Il mio ricordo di Francesco Bossi (1949-2014)

Data: 26 dicembre 2014. Categorie: necrologio. Autore: Roberto Rossi

10256494_854623301239280_8020768773886568898_nLa solennità del Natale è stata quest’anno rattristata dalla notizia (a me giunta inattesa) della prematura scomparsa di Francesco Bossi, avvenuta la notte del 23 dicembre.

Mi rimane di lui il ricordo indelebile di una grande persona, pur nel rammarico di non averlo potuto frequentare più assiduamente.

L’ho conosciuto a Bologna negli anni dell’Università (era la fine degli anni ’70), io matricola di lettere classiche, lui (primo – e più brillante – allievo bolognese di Enzo Degani) contrattista presso l’Istituto di Filologia Classica e Medievale.

La filologia classica bolognese viveva allora momenti entusiasmanti, attraversati dalla pulsazione di un’attività febbrile: da una parte la recentissima scoperta dell’Epodo di Colonia di Archiloco (fr. 196a West), dall’altra il lavoro per l’edizione di Ipponatte che Degani stava preparando per la Teubner (e che vedrà la luce nel 1982). E in entrambe le direzioni Francesco Bossi ha lasciato contributi significativi, alcuni anzi decisivi (come ad esempio la congettura σαόφρονος a integrazione del v. 11 dell’Epodo di Colonia: Ἀμφιμεδοῦς θύγατερ, / ἐσθλῆς τε καὶ [σαόφρονος).

Ma soprattutto ricordo alcune sue lezioni in sostituzione di Degani: competenza, umiltà, disponibilità a mettere in discussione le proprie opinioni, in presenza di un interlocutore onesto. Uno dei maggiori studiosi di Archiloco. Per me, studente di una decina d’anni più giovane, un riferimento di professionalità e di umanità.

Ma allora ero troppo timido per interpellarlo di persona. Così è stato solo molti anni dopo, sempre a Bologna, in occasione di uno dei “seminari Degani”, che ho finalmente avuto modo di scambiare con lui quattro chiacchiere (… e sono rimasto sorpreso che si ricordasse di me).

Poi l’amicizia su FaceBook, con qualche occasionale scambio di battute: in particolare, ha gentilmente risposto a una mia richiesta di un parere sulla nuovissima elegia archilochea di Telefo e ancora sul “famigerato” epodo di Colonia. Purtroppo non riesco più a rintracciare quello scambio di corrispondenza telematica, che mi aveva colpito per l’umiltà con cui Bossi concedeva il beneficio del dubbio alle indiscutibili competenze che dimostrava.

I suoi Studi su Archiloco (Bologna 1984, Bari 1990) rimangono imprescindibili, per chi si occupa del grande poeta di Paro. Approfitto dell’occasione per auspicare che il volume, da gran tempo fuori catalogo, possa tornare disponibile, possibilmente in ristampa cartacea, o almeno nel meno dispendioso formato PDF (e anzi, credo sarebbe doveroso raccogliere in un’unica pubblicazione tutti i suoi contributi filologici).

Dalla sua bacheca di Facebook condivido questa citazione, che risale al 6 ottobre scorso:

Senza lo studio minuto e paziente della lingua greca (il che vuol dire della grammatica, della prosodia, della metrica, delle varie lezioni, degli scolii […]) le ‘geniali’ costruzioni e divagazioni […] saranno spesso e volentieri castelli in aria. [G. Vitelli]

Anche in questo si sente la lezione del nostro comune maestro, Enzo Degani, di cui Francesco Bossi ha sempre mantenuto vivo il ricordo: nella propria bacheca di FB (è il 30 settembre scorso) così lo ricorda quattordici anni dopo la scomparsa:

Oggi Enzo Degani avrebbe compiuto 80 anni. Lo ricordiamo con immutato affetto e gratitudine.

Alla moglie Maria Rosa le mie più sentite espressioni di vicinanza in questo momento di dolore.

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