Essere giovani in Grecia

Data: 14 luglio 2010. Categorie: antropologia, educazione, folklore. Autore: Roberto Rossi

Breve excursus sulla παιδεία fra Atene e Sparta


Nelle diverse poleis le leggi ed i costumi erano differenti e differente era anche il modo in cui si diventava cittadini, cioè il percorso di formazione che i giovani dovevano compiere per giungere a ricoprire quel privilegiato ruolo sociale cui la loro nascita li aveva destinati.

Se scendiamo nel particolare e osserviamo i due modelli “di riferimento”, vedremo che i processi educativi si distinguevano già nel nome perché, se il programma ateniese era universalmente conosciuto come παιδεία, a Sparta si parlava piuttosto di ἀγωγή, e la diversa terminologia può suggerire la differenza di tenore.

La παιδεία era un progetto di educazione/istruzione fisica, culturale e psicologica, che doveva garantire l’armonica partecipazione dell’individuo al consorzio sociale, previa la consapevole interiorizzazione dei valori universali dell’ethos ateniese.

Al centro è il παῖς, che concluderà la sua formazione con un biennio di efebia, preparandosi ai compiti militari dell’oplita: il futuro cittadino insomma doveva dimostrare di condividere l’ideologia della polis e di potersi assumere doveri e responsabilità nei confronti della collettività, come contropartita di quei diritti di cui avrebbe goduto.

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Atene ha sempre difeso la libertà

Data: 18 giugno 2010. Categorie: oratoria, testo d'autore, versioni. Autore: Roberto Rossi

Ecco un passo tratto dall’orazione Sulla corona, di Demostene.

Prima di procedere, vediamo gli antefatti.

Primavera del 336 a. C.: un certo Ctesifonte ateniese propone di conferire una corona d’oro a Demostene, in segno di riconoscenza dei suoi meriti nei confronti della città, per la quale ha speso grandi energie politiche, sacrificando anche parte delle proprie risorse economiche. La proclamazione solenne si sarebbe dovuta tenere a teatro, nel corso delle Grandi Dionisie, alla presenza del grande pubblico di Ateniesi e stranieri, convenuti per assistere alla rappresentazione delle tragedie “in cartellone” quella stagione.

La proposta di assegnare a Demostene la corona è approvata dalla Boulè (una sorta di “Consiglio di Stato”), ma l’incoronazione non avrà mai luogo, a causa dell’intervento di Eschine, il grande avversario di Demostene, che avanza contro Ctesifonte un’accusa di illegalità (γραφὴ παράνομον). Nel processo sarà Demostene stesso ad assumere le parti della difesa.

Ma passeranno ben 6 anni prima che il processo venga istruito (… a proposito di ritardi della giustizia!). Non è chiaro il motivo di tale ritardo: forse per la situazione difficile di Atene dopo la sconfitta di Cheronea (338 a. C.), che consegna – praticamente – Atene e le poleis greche nelle mani di Filippo II e del regno di Macedonia.

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Atene è il sole della Grecia

Data: 15 giugno 2010. Categorie: oratoria, versioni. Autore: Roberto Rossi

Alla notizia della morte di Alessandro Magno, avvenuta a Babilonia il 10 giugno del 323 a.C., Atene intravide la possibilità di scrollarsi di dosso il giogo macedone e guidò un’insurrezione delle poleis greche, arrivando ad assediare la fortezza di Lamia, in Tessaglia, nella quale era stato costretto a rifugiarsi il generale macedone Antipatro, che era accorso per sedare la rivolta.

Le anime del partito antimacedone ateniese sono due personaggi di primo piano nel panorama culturale di fine IV secolo: gli oratori Demostene e Iperide.

Quest’ultimo pronunciò il λόγος ἐπιτάφιος, ovvero l’orazione funebre ufficiale per celebrare il valore dei soldati caduti in battaglia nel primo anno di guerra. L’anno successivo, con la definitiva sconfitta delle forze delle poleis alleate, tramontò la speranza di Atene di poter riacquistare l’indipendenza e Iperide, caduto nelle mani dei nemici, venne giustiziato. Stessa sorte subirà di lì a poco anche Demostene, che si suiciderà per non cadere nelle mani degli emissari di Antipatro.
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