Una lettura… “geniale”!

Data: 5 gennaio 2017. Categorie: i classici oggi, recensioni. Autore: Giuliano Bollini

Ventinove anni, bionda, occhi azzurri, tatuaggi.
Andrea Marcolongo è “il” grecista che non ti aspetti.
Ha una laurea in Lettere classiche, ha frequentato la scuola Holden di Baricco. Ha lavorato come ghost writer per Matteo Renzi, autrice del discorso sulla “generazione Telemaco”.

Poi si è dimessa perché non veniva pagata (questo me l’ha resa ancora più simpatica).

E qui finiamo con le note biografiche e veniamo al libro che mi ha piacevolmente colpito e che mi sento di consigliare.

La lingua geniale. 9 ragioni per amare il greco (Laterza) è qualcosa di meno – o forse qualcosa di più – di un saggio: è una sorta di “confessione” che racconta di un amore, quello per il greco classico e nasce dall’esigenza di pensare o meglio, di cercare di pensare, nel modo in cui pensavano i Greci, per penetrare meglio il loro orizzonte.

Un’operazione che nasce da un’istanza di chiarezza, come ha recentemente dichiarato l’autrice in un’intervista su daylibest:

Vorrei citare Virginia Woolf, che diceva che “è al greco che torniamo quando siamo stanchi della vaghezza, della confusione – e della nostra epoca”. Lo stesso motivo per cui al greco sono tornata io scrivendo questo libro: ero stanca della vaghezza del modo di dire – e dunque di vedere – la vita di oggi.

Da qui si parte affrontando il tempo verbale, ben diverso dal nostro modo di concepire: per noi una sorta di “prigione” (presente, passato, futuro: «quando?»). Il greco sente la realtà in modo diverso: non «quando», ma «come».

Il presente come azione che sta accadendo; il perfetto come risultato dell’azione; il futuro non esiste ancora.

E poi i modi: come ad esempio il “misterioso” ottativo, «un modo chiamato desiderio». Il modo con cui Archiloco vorrebbe rapportarsi con Neobule (εἰ γὰρ ὣς ἐμοὶ γένοιτο χεῖρα Νεοβούλης θιγεῖν): enorme la potenzialità offerta dalla lingua greca per esprimere le azioni umane in base al loro grado di realtà: da una parte l’oggettività della realtà o dell’irrealtà, dall’altra la soggettività della volontà/eventualità (congiuntivo) o del desiderio/possibilità (ottativo).

Accanto al desiderio il rimpianto, sempre espresso con l’ottativo, «il modo verbale più intimo del greco antico, nato per esprimere desiderio», ma che «suscita per lo più sgomento in quanti vi si imbattono traducendo i testi»: il sistema verbale italiano non esprime questa molteplicità di sfumature.

Ispirato è anche il capitolo dedicato al tema del duale: «io, noi due, noi»; duale che non deriva semplicemente dall’operazione non 1 + 1: è il numero della coppia. E qui mi fermo.

Con ironia sono descritti i timori/terrori degli studenti davanti ad una pagina da tradurre. Il desiderio di arrivare alla fine del quinto anno per poter bruciare il dizionario. Le figuracce inevitabili. La paralisi che prende quando non si capisce il senso della frase…

Indubbiamente un libro come questo lo poteva scrivere solo una donna.

Se ne apprezza la passione, stimola l’intelletto cercando anche di toccare i tasti della suggestione e della poesia.

Non ho trovato del tutto convincente il capitolo finale sulla linguistica e la storia.

E’ un libro che sarà apprezzato anche da chi non conosce la lingua, ma evidentemente è destinato principalmente agli studenti di Liceo Classico e di riflesso anche ai professori. Mi sembra anche evidente un certo “orgoglio” di appartenenza.

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L’autore di questo articolo, Giuliano Bollini:

Nato a Castel San Pietro Terme (Bo), imprenditore nel settore edilizio, attualmente in pensione. Segni particolari: ho l’hobby della bicicletta (quando riesco…) e del cinema. Non ho frequentato il Liceo Classico, ma un Istituto Tecnico. Ho sempre avuto una grande curiosità per il mondo classico e – in particolare – una grande passione per la lingua greca, che sto coltivando già da diversi anni.

 

Un Commento a Una lettura… “geniale”!

  1. giuseppe chirulli ha detto:

    Stupisce la presenza in italia di persone molto giovani… ed anche esteriormente belle… esperte in materie classiche come il greco antico. Tutto farebbe supporre che le nuove generazioni siano state imbottite di falsi miti televisivi e pubblicitari.
    Ma il mai defunto genio italico tanto apprezzato nel mondo e misconosciuto in patria esce sempre a galla… ed il caso della professoressa Marcolongo ne risulta un fulgido e vivissimo esempio.

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