Cnarela-Logo-2013_305x80Dal gruppo Facebook «Quelli che leggono il Notiziario» ricavo il link di una petizione della CNARELA (Coordination Nationale des Associations Régionales des Enseignants de Langues Anciennes), per la salvaguardia dell’insegnamento del latino e del greco in Francia.

Il testo della petizione, che sta sollevando un vivace serie di commenti sul gruppo FB e a cui si può accedere attraverso questo link, propone il quadro dello stato di salute dell’insegnamento delle materie classiche oltralpe. Non è molto roseo, a dire la verità e presenta molte analogie con la nostra situazione (è forse lo specchio del nostro non lontano futuro…).

La petizione ha l’eloquente titolo «salviamo l’insegnamento del latino e del greco in Francia»: ne propongo la traduzione, scusandomi per gli eventuali errori.

Mentre gli insegnanti di lettere classiche danno quotidianamente prova del loro dinamismo e delle loro competenze in materia di innovazione, l’insegnamento del latino, del greco e delle culture dell’antichità è oggi gravemente minacciato.

Vi invitiamo a sostenere il nostro appello.

All’inizio del 2012, più di 500.000 studenti studiavano latino o greco. Questa cifra riflette il profondo interesse degli studenti e delle famiglie per questi insegnamenti che sono il fondamento di conoscenze multiple, consacrato dalla nuova denominazione di queste discipline nell’insegnamento: lingue e culture dell’antichità.

UN RADICAMENTO PROFONDO NELLA CULTURA DELLA SCUOLA

Una padronanza linguistica. Latino e greco aiutano a padroneggiare non solo la lingua francese, ma anche le numerose lingue vive che traggono origine da queste lingue madri. Il latino e il greco offrono l’accesso alla comprensione precisa del vocabolario, all’etimologia del linguaggio scientifico internazionale e a un sistema di pensiero e di espressione originale.

Francia-10-euro-asterix-2013-cUna base culturale. I programmi di francese, di arte e delle scienze umane, tanto nei collèges * quanto nei licei, evidenziano i legami che intercorrono fra la cultura moderna e contemporanea e le opere fondamentali dell’antichità. Quanto agli studenti, constatano loro stessi che il latino e il greco aprono la mente alla riflessione scientifica, politica e filosofica.

* Il sistema scolastico francese prevede, dopo la scuola materna, la scuola primaria (della durata di 5 anni), il collège (l’equivalente della nostra scuola media, della durata di 4 anni) e il liceo (di durata triennale).

Uno spirito umanistico. Parlando più in generale, il latino e il greco sono lingue di cultura che permettono di scoprire l’identità europea e di integrare i giovani di origine straniera. Queste sorgenti del nostro passato contribuiscono anche alla formazione del senso storico e del senso critico, grazie a un apprendimento che consente di cogliere le distanze e le prossimità.

MA L’AMMINISTRAZIONE, IN MODO SURRETTIZIO, STA MINANDO QUESTI INSEGNAMENTI

Nel 2013, poco prima dell’inizio dell’anno scolastico, nonostante le promesse fatte al CNARELA nel settembre del 2012, si assiste allo sradicamento dell’insegnamento del latino e del greco a tutti i livelli, dai collèges alle Università, fino al concorso per l’assunzione di nuovi docenti.

Uno statuto fragile. I testi ufficiali che sembrano proteggere questi saperi e questa formazione, per quanto riguarda gli orari, il curriculum non sono che esche. Il latino e il greco sono nei programmi scolastici materie opzionali e a questo titolo soffrono di una vera e propria deregolamentazione che l’autonomia degli istituti non fa che aggravare. Gli orari settimanali non sono rispettati, le opzioni sono sottomesse a una logica contabile drastica e le classi sono a volte addirittura soppresse dai dirigenti.

Nei collèges l’iscrizione in quinta ** (il primo anno di latino) o in terza (il primo anno di greco) può essere rifiutata, visto che le classi hanno un numero chiuso variabile a seconda delle accademie.

** L’ordine progressivo con cui vengono indicate le classi in Francia è regressivo: a 11-12 anni gli studenti frequentano la classe sixième (sesta), che è il primo anno di corso e progressivamente arrivano a 16-17 anni alla première (prima) che è la seconda del liceo. A parte è l’ultimo anno del liceo (17-18 anni), che viene definito classe terminale.

Al liceo il latino e il greco, anche se teoricamente accessibili a tutti gli studenti, sono molto spesso deliberatamente sacrificati da parte dell’amministrazione per motivi di risparmio economico.

Nel campo dell’istruzione superiore, la ricerca è quindi seriamente compromessa e l’influenza culturale della Francia ne soffre.

Il dio Ermes in un francobollo del 1938

Il dio Ermes in un francobollo del 1938

Così si attua uno sradicamento silenzioso. Di fronte agli ostacoli ricorrenti, il numero degli studenti che vogliono studiare il latino o il greco diminuisce gradualmente dal collège al liceo. L’uguaglianza repubblicana di fronte all’istruzione è infranta: ne consegue una evidente ingiustizia sociale, culturale e geografica.

Un reclutamento dei docenti disorganizzato. La formazione secondaria degli studenti diventata così lacunosa e non egalitaria, il numero dei candidati agli studi universitari e ai concorsi di lettere classiche (francese, latino e greco) diminuisce regolarmente. Il Ministero ha colto l’occasione per cambiare le modalità di reclutamento degli insegnanti di lettere: la classe di concorso del CAPES *** di lettere classiche è fuso con quello della letteratura moderna, senza la garanzia di conservare i posti specifici.

*** Il CAPES è il concorso per diventare insegnanti di ruolo in Francia.

L’ insegnamento del latino e del greco in Francia è dunque minacciato.

QUESTA SITUAZIONE DEVE CAMBIARE

Vi chiediamo di far rispettare e applicare le norme che regolano l’insegnamento del latino e greco, e di adottare tutte le misure necessarie per garantire la trasmissione equa di saperi e di culture insostituibili in un mondo che ha bisogno di menti ricche, libere e creative.

Il documento porta la firma delle seguenti sigle:
S.E.L. (Sauvegarde des Enseignements Littéraires),
APLAES (Association des Professeurs de Langues Anciennes de l’Enseignement Supérieur)
S.L.L (Sauver les Lettres).

Per un approfondimento sullo studio delle discipline classiche in Francia (e più in generale in Europa) si può vedere il sito Circe.

Nella pagina FB di grecoantico.it Vincent Maudit ha pubblicato un commento che credo meriti di essere riportato:

Sono insegnante di Latino in Francia da un anno e mezzo. Purtroppo il Greco è quasi completamente scomparso, non si studia più nella stragrandissima maggioranza dei Collèges e dei Licei. Mi dispiace dirlo, ma il problema non è solo governativo, come ho detto già in un altro post la mia opinione è che bisogna puntare sulla qualità.

Ma lo sapete che nè al Collège nè al Liceo i ragazzi non hanno un dizionario su cui lavorare? Lo sapete che si traduce al massimo 60-80 righe di Latino durante tutto l’anno scolastico? Lo sapete che i ragazzi dopo 6 anni di Latino non sanno le declinazioni e nemmeni i verbi regolari? Se un ragazzo esce dal Liceo senza sapere quasi nulla, anche e soprattutto per colpa degli insegnanti sempre più frustati, come si può sperare di avere ancora delle persone che si iscriveranno in Lettere Classiche?

La mia previsione di vita per il Latino in Francia è di altri 20 anni. Poi morirà come il Greco. Unica salvezza: puntare sulla qualità!

2 Commenti a Il greco e il latino al di là delle Alpi

  1. Marco Vincenzo Totaro ha detto:

    Ho due nipotini di quasi 12 anni , College , e 8 anni , primaire , metà italiani , metà francesi. Stanno studiando in una scuola francese . Io mi batto da anni perché loro studino latino e greco . Il più grande quest’anno inizierà il latino opzionale , ma chiedendo a mia figlia , ho saputo che lo studio del greco non esiste nell ordinamento
    francese . Sono arrivato al vostro sito cercando la situazione greco in Francia .
    Bravi , complimenti , continuate così . Stamane con mio nipote più grande , sul libro compiti vacanze Chahier du jour / Chaier di soir , abbiamo fatto com molto piacere
    L esercizio Quelques mots du Grec. Cordialità M.V.totaro

    • Roberto Rossi ha detto:

      In effetti, per gli studi classici la situazione in Francia sembra quanto meno problematica.
      Ma temo che ci stiamo incamminando anche noi dietro al loro esempio…
      Grazie comunque dell’apprezzamento!

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