Il prof. Dirk Obbink

Il prof. Dirk Obbink

Una novità fenomenale: il recupero di due frammenti di Saffo!

 

È stata da pochi giorni condivisa da Dirk Obbink la versione preliminare dell’edizione (che uscirà nel prossimo numero della rivista ZPE) di due nuovi carmi della poetessa eolica, presenti in un papiro proveniente da una collezione privata.

Si tratta di due spezzoni di componimenti provenienti dal primo libro dell’edizione alessandrina di Saffo (il metro utilizzato è infatti la strofe saffica): meglio conservato il primo, di cui rimangono cinque strofe pressoché integre, mentre del secondo poco si riesce a leggere (solo i resti lacunosi delle prime due strofe, da cui si evince che si doveva trattare di un carme in onore di Afrodite, cfr. Κύπρι, o forse Κύπρ᾽ al v. 2).

Qui di seguito il testo del primo componimento di cui è andato perso l’inizio (in mancanza di numero di frammento, Obbink lo indica come Brothers Poem): Clicca qui per continuare la lettura »

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Codro si sacrifica per la patria

Data: 17 ottobre 2010. Categorie: oratoria, testo d'autore, versioni. Autore: Roberto Rossi

Mi è stato recentemente richiesto di occuparmi di una versione di greco, tratta dall’orazione Contro Leocrate, di Licurgo (l’autore è un oratore del IV secolo: attenzione a non confonderlo con l’omonimo mitico legislatore spartano del IX-VIII secolo a.C., con cui non ha nulla a che vedere!).

Domenico Beccafumi: Il sacrificio di re Codro
(Siena, Palazzo Pubblico. Fonte: Wikimedia commons)

Licurgo accusa di diserzione il concittadino Leocrate, in quanto, per sfuggire ai pericoli della guerra, egli avrebbe abbandonato la città poco prima della battaglia di Cheronea (338 a.C.), venendo così meno ai suoi doveri nei confronti della patria e dei concittadini (ricordiamo che Cheronea è l’episodio militare decisivo per l’affermarsi del dominio di Filippo II, il re macedone padre di Alessandro Magno).

È un passo collocato circa a metà dell’orazione (capp. 84-87), nel quale Licurgo propone una carrellata di esempi mitico-storici, che dimostrano l’abnegazione, il senso del dovere e l’eroismo degli Ateniesi del passato: da questo confronto la pusillanimità di Leocrate emerge in modo ancor più evidente.

L’esempio che ci interessa da vicino è quello dell’eroico sacrificio del re Codro, l’ultimo mitico re ateniese.
La vicenda è ambientata in un periodo di carestia, quando i Peloponnesiaci dichiarano guerra ad Atene, per conquistarne il territorio e sfruttarne le risorse. Come succedeva in questi frangenti, prima di intraprendere le operazioni militari, inviano una delegazione a Delfi per consultare l’oracolo di Apollo sull’esito della guerra. L’oracolo risponde: «Cari Spartani, riuscirete a conquistare Atene, a patto che non uccidiate il suo re, Codro». I Peloponnesiaci partono fiduciosi per la guerra e avvertono tutti i soldati di non uccidere assolutamente il re Codro. Ma un abitante di Delfi, un certo Cleomanti, venuto a sapere del responso, informò in tutto segreto gli Ateniesi.

Ecco qui il testo greco della prima parte della versione: Clicca qui per continuare la lettura »