Liceo in svendita!

Data: 25 novembre 2013. Categorie: necrologio. Autore: Roberto Rossi
Il Liceo «Flacco» di Bari, uno dei “fortunati” prescelti...

Il Liceo Classico «Flacco» di Bari, uno dei “fortunati” prescelti…

E così, surrettiziamente, in un clima di assordante silenzio, si vuole imporre il modello di scuola superiore a 4 anni.

Dopo la sperimentazione in tre scuole paritarie, la riduzione del ciclo di studi nei licei da 5 a 4 anni sta per approdare anche nella scuola pubblica, con l’ovvia benedizione del ministro Maria Chiara Carrozza, per l’anno scolastico 2014-15.

Il 5 novembre scorso sono stati emanati i decreti ministeriali che prevedono l’inizio della sperimentazione in quattro istituti statali, per l’occasione fregiati del titolo di internazionali: l’Istituto di Istruzione Secondaria «Majorana» di Brindisi, l’Istituto Tecnico Economico «Tosi» di Busto Arsizio, l’Istituto Superiore «Anti» di Verona e Liceo Classico «Flacco» di Bari. A questi si affiancano tre istituti paritari (e altri probabilmente si aggiungeranno): il collegio «San Carlo» di Milano, l’Istituto «Olga Fiorini» di Busto Arsizio e il Liceo «Carli» di Brescia.

Proprio parlando agli studenti di quest’ultimo istituto, il ministro Carrozza non ha dimostrato remore:

«Se ci fosse stata quando ero studentessa», ha detto rispondendo agli studenti, «anch’io mi sarei iscritta a una scuola come la vostra: si tratta di un’esperienza che dovrebbe diventare un modello da replicare in tutta Italia anche per la scuola pubblica».

Certo, il boccone è troppo ghiotto per lasciarselo sfuggire: dai e dai ci si ricasca. Che questo sia il modello concepito dal ministero era già chiaro nel marzo scorso, quando l’allora ministro Profumo aveva annunciato ai sindacati l’intenzione di avviare una sperimentazione (poi abortita) di accorciare di un anno il curriculum scolastico che porta al diploma.

Il ministro Maria Chiara Carrozza

Il ministro Maria Chiara Carrozza

Ora ci risiamo, e non c’è bisogno di grande fantasia per indovinare le ragioni di questa «rivoluzione»: nessuno, ovviamente, pensa di tirare in ballo motivazioni didattiche (pensiamo davvero che si innalzi la qualità dell’offerta formativa, se si concentrano gli attuali programmi liceali in 4 anni?), a meno che non vogliamo credere alla favoletta secondo cui il tutto sarebbe compensato da una «didattica per competenze, laboratoriale e integrata» come vorrebbe Marcello Pacifico (presidente ANIEF).

L’obiettivo è fin troppo palese: riduzione di circa 40.000 (quarantamila) cattedre, con un risparmio di oltre 1.300.000.000 (un miliardo e trecento milioni) di euro all’anno.

A questo punto, risparmio per risparmio, facciamo le cose per bene: riduciamo il corso di studi a 3 anni e non se ne parli più! Il risparmio sarà di due miliardi e seicento milioni l’anno! (E si potrebbe, ovviamente, continuare…)

Non trovo di meglio che postare quest’articolo nella categoria che più gli compete: quella dei necrologi (chi sia la vittima credo lo si sia ben capito)

 

 

3 Commenti a Liceo in svendita!

  1. Anna Maria Della Valle ha detto:

    Una palestra per la mente… un training ineguagliabile per risolvere problemi!

  2. Vittorio ha detto:

    Se,oltre il paesaggio e le aziende,si vende anche la cultura,il futuro del Paese è già determinato! E sì che credevo in una persona che veniva dal mondo scolastico.Non pensa,il Ministro, che il risparmio di oggi sarà la catastrofe del domani?

  3. M. Grazia Evangelista ha detto:

    La scuola hanno cominciato a rovinarla dal 1963, da allora è stato un susseguirsi di riforme una peggiore dell’altra. Risultato: ragazzi sempre più ignoranti. Quindi, in fondo, cosa cambierà con quest’ultima “stratosferica” riforma? Io sono per il liceo classico vecchia maniera, ti facevi un c. così, ma imparavi a ragionare e a far fatica…

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