La vittima e il carnefice

Data: 17 giugno 2016. Categorie: teatro antico. Autore: Chiara Rizzatti
L'episodio di Egeo

Il volume di Chiara Rizzatti
Edizioni “La Zisa”

La scena della Medea di Euripide, incentrata sull’arrivo a Corinto del leggendario re ateniese Egeo, è stata a lungo sottovalutata dalla critica e ha subìto nel corso del tempo una molteplicità di interpretazioni.

Come è noto, Egeo si ferma a Corinto di ritorno da Delfi, dove ha consultato l’oracolo per scoprire le cause della propria sterilità: nel dialogo che costituisce la prima parte del terzo episodio della tragedia euripidea, Medea – tradita da Giasone e condannata all’esilio dal re Creonte – promette al re ateniese di aiutarlo coi propri filtri magici, per consentirgli di procreare. In cambio chiede di essere ospitata e protetta ad Atene.

L’intervento di Egeo ha suscitato più di una perplessità, a partire da Aristotele, che taccia la scena di ἀλογία, «illogicità» (Poetica 1461b 20): in effetti, nonostante la sua centralità, si tratta di un evento «andato a vuoto», in quanto dopo l’infanticidio Medea non approfitterà dell’ospitalità offertale, ma fuggirà sul carro del Sole. Clicca qui per continuare la lettura »

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Vi precede in Galilea!

Data: 28 marzo 2016. Categorie: ricorrenze, teatro antico. Autore: Roberto Rossi
Beato Angelico, Resurrezione

Beato Angelico, Resurrezione

«Non gridate, non abbiate paura» dice l’Angelo alle donne accorse al sepolcro «Gesù Cristo che voi cercate, da poco crocifisso, non è più cadavere nella tomba, ma, risorto, vi precede in Galilea!».

Così viene rappresentata la scena del giorno Resurrezione nel Christus Patiens (Χριστὸς πάσχων), un singolare dramma bizantino del X-XII secolo, nel quale, secondo i canoni del dramma attico del V secolo, la passione di Cristo è rappresentata in un centone di 2640 trimetri giambici, che prende spunto in particolare da Euripide (nel lamento di Maria, che costituisce la parte più ampia del Christus Patiens, vi sono continue citazioni dal lamento di Agave sul capo mozzo del figlio Penteo delle Baccanti euripidee).

«Andate dunque, andate e riferite chiaramente: lo vedete anche voi, Cristo è risorto dal sepolcro, la pietra del sepolcro è stata scostata senza sforzo. Il potere della morte è vanificato e sono state spezzate le sue catene». Clicca qui per continuare la lettura »

Amnesie lessicografiche

Data: 9 febbraio 2014. Categorie: didattica, filologia classica, lessicografia. Autore: Marcello Castangia
Euristeo si nasconde nella giara

Euristeo si nasconde nella giara (kylix del VI sec. a.C.)

Mi è capitato recentemente di “scoprire” quattro lemmi assenti dal GI: li segnalo, nella speranza che queste poche osservazioni possano essere utili a qualcuno.

Traducendo alcune pagine della Biblioteca di pseudo-Apollodoro, nel passo che riguarda la cattura del leone di Nemea da parte di Eracle, si racconta che Euristeo rimase così impressionato del coraggio dell’eroe che – temendo per la propria incolumità – non gli permise di entrare in città; il mitografo aggiunge che Euristeo,

δείσας καὶ πίθον ἑαυτῷ χαλκοῦν εἰσκρυβῆναι ὑπὸ γῆν κατεσκεύασε

«per il terrore, si era nascosto (εἰσκρυβῆναι) in una giara di bronzo da lui fatta preparare sotto terra» (II 76 ed. Wagner). Tuttavia il lemma εἰσκρύπτω non è presente in nessun vocabolario, nemmeno nel glorioso LSJ. Clicca qui per continuare la lettura »

La caduta dell’eroe

Data: 29 marzo 2013. Categorie: recensioni, teatro antico. Autore: Roberto Rossi

Eracle

Per la collana «Classici della Letteratura Greca» dell’editore Cappelli è uscito in vista delle adozioni scolastiche dell’anno prossimo – e sarà presto anche in libreria – la nuova edizione commentata dell’Eracle di Euripide che ho curato insieme con l’amico Luciano Lanzi (Eracle furente. La caduta dell’eroe).

La nuova collana ha l’intento di permettere la lettura e la comprensione di classici greci in testo originale con traduzione e commento: è rivolta quindi non solo agli studenti, ma anche e soprattutto al pubblico di coloro che sono interessati ai grandi capolavori del mondo classico.

Come invito alla lettura, mi permetto di citare l’introduzione:

Eracle è l’eroe greco che ha contribuito a portare la luce a un’umanità arcaica minacciata ancora da una natura ferina. A lui si sono aggrappate le genti delle contrade terrorizzate da scorrerie di predoni e dalla minaccia di mostri. Ed Eracle si fa carico del suo popolo, così come della propria famiglia e dei propri figli: «Li condurrò prendendoli per mano come scialuppe, li trascinerò come fossi una nave. E infatti non mi vergogno della cura dei figli». Clicca qui per continuare la lettura »

Dioniso al cinema

Data: 18 febbraio 2011. Categorie: antropologia, filologia classica, i classici oggi, teatro antico. Autore: Roberto Rossi

Ritorno sulla giornata di studi parmense del 16 febbraio (“Il Classico nel Moderno”), per proporre una sintesi della interessante (e per più aspetti anche discutibile) relazione di Massimo Fusillo sul tema Echi e variazioni dionisiache nel cinema (e un problema di metodo).

W. A. Bouguereau, La giovinezza di Bacco (1884)fonte: Wikimedia

L’indagine, partita da necessarie considerazioni di metodo, ha cercato di individuare tracce del dionisismo delle Baccanti euripidee nel cinema del dopoguerra, proponendo – pur nella rapidità di una relazione contenuta nell’arco di 20 minuti – alcuni esempi di film nei quali tali tracce sembrano emergere, pur nella consapevolezza di quanto possa essere “marginale” una lettura filmica limitata a tale prospettiva.

Il relatore ha preventivamente osservato che cinema e tragedia greca, a conti fatti, non si amano: l’origine teatrale dei testi antichi e il rischio di verbosità eccessiva rendono problematica la trasposizione del testo tragico in film, e infatti la tragedia greca è un capitolo tutto sommato marginale nella storia del cinema. Marginale, ma non privo di interessanti tentativi, che si sono attuati in 3 modalità:

  1. teatro filmato, di interesse documentale, più che artistico;
  2. attualizzazione del testo tragico, con spostamento dell’ambientazione della vicenda in altro contesto spazio-temporale, come ad esempio in film del tipo Edipo sindaco (1996) di J. Ali Triana, Teatro di guerra (1998) di M. Martone, Luna Rossa (2001) di A. Capuano;
  3. libera riscrittura, con maggior interesse per il mito nel suo complesso, piuttosto che per il testo di una singola tragedia: si vedano ad esempio film come Edipo Re (1967) di P. P. Pasolini, Elettra, amore mio (1974) di Miklos Jancso’ o Medea (1988) di Lars von Trier.

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