Il termine naturale del nostro viaggio

Data: 5 aprile 2013. Categorie: esame di maturità, filosofia, testo d'autore, versioni. Autore: Roberto Rossi

Statua equestre dell’imperatore Marco Aurelio
(Roma, Musei Capitolini)

Tempo fa, cercando un brano da assegnare per la terza liceo, mi sono imbattuto in un bel passo di Marco Aurelio (in realtà ho poi optato per un meno interessante – ma linguisticamente più rassicurante – Isocrate): l’imperatore filosofo è per me una lettura sempre stimolante e suggestiva, con quel suo modo di riflettere così caratteristicamente «antiretorico» che affascina irresistibilmente (è stato giustamente osservato che, con un maestro quale Frontone, Marco Aurelio ha acquisito una sicura padronanza degli strumenti retorici: nella sua prosa, però, egli riesce abilmente a dissimulare ogni artificio).

Marco Aurelio rivolge a se stesso (Τὰ εἰς ἑαυτόν «pensieri rivolti a se stesso» è il titolo della sua opera) una serie di esortazioni che percorrono i temi più importanti dell’esperienza umana, cercando di indagare, attraverso il filtro della filosofia stoica, il senso più profondo della vita, che altrimenti rischia di sfuggire, soffocato dalle occupazioni quotidiane. Clicca qui per continuare la lettura »

Il proprio "io" è il rifugio più sicuro

Data: 8 aprile 2010. Categorie: filosofia, testo d'autore, versioni. Autore: Roberto Rossi

Ho recentemente preso in considerazione un passo molto interessante di quel “diario personale” di Marco Aurelio, comunemente noto – in italiano – con il titolo di Ricordi, ma che in greco suona ben più suggestivamente: Εἰς ἑαυτόν (A se stesso).

L’imperatore romano del II secolo d.C. propone la riscoperta dell’intimità, attraverso una prosa densa, fatta di rapide pennellate, che risente senz’altro della lezione di Seneca, anticipando quello straordinario “monologo interiore” che saranno le Confessioni di S. Agostino.

(A sinistra, busto dell’imperatore M. Aurelio. Roma, Musei Capitolini)

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