Atene ha sempre difeso la libertà

Data: 18 giugno 2010. Categorie: oratoria, testo d'autore, versioni. Autore: Roberto Rossi

Ecco un passo tratto dall’orazione Sulla corona, di Demostene.

Prima di procedere, vediamo gli antefatti.

Primavera del 336 a. C.: un certo Ctesifonte ateniese propone di conferire una corona d’oro a Demostene, in segno di riconoscenza dei suoi meriti nei confronti della città, per la quale ha speso grandi energie politiche, sacrificando anche parte delle proprie risorse economiche. La proclamazione solenne si sarebbe dovuta tenere a teatro, nel corso delle Grandi Dionisie, alla presenza del grande pubblico di Ateniesi e stranieri, convenuti per assistere alla rappresentazione delle tragedie “in cartellone” quella stagione.

La proposta di assegnare a Demostene la corona è approvata dalla Boulè (una sorta di “Consiglio di Stato”), ma l’incoronazione non avrà mai luogo, a causa dell’intervento di Eschine, il grande avversario di Demostene, che avanza contro Ctesifonte un’accusa di illegalità (γραφὴ παράνομον). Nel processo sarà Demostene stesso ad assumere le parti della difesa.

Ma passeranno ben 6 anni prima che il processo venga istruito (… a proposito di ritardi della giustizia!). Non è chiaro il motivo di tale ritardo: forse per la situazione difficile di Atene dopo la sconfitta di Cheronea (338 a. C.), che consegna – praticamente – Atene e le poleis greche nelle mani di Filippo II e del regno di Macedonia.

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Atene è il sole della Grecia

Data: 15 giugno 2010. Categorie: oratoria, versioni. Autore: Roberto Rossi

Alla notizia della morte di Alessandro Magno, avvenuta a Babilonia il 10 giugno del 323 a.C., Atene intravide la possibilità di scrollarsi di dosso il giogo macedone e guidò un’insurrezione delle poleis greche, arrivando ad assediare la fortezza di Lamia, in Tessaglia, nella quale era stato costretto a rifugiarsi il generale macedone Antipatro, che era accorso per sedare la rivolta.

Le anime del partito antimacedone ateniese sono due personaggi di primo piano nel panorama culturale di fine IV secolo: gli oratori Demostene e Iperide.

Quest’ultimo pronunciò il λόγος ἐπιτάφιος, ovvero l’orazione funebre ufficiale per celebrare il valore dei soldati caduti in battaglia nel primo anno di guerra. L’anno successivo, con la definitiva sconfitta delle forze delle poleis alleate, tramontò la speranza di Atene di poter riacquistare l’indipendenza e Iperide, caduto nelle mani dei nemici, venne giustiziato. Stessa sorte subirà di lì a poco anche Demostene, che si suiciderà per non cadere nelle mani degli emissari di Antipatro.
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Agòn: non solo "versioni"!

Data: 17 aprile 2010. Categorie: recensioni, versioni. Autore: Roberto Rossi

Ho il piacere di presentare Agòn, l’eccellente volume di esercitazioni dal greco per il triennio preparato da Elena Guidi per i tipi dell’editore Cappelli.

Si tratta di una raccolta di versioni che si prefigge lo scopo di coniugare l’esigenza dell’esercizio linguistico con la riflessione letteraria ed è suddiviso in 5 sezioni:

  1. Promemoria: ripasso della grammatica e della sintassi attraverso esercizi mirati al consolidamento delle competenze linguistiche di base, con esempi di traduzione ragionata.
  2. Propedeutica: esercizi di passaggio (dal biennio al triennio e fra i vari anni del triennio) con esercizi specifici per la preparazione ai compiti in classe.
  3. Brani ordinati per generi letterari, per consentire di seguire l’evoluzione dei diversi generi di prosa, seguendo la scansione temporale. I testi sono sempre accompagnati da domande di comprensione letteraria e di riflessione linguistica.
  4. Brani assegnati all’esame di stato, utili per la preparazione della seconda prova d’esame (in particolare quest’anno, che è uscito greco scritto!).
  5. Rassegna degli autori, con breve biografia e considerazioni di natura stilistica, oltre che linguistica.

Si tratta quindi di un’opera completa e stimolante, che va ben al di là di quanto normalmente proposto dagli eserciziari e si dimostra un volume ideale per accostare l’esercizio linguistico allo studio dei testi e degli autori della letteratura.


Ecco qui di seguito una pagina d’esempio (dalla sezione delle prove per genere: l’oratoria):

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Con parole ornate

Data: 26 febbraio 2010. Categorie: oratoria, recensioni. Autore: Roberto Rossi

È uscita la settimana scorsa, presso l’editore Cappelli, l’antologia tematica sugli oratori che ho curato insieme con il collega Luciano Lanzi. Un volumetto di 150 pagine intitolato: Con parole ornate.

Il titolo deriva da una citazione dantesca:

Ello passò per l’isola di Lenno
poi che l’ardite femmine spietate
tutti li maschi loro a morte dienno.
Ivi con segni e con parole ornate
Isifile ingannò, la giovinetta
che prima avea tutte l’altre ingannate.

(Dante, Inferno XVIII 88-93)

È costituito di 6 capitoli, che propongono una rapida rassegna di un fenomeno così complesso, che vede la parola come fondamento della vita del cittadino. Questa è la scansione degli argomenti:

  1. Le vie della parola. Capitolo introduttivo, sul λόγος come fondamento della paidéia, che assume via via una propria autonomia, divenendo strumento di dispute prima fra eroi, poi fra cittadini della polis. Una evoluzione del logos che accompagna le tappe della storia greca e quella di Atene in particolare.
  2. Un processo casalingo. La rappresentazione scanzonata di un processo, nella rivisitazione parodica di Aristofane, Vespe 760-1008, in cui assistiamo a un processo “fatto in casa” contro uno dei cani da guardia.
  3. A tutela dei consumatori. Una requisitoria contro gli incettatori, proposta da Lisia nell’orazione Contro i mercanti di grano, che focalizza un problema centrale dell’economia ateniese, ovvero quello della difficoltà di rifornimenti alimentari in epoca di guerra.
  4. Oratoria non scritta. Una demegoria (= orazione politica) di Pericle pronunciata in prossimità dello scoppio della guerra del Peloponneso (trasmessaci da Tucidide I 140-144).
  5. La polis in pericolo. È proposto l’autore esemplare dell’oratoria politica ateniese, ovvero Demostene, che cerca inutilmente di mettere in guardia i suoi concittadini contro Filippo II di Macedonia, nella Terza olintiaca.
  6. Processo contro il Piacere. Un lusus di Luciano di Samosata, che – in età imperiale – fa il verso all’oratoria fittizia della tradizione epidittica e scolastica, nel trattatello La doppia accusa.

(L. Lanzi e R. Rossi, Con parole ornate, Cappelli Editore, Bologna febbraio 2010)