Interessante e impegnativo il passo scelto dalla commissione ministeriale per i maturandi di quest’anno.

Avrei voluto proporre un video con la traduzione ragionata, ma attualmente sono in condizioni di emergenza, perché sono privo di connessione internet (aspettando l’allacciamento di FastWeb).

Vedrò se la situazione si sbloccherà a breve (è circa un mese che sono in attesa!).
Per il momento, in bocca al lupo a tutti!

2 Commenti a Non il caso, ma la finalità regna nelle opere della natura

  1. Gianluca Pasini ha detto:

    Voglio essere franco: il consulente, o chi diavolo è, che ha proposto una simile versione, è fuori dal mondo. σχέτλιος verrebbe da dire. Uno che non ha la benché minima idea del livello massimo di competenze linguistiche che si possono esigere in una terza liceo. Una scelta peggiore e più inopportuna non si poteva fare. Spero che quel tizio venga messo alla porta. Passi per ὕλη e μορφή , che richiedono reminescenze di importanti nuclei della filosofia aristotelica. Ma per il resto non ci siamo: ma hai un’idea della difficoltà del brano? τὸ che sostantiva una locuzione (ἕνεκα τινὸς)!! L’iperbato οὗ … τέλους, il soggetto di εἴληφεν da ricavare dal periodo precedente, ovvero dal riferimento agli ἔργα naturali, il senso di χώραν, un διαλογιζόμενον maschile che alla fine va ricavato dal testo, come pure l’infinito! No, guarda: il brano è al massimo proponibile per un esame di ammissione alla Normale, o forse neanche. E poi, se si legge Aristotele in terza liceo, si accosta semmai un brano dalla Retorica o da un’opera etica. Insomma un’occasione di rigore animato da buon senso buttata giù nel cesso. Se vuoi il rigore, devi cominciare ad allenare gli studenti al rigore, bisogna dare tempo al tempo. Non si impone il rigore in uscita, ma in entrata. Mutatis mutandis: se vuoi scuole di qualità, che sappiano valorizzare i talenti, non la meni con premi ai più bravi. Questo ci sta, ma è secondario: si comincia col far classi di 15, massimo 18 alunni. Dopo cinque anni si cominciano a raccogliere i frutti.
    Un giudizio meno netto del mio, più edulcorato, ma pur sempre assai perplesso è quello di Canfora. A cui rinvio.
    ἔρρωσο.

  2. Gianluca Pasini ha detto:

    Piccola giuntarella e chiarimento, per non dar àdito a cattivi pensieri: nella proposizione οὗ…τέλους si deve supporre la prolessi del relativo; τέλος è così soggetto di εἴληφεν, il soggetto di συνέστηκεν ἢ γέγονεν va, come detto iersera, ricavato dal riferimento agli ἔργα. Comunque, roba improponibile. Meglio allora un passo noto da un’orazione di Demostene. Il brano dall’Apologia di Socrate scelto all’epoca della Maria Star era ben migliore e felicemente indovinato.
    ἔρρωσο.

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