Digital humanities

Data: 14 ottobre 2013. Categorie: i classici oggi, new media. Autore: Roberto Rossi
Jeffrey T. Schnapp

Jeffrey T. Schnapp (foto wiki)

Riprendo una nota trasmessa nei giorni scorsi dall’ANSA, in un articolo intitolato “Le scienze umane diventano digitali”, col sottotitolo “nascono nuove professioni”: propone un panorama di ‘professioni’ «all’apparenza improbabili», ma che diventano realtà grazie all’introduzione delle tecnologie digitali nel mondo umanistico.

Come spiega Jeffrey Schnapp, direttore del MetaLab dell’Università di Harvard, «siamo in un  momento di grandi sviluppi per le scienze umane», paragonabile alle grandi trasformazioni prodotte dall’invenzione della stampa.

Le nuove ‘professioni’ derivano dalle possibilità di collaborazione partecipativa che è caratteristica peculiare del mondo digitale.

E così si assiste, ad esempio, al fenomeno delle «migliaia di traduttori volontari che nonostante ignorino il greco antico sono alle prese con la traduzione dell’enorme mole di testi raccolti negli antichi papiri di Oxyrhynchus».

Sarà…

Però a questo punto mi sorgono spontanei due interrogativi:

1) Che ‘professione’ può mai essere, se ci si affida a una marea di «traduttori volontari»?

2) Per tradurre «gli antichi papiri di Oxyrhynchus» (in greco antico) bisogna proprio rivolgersi a gente che non conosce il greco antico? Nemmeno questo spazio vogliamo lasciare a chi ha acquisito le giuste competenze?

È vero che nel campo dell’antichistica ci si può permettere di tutto, anche tradurre Lucrezio senza conoscere il latino…

La nuova elegia di Archiloco

Data: 17 gennaio 2011. Categorie: filologia classica, lirica arcaica, papirologia. Autore: Roberto Rossi

Il seguente frammento di origine papiracea, pubblicato per la prima volta nel 2005, costituisce il più recente (e straordinario) ritrovamento di testi del poeta Archiloco di Paro (VII secolo a.C.). Il recupero di questo testo – purtroppo non ben leggibile in molti punti – è stato possibile grazie a nuove indagini condotte con la tecnica del Multispectral Imaging, che ha consentito di decifrare le tracce anche minime, ormai quasi svanite, di un papiro che giaceva da decenni negli archivi dei papiri di Ossirinco (la pubblicazione, con la prima ricostruzione testuale, è opera del papirologo oxoniense Dirk Obbink).

Il P. Oxy. 4701 fr. 1 con il testo elegiaco di Archiloco

Questo testo, tuttora oggetto di grande attenzione da parte degli studiosi, costituisce il più lungo frammento elegiaco di Archiloco a noi pervenuto e si presenta molto problematico, perché privo dell’inizio e molto malconcio anche nel finale. Come se non bastasse, anche la parte che si riesce a leggere (per un totale di 24 versi) presenta lacune, più o meno ampie, in entrambi i margini.

Si tratta di un’ampia elegia di argomento mitologico, nella quale viene narrato un mito piuttosto raro, collocato al tempo della spedizione contro Troia. Perduta la rotta, gli Achei sbarcano per errore in Misia, credendo di essere nella Troade e si scontrano con il re del luogo, l’eroe Telefo figlio di Eracle e di Auge. Lo scontro è in un primo tempo favorevole ai Misî e Telefo riesce a ricacciare indietro gli Achei e a farne strage, arrossando del loro sangue il fiume Caico: ed è questo momento della vicenda che troviamo rappresentato nel frammento di Archiloco recuperato. Clicca qui per continuare la lettura »