Atene è il sole della Grecia

Data: 15 giugno 2010. Categorie: oratoria, versioni. Autore: Roberto Rossi

Alla notizia della morte di Alessandro Magno, avvenuta a Babilonia il 10 giugno del 323 a.C., Atene intravide la possibilità di scrollarsi di dosso il giogo macedone e guidò un’insurrezione delle poleis greche, arrivando ad assediare la fortezza di Lamia, in Tessaglia, nella quale era stato costretto a rifugiarsi il generale macedone Antipatro, che era accorso per sedare la rivolta.

Le anime del partito antimacedone ateniese sono due personaggi di primo piano nel panorama culturale di fine IV secolo: gli oratori Demostene e Iperide.

Quest’ultimo pronunciò il λόγος ἐπιτάφιος, ovvero l’orazione funebre ufficiale per celebrare il valore dei soldati caduti in battaglia nel primo anno di guerra. L’anno successivo, con la definitiva sconfitta delle forze delle poleis alleate, tramontò la speranza di Atene di poter riacquistare l’indipendenza e Iperide, caduto nelle mani dei nemici, venne giustiziato. Stessa sorte subirà di lì a poco anche Demostene, che si suiciderà per non cadere nelle mani degli emissari di Antipatro.

Il λόγος ἐπιτάφιος di Iperide “resta dunque come l’ultima voce libera della Grecia, in cui si respira ancora l’illusione della grandezza di Atene e della sua democrazia” (Iperide, Epitafio per i caduti del primo anno della guerra lamiaca. A cura di Luisa Petruzziello, 2009).

Nella pagina che proponiamo si respira per l’ultima volta l’orgoglio di un ateniese consapevole del ruolo che la propria città ha rivestito da sempre e che ancora rifulge, in questo “autunno della polis”.
È una pagina piuttosto nota, che riprende una prospettiva celebrativa che già Tucidide aveva affermato, nel suo famoso λόγος ἐπιτάφιος, nel quale aveva definito Atene “la scuola dell’Ellade” (τῆς Ἑλλάδος παίδευσις).


Per chi si vuole cimentare a tradurre, ecco il testo greco:

Περὶ μὲν οὖν τῆς πόλεως διεξιέναι τὸ καθ’ ἕκαστον ὧν πρότερον πᾶσαν τὴν Ἑλλάδα εὐεργέτηκεν οὔτε ὁ χρόνος ὁ παρὼν ἱκανὸς οὔτε ὁ καιρὸς ἁρμόττων τῷ μακρολογεῖν, οὔτε ῥάιδιον ἕνα ὄντα τοσαύτας καὶ τηλικαύτας πράξεις διεξελθεῖν καὶ μνημονεῦσαι. Ἐπὶ κεφαλαίου δὲ οὐκ ὀκνήσω εἰπεῖν περὶ αὐτῆς· ὥσπερ γὰρ ὁ ἥλιος πᾶσαν τὴν οἰκουμένην ἐπέρχεται, τὰς μὲν ὥρας διακρίνων εἰς τὸ πρέπον καὶ καλῶς πάντα καθιστάς, τοῖς δὲ σώφροσι καὶ ἐπιεικέσι τῶν ἀνθρώπων ἐπιμελούμενος καὶ γενέσεως καὶ τροφῆς καὶ καρπῶν καὶ τῶν ἄλλων ἁπάντων τῶν εἰς τὸν βίον χρησίμων, οὕτως καὶ ἡ πόλις ἡμῶν διατελεῖ τοὺς μὲν κακοὺς κολάζουσα, τοῖς δὲ δικαίοις βοηθοῦσα, τὸ δὲ ἴσον ἀντὶ τῆς ἀδικίας ἅπασιν ἀπονέμουσα, τοῖς δὲ ἰδίοις κινδύνοις καὶ δαπάναις κοινὴν ἄδειαν τοῖς Ἕλλησιν παρασκευάζουσα.



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3 Commenti a Atene è il sole della Grecia

  1. Pierre ha detto:

    Ritengo queste fonti classiche straordinarie!

  2. sidiongravina ha detto:

    Sono davvero straordinarie queste fonti, dal momento che è difficile reperire i relativi testi. Grazie

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