Pierre Chuvin (1943-2016)

Data: 28 dicembre 2016. Categorie: necrologio. Autore: Roberto Rossi

Si è spento lo scorso 26 dicembre, all’età di 73 anni, Pierre Chuvin, professore emerito di letteratura greca all’Università di Paris-X. 

Studioso poliedrico, dopo la laurea in lettere classiche (1966), ha studiato il turco e il greco moderno, presso l’Institut National des Langues et Civilisations Orientales. Professore prima all’Università “Blaise-Pascal” di Clermont-Ferrand poi a Parigi X (Nanterre), dal 1993 al 1998 ha fondato e diretto l’Istituto francese di studi sull’Asia centrale, con sede a Taschkent. Dal 2003 è stato direttore a Instanbul dell’Istituto francese di studi anatolici. È stato nel comitato di redazione della rivista L’Histoire.

Questo il ricordo di Pierre Chuvin proposto dal suo amico, prof. Enrico Livrea:

Ha rinnovato profondamente gli studi tardoantichi con la sua Chronique des derniers paiens: la sua conoscenza autoptica dell’Asia Minore e dell’Asia centrale gli ha permesso di ricostruire la proteiforme cultura nonniana in Mythologie et Géographie Dionysiaques.
Insuperabile esempio di ecdotica ‘a tutto tondo’ forniscono i volumi con cui ha partecipato alla monumentale edizione delle Dionisiache coordinata dal suo Maestro, il sommo Francis Vian. Filologo insigne, archeologo, storico delle religioni, finissimo traduttore, Pierre Chuvin lascia l’esempio imperituro di uno studioso multidisciplinare, il cui ingegno è pari solo alla sua immensa dottrina.

Il saggio Chronique des derniers paiens, giunto alla terza edizione, è ancora reperibile nella traduzione italiana (Cronaca degli ultimi pagani, editrice Paideia, 2012): un’opera accolta con grande interesse fin dal suo apparire, che ha la particolarità di raccontare – in modo lineare e icastico – l’affermarsi progressivo del cristianesimo nell’impero romano, nell’angolo visuale dei “vinti”, ovvero il mondo dei “pagani”.

Chuvin propone una cronaca documentata delle misure successivamente adottate contro i culti non cristiani (politeisti e monoteisti che fossero), e al tempo stesso ci fa rivivere le ultime pratiche dell’antichità pagana. Non mancano riferimenti a vicende tragiche, come l’assassinio di Ipazia, la celebre filosofa di Alessandria: l’intolleranza con cui si svolge lo scontro non impedisce alla parte cristiana di integrare elementi “pagani” nelle proprie feste rituali. In questo modo l’eredità pagana diviene in qualche modo – anche suo malgrado – patrimonio cristiano .

 

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