Una mitra per Kleis di Franco Ferrari (2007)

Una mitra per Kleis. Saffo e il suo pubblico, di Franco Ferrari (2007)

Dopo la traduzione del primo carme di Saffo (in corso di pubblicazione da parte di D. Obbink), l’amico Franco Ferrari mette a disposizione dei lettori di grecoantico.it questo corposo articolo sul secondo carme, di cui si è recentemente scoperta la coincidenza con il fr. 26 Voigt. 

Di questa importante ricostruzione lo ringrazio sentitamente, anche a nome dei lettori del blog. [r.r.]

Nel secondo carme di Saffo appena ritrovato, i cui resti parzialmente si sovrappongono con quelli del fr. 26, non incontriamo, come nel primo, una vicenda familiare ma un cri du coeur, una di quelle accensioni emotive per le quali la poetessa di Mitilene è specialmente famosa.

Non essere riamati da chi si ama suscita un’ansia simile a un conato di vomito (le ‘nausee’ di 1.3 ἄσαισι μηδ᾽ὀνίαισι, e cf. anche fr. 3.7 ἄσαιο) tanto più se Kypris, ‘padrona’ dei destini amorosi, non fa che incitare colei che rifiuta a tormentare chi la vorrebbe richiamare indietro inoculandole una passione che, come l’Eros che scioglie le membra (λυσιμέλης) di fr. 130.1, “piega le ginocchia”. Clicca qui per continuare la lettura »

Dalla sofferenza a una sorte migliore?

Data: 11 febbraio 2014. Categorie: filologia classica, lirica arcaica, papirologia. Autore: Gauthier Liberman

Come ho già avuto modo di segnalare, nel nuovo Brothers Poem di Saffo (in corso di pubblicazione da parte di D. Obbink), la quarta strofa mi sembra porre problemi linguistici e di senso che fanno molto dubitare sulla correttezza del testo tramandato dal papiro. Per restituire congruenza alla frase, proporrei di leggere i vv. 13-14 in questo modo:

Θαυμαστόν τι χρῆμα (dipinto di Ercolano detto “Saffo”)

Θαυμαστόν τι χρῆμα: la cosiddetta
“Saffo” di Ercolano

τοίς κε βόλληται βασίλευς Ὀλύμπω
δαίμον’ ἐκ πόνων ἐπ᾽ἀρήον᾽ ἤδη
περτρόπην, κῆνοι μ̣άκαρες πέλονται
καὶ πολύολβοι.

Avremmo quindi τοίς (correzione mia) invece che τῶν ed ἐπ᾽ ἀρήον᾽ (che riutilizza la correzione di Martin West ἐπ᾽ ἄρηον), concordato con δαίμον(α), al posto di ἐπάρωγον (o ἐπάρηγον).

Otterremmo un senso e un’espressione soddisfacenti: «coloro che il re dell’Olimpo vuole far passare immediatamente dalla sofferenza a una sorte ormai migliore, sono loro che sono felici e molto fortunati».

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Il prof. Dirk Obbink

Il prof. Dirk Obbink

Una novità fenomenale: il recupero di due frammenti di Saffo!

 

È stata da pochi giorni condivisa da Dirk Obbink la versione preliminare dell’edizione (che uscirà nel prossimo numero della rivista ZPE) di due nuovi carmi della poetessa eolica, presenti in un papiro proveniente da una collezione privata.

Si tratta di due spezzoni di componimenti provenienti dal primo libro dell’edizione alessandrina di Saffo (il metro utilizzato è infatti la strofe saffica): meglio conservato il primo, di cui rimangono cinque strofe pressoché integre, mentre del secondo poco si riesce a leggere (solo i resti lacunosi delle prime due strofe, da cui si evince che si doveva trattare di un carme in onore di Afrodite, cfr. Κύπρι, o forse Κύπρ᾽ al v. 2).

Qui di seguito il testo del primo componimento di cui è andato perso l’inizio (in mancanza di numero di frammento, Obbink lo indica come Brothers Poem): Clicca qui per continuare la lettura »

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