E non stiamo a chiamarle “lingue morte”

Data: 25 settembre 2013. Categorie: i classici oggi, recensioni. Autore: Roberto Rossi
Andrea Jahn

Il prof. Andrea Jahn, vicedirettore del
Liceo Cantonale di Lugano 1

Dall’amico Marcelo Javier Real ricevo la segnalazione di una trasmissione radiofonica di ieri, 24 settembre, proposta dalla Rete Due della RSI (Radiotelevisione della Svizzera Italiana), nella rubrica “Il punto”, a cura di Anna Pianezzola.

«Non chiamiamole “lingue morte”» è il titolo della trasmissione (di cui – con poca fantasia – anch’io mi sono impossessato), che prende lo spunto da un dato veramente impressionante, ovvero l’aumento sbalorditivo degli iscritti alle lezioni di lingua greca (addirittura del 300%!) nei cinque licei della Svizzera italiana, a cui corrisponde un incremento più contenuto (“solo” del 49%) di coloro che vogliono continuare gli studi del latino.

In collegamento con il prof. Andrea Jahn (docente di latino e vicedirettore del Liceo cantonale di Lugano 1) e il prof. Vittore Nason, (vicedirettore del liceo cantonale di Locarno) si cerca di ragionare sui motivi che hanno spinto tanti giovani a operare una scelta così anticonformistica, verso «gli idiomi di Cesare e Omero, preferiti alle lingue correntemente parlate nel mondo».

 

Che dire… fatemi andare in Svizzera!!!!  😛

2 Commenti a E non stiamo a chiamarle “lingue morte”

  1. franco nardelli scrive:

    Sarei curioso. Ma non mi va di spendere 18 minuti per ascoltare un video che, trascritto, si leggerebbe in 2
    minuti. Omero era tramandato a voce… ma per altro motivo.

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