tutta Italia) e in particolare per Carlo Delle Donne (Liceo Vittorio Emanuele II di Napoli), che ha vinto con pieno merito.

Questo il testo proposto dalla commissione (Platone, Repubblica VII 520b-c):

Οἱ μὲν ἐν ταῖς ἄλλαις πόλεσι τοιοῦτοι γιγνόμενοι εἰκότως οὐ μετέχουσι τῶν ἐν αὐταῖς πόνων· αὐτόματοι γὰρ ἐμφύονται ἀκούσης τῆς ἐν ἑκάστῃ πολιτείας, δίκην δ᾽ ἔχει τό γε αὐτοφυὲς μηδενὶ τροφὴν ὀφεῖλον μηδ᾽ ἐκτίνειν τῳ προθυμεῖσθαι τὰ τροφεῖα· ὑμᾶς δ᾽ ἡμεῖς ὑμῖν τε αὐτοῖς τῇ τε ἄλλῃ πόλει ὥσπερ ἐν σμήνεσιν ἡγεμόνας τε καὶ βασιλέας ἐγεννήσαμεν, ἄμεινόν τε καὶ τελεώτερον ἐκείνων πεπαιδευμένους καὶ μᾶλλον δυνατοὺς ἀμφοτέρων μετέχειν.

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Allontanarsi dal vero “di tre gradi”

Data: 15 aprile 2014. Categorie: certamina, filosofia, testo d'autore. Autore: Roberto Rossi
La visita al Mitreo di Capua, nell'ambito dell'Ἀγὼν πολιτικός

Visita al Mitreo di Capua: un interessante diversivo nelle giornate dell’Ἀγὼν πολιτικός

I buoni poeti conoscono veramente gli argomenti di cui parlano? Ma soprattutto: hanno davvero conoscenza del bene e del male? Non sarà che, con le loro finzioni, si limitano a cianciare a ruota libera? Che valore può mai avere la poesia (o, più in generale, l’arte), se non fa che riprodurre parvenze ingannevoli, ben lontane dalla realtà?

Questi interrogativi stanno alla base del passo dal X libro della Repubblica di Platone, assegnato sabato 12 aprile scorso agli studenti che hanno partecipato alla IV edizione dell’Ἀγὼν πολιτικός, svoltosi nei locali del Liceo «F. Durante» di Frattamaggiore.

Ma facciamo un passo indietro.

Per gli studenti ospiti, provenienti dalle più svariate regioni d’Italia, il tutto ha inizio venerdì 11 aprile con l’accoglienza presso l’Hotel “Il giardino degli aranci”: un breve saluto degli organizzatori e il classico rinfresco di benvenuto per presentarsi, sciogliere il ghiaccio e riscaldare l’atmosfera. Poco dopo, grazie alla collaborazione del “Consorzio Borgo Commerciale”, è stata proposta un’escursione – veramente gradita! – presso il Caseificio “Pupatella”, per scoprire come nasce la mozzarella di bufala “DOP” e poter procedere a un assaggio proprio nel momento della produzione!

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Il celeberrimo ritratto di Platone (con le sembianze di Leonardo da Vinci) proposto da Raffaello ne "La scuola di Atene"

Come avevo già anticipato, inizio oggi a proporre il primo di una serie di passi d’autore, per offrire la possibilità di esercizio agli studenti di terza liceo che saranno chiamati, fra poco più di due mesi, ad affrontare la versione di greco nella seconda prova d’Esame di Stato (quello che un tempo si chiamava esame di maturità).

Partiamo dunque da un famoso passo dal primo libro della Repubblica di Platone, nel quale il sofista Trasimaco, discutendo con Socrate, afferma con forza la sua idea, secondo la quale le leggi non sono altro che lo strumento di chi detiene il potere, per affermare i propri interessi. Secondo tale opinione, il diritto non si baserebbe dunque su ciò che è giusto, ma su ciò che è utile per chi governa.

Socrate nel corso del dialogo confuterà questa tesi, seguendo la sua caratteristica tecnica “maieutica”, che consiste nell’interpellare l’interlocutore ponendogli domande incalzanti, fino a farlo cadere in contraddizione. L’asserto iniziale risulta alla fine confutato proprio da colui che l’aveva proposto.
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