Novità sull’ “ode sublime” di Saffo

Data: 2 gennaio 2015. Categorie: convegno, filologia classica, lirica arcaica. Autore: Roberto Rossi

saffoIl frammento 31 Voigt di Saffo (che ha come testimone principale il cosiddetto Anonimo del Sublime), testo ammirato, studiato, imitato e parafrasato fin dall’antichità, è talmente noto che non sembrerebbe poter più riservare sorprese: su quest’ode si è ormai detto tutto e il contrario di tutto e non sembra esserci  più spazio per novità significative.

Per questo motivo sono rimasto quasi “spiazzato” dalla lezione che il prof. Enrico Livrea ha tenuto il 29 ottobre scorso a Firenze come commiato dall’Università. Tema dell’incontro: “Novità su Saffo nella poesia alessandrina”. Clicca qui per continuare la lettura »

Buona Pasqua!

Data: 8 aprile 2012. Categorie: epica, ricorrenze. Autore: Roberto Rossi

Venezia, Basilica di San Marco: L' ἀνάστασις

Mi è gradito rivolgere a tutti i più vivi auguri di Buona Pasqua, servendomi anche quest’anno di un passo di Nonno di Panopoli, dal XX canto della Parafrasi del Vangelo di S. Giovanni: è il momento dell’apparizione del Risorto a Maria di Magdala, che dall’evangelista è raccontato in questo modo (Gv. 20, 11-16):

[11] Maria invece stava all’esterno vicino al sepolcro e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro [12] e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. [13] Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove lo hanno posto». [14] Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù che stava lì in piedi; ma non sapeva che era Gesù. [15] Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Essa, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove lo hai posto e io andrò a prenderlo». [16] Gesù le disse: «Maria!». Essa allora, voltatasi verso di lui, gli disse in ebraico: «Rabbunì!», che significa: Maestro!

Ed ecco come viene resa la scena nei versi epici di Nonno di Panopoli (Parafrasi XX 48-73): Clicca qui per continuare la lettura »

Buon Natale!

Data: 25 dicembre 2011. Categorie: epica, ricorrenze. Autore: Roberto Rossi

Icona della Vergine Ὁδιγίτρια
(«Colei che mostra la via»)

Dopo un lunghissimo silenzio (del quale mi scuso), dovuto a pressanti scadenze editoriali, mi rifaccio vivo sul blog, per gli auguri di buon Natale.

Auguri che propongo nel nome di Nonno di Panopoli, poeta del V secolo d.C., forse da identificarsi con il Nonno che fu vescovo di Edessa fra il 449-451 e il 457-470/471.

È autore del più mastodontico poema epico dell’antichità, le Dionisiache, che in 48 (!) libri narrano – in esametri – le imprese del dio Dioniso, inserite in un «vasto affresco mitologico che si propone di narrare la storia dell’umanità dall’epoca primordiale» (D. Gigli Piccardi) fino all’ascesa al cielo di Dioniso.

Questo autore veramente singolare ci ha lasciato anche una Parafrasi del Vangelo di Giovanni (Μεταβολὴ τοῦ κατὰ Ἰωάννην ἁγίου Εὐαγγελίου), che trasferisce in poesia, in circa 3640 esametri (suddivisi in XXI canti), i 21 capitoli del quarto Vangelo.

Enfasi stilistica e gusto per l’abbellimento sono tratti caratteristici di Nonno di Panopoli, che comunque dimostra anche una «vibrante concitazione» (C. De Stefani) non priva di fascino. Clicca qui per continuare la lettura »

Buona Pasqua (Χριστὸς ἀνέστη)!

Data: 24 aprile 2011. Categorie: epica, ricorrenze, testo d'autore. Autore: Roberto Rossi

Nella festività della S. Pasqua colgo l’occasione per gli auguri più sentiti a tutti gli amanti del mondo greco antico.

Mi sembra interessante proporre il passo della lettura del Vangelo di oggi, dell’evangelista Giovanni (Gv. 20,1-9), a confronto con uno degli ultimi testi della poesia epica del mondo greco antico. Ecco il testo evangelico in italiano:

Piero della Francesca, Resurrezione (Museo di Sansepolcro)

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.
Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».
Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.
Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.

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