Lo “strano caso” di Orfeo ed Euridice

Data: 27 novembre 2010. Categorie: filologia classica, fonetica. Autore: Roberto Rossi

La pronuncia in italiano delle parole greche: conclusioni

Continuando il nostro excursus sul “corretto” accento delle parole greche, vale la pena notare che la pronuncia alla latina presenta nell’italiano anche un notevole vantaggio, in quanto – proprio in virtù della già citata legge della baritonesiimpedisce il formarsi di parole tronche (cioè con l’accento sull’ultima sillaba), che nella nostra lingua suonano piuttosto male, soprattutto nei nomi propri (nel greco, invece, l’accento sull’ultima sillaba è più che normale, vista l’alta frequenza di parole ossitone e perispomene).

Come già avevamo accennato, insomma, con l’accentazione latina si evitano pronunce del tipo Periclè (Περικλῆς), Sofoclè (Σοφοκλῆς), o autentiche mostruosità del tipo Achillè (Ἀχιλλεύς, ma dovrebbe essere Achillèo, che orrore…), ecc.

Corot, Orfeo ed Euridice
(www.asuddibatrana.it/orfeo-mito-e-iconografia.html)

Riconosciuto questo e riconosciuta anche l’importanza di stabilire un criterio ragionevole e univoco per la pronuncia, è altrettanto vero, però, che voler imporre indiscriminatamente e comunque la lex Perrottae, può portare a posizioni rigide e talora addirittura ridicole, se non si tengono nel dovuto conto i singoli casi in cui una tradizione consolidata ha imposto deroghe che è doveroso tenere in considerazione.

Valga, per tutti, il “caso” di Orfeo ed Euridice, i due mitici sposi che per un momento riescono a oltrepassare i vincoli della morte, prima di subire la separazione definitiva.

Nonostante la “corretta” pronuncia (alla latina) imponga Òrfeo (Orpheus) ed Eurìdice (Euridĭces), è innegabile che in italiano si sia affermata la pronuncia Orféo (Ὀρφεύς) ed Euridìce (Εὐρυδίκης), soprattutto in virtù di un uso secolare, che è passato attraverso il melodramma barocco: sono state decisive opere come L’Orfeo di Monteverdi o, meglio ancora, l’Orfeo ed Euridice di C. W. Gluck, su libretto di Ranieri de’ Calzabigi. Clicca qui per continuare la lettura »