Allontanarsi dal vero “di tre gradi”

Data: 15 aprile 2014. Categorie: certamina, filosofia, testo d'autore. Autore: Roberto Rossi
La visita al Mitreo di Capua, nell'ambito dell'Ἀγὼν πολιτικός

Visita al Mitreo di Capua: un interessante diversivo nelle giornate dell’Ἀγὼν πολιτικός

I buoni poeti conoscono veramente gli argomenti di cui parlano? Ma soprattutto: hanno davvero conoscenza del bene e del male? Non sarà che, con le loro finzioni, si limitano a cianciare a ruota libera? Che valore può mai avere la poesia (o, più in generale, l’arte), se non fa che riprodurre parvenze ingannevoli, ben lontane dalla realtà?

Questi interrogativi stanno alla base del passo dal X libro della Repubblica di Platone, assegnato sabato 12 aprile scorso agli studenti che hanno partecipato alla IV edizione dell’Ἀγὼν πολιτικός, svoltosi nei locali del Liceo «F. Durante» di Frattamaggiore.

Ma facciamo un passo indietro.

Per gli studenti ospiti, provenienti dalle più svariate regioni d’Italia, il tutto ha inizio venerdì 11 aprile con l’accoglienza presso l’Hotel “Il giardino degli aranci”: un breve saluto degli organizzatori e il classico rinfresco di benvenuto per presentarsi, sciogliere il ghiaccio e riscaldare l’atmosfera. Poco dopo, grazie alla collaborazione del “Consorzio Borgo Commerciale”, è stata proposta un’escursione – veramente gradita! – presso il Caseificio “Pupatella”, per scoprire come nasce la mozzarella di bufala “DOP” e poter procedere a un assaggio proprio nel momento della produzione!

Al museo di Capua antica col prof. Carlo Rescigno

Visita al Museo di Capua antica con l’archeologo Carlo Rescigno

Ma, come ci si può ben aspettare, il clou della manifestazione è il sabato mattina, con il cimento su Platone: un passo piuttosto breve (107 parole), ma decisamente impegnativo, che mette a dura prova le competenze degli studenti in gara.

Nel frattempo, noi insegnanti accompagnatori (e famigliari) possiamo approfittare della possibilità di visitare il sito archeologico di Capua antica, con la guida veramente coinvolgente del prof. Carlo Rescigno, della seconda Università di Napoli. Con lui visitiamo il Museo (tuttora in fase di allestimento: non ancora disponibile la sezione romana), il Mitreo e l’Anfiteatro.

Torniamo però (e mi scuso per l’andamento farraginoso di questo resoconto) al passo della Repubblica di Platone oggetto della gara (X libro, 598e-599a):

Οὐκοῦν μετὰ τοῦτο ἐπισκεπτέον τήν τε τραγῳδίαν καὶ τὸν ἡγεμόνα αὐτῆς Ὅμηρον, ἐπειδή τινων ἀκούομεν ὅτι οὗτοι πάσας μὲν τέχνας ἐπίστανται, πάντα δὲ τὰ ἀνθρώπεια τὰ πρὸς ἀρετὴν καὶ κακίαν, καὶ τά γε θεῖα· ἀνάγκη γὰρ τὸν ἀγαθὸν ποιητήν, εἰ μέλλει περὶ ὧν ἂν ποιῇ καλῶς ποιήσειν, εἰδότα ἄρα ποιεῖν, ἢ μὴ οἷόν τε εἶναι ποιεῖν. δεῖ δὴ ἐπισκέψασθαι πότερον μιμηταῖς τούτοις οὗτοι ἐντυχόντες ἐξηπάτηνται καὶ τὰ ἔργα αὐτῶν ὁρῶντες οὐκ αἰσθάνονται τριττὰ ἀπέχοντα τοῦ ὄντος καὶ ῥᾴδια ποιεῖν μὴ εἰδότι τὴν ἀλήθειαν — φαντάσματα γὰρ ἀλλ᾽ οὐκ ὄντα ποιοῦσιν — ἤ τι καὶ λέγουσιν καὶ τῷ ὄντι οἱ ἀγαθοὶ ποιηταὶ ἴσασιν περὶ ὧν δοκοῦσιν τοῖς πολλοῖς εὖ λέγειν.

Giuseppe Catanzaro, vincitore del IV Ἀγὼν πολιτικός

Giuseppe Catanzaro, vincitore della
IV^ edizione dell’Ἀγὼν πολιτικός

Vale la pena di presentare la traduzione proposta dal vincitore della IV edizione dell’Ἀγὼν πολιτικός, ovvero Giuseppe Catanzaro, del Liceo Classico «J. Sannazaro» di Napoli:

A questo punto dobbiamo volgere lo sguardo ai tragediografi e al loro antecedente di riferimento Omero, giacché spesso si sente dire che costoro controllano ogni sapere, tutto ciò che riguarda gli uomini a proposito di virtù e scelleratezza, e anche ciò che riguarda gli dèi: è, infatti, incontrovertibile che il grande poeta, se ha intenzione di conferire bellezza poetica alla materia che tratti, faccia poesia evidentemente forte dell’acquisizione di conoscenza, o in caso contrario non sarebbe in caso di poetare. Dobbiamo concentrarci, allora, sulla domanda se quelli cui accennavo prima, leggendo questi poeti, la cui arte è imitazione, finiscano traditi e, nel fruire le loro opere, non si rendano conto che sono tre volte lontane da ciò che è e facilmente realizzabili da chi non ne conosce la svelatezza – gli autori vi rappresentano, infatti, idoli appariscenti, ma non ciò che è – oppure se i grandi poeti dicano e sappiano davvero qualcosa su ciò che ai più sembrano cantare impeccabilmente.

Greta e Alessandro hanno degnamente rappresentato il Liceo di Reggio Emilia!

Greta e Alessandro hanno degnamente rappresentato il
Liceo «Ariosto-Spallanzani» di Reggio Emilia!

Nel commento, il vincitore dell’agone sottolinea la valenza squisitamente etica del problema posto da Platone: la tragedia attica del V secolo, figlia della crisi dei modelli etici omerici (si veda il motto secondo cui Eschilo si sarebbe nutrito «con gli avanzi del banchetto di Omero») propone una coincidenza fra «κόσμος-bellezza» e «κόσμος-sapere di tutto» che riprende in qualche modo «la visione omerica della compartecipazione tra καλόν e ἀγαθόν». Si tratta però – osserva Giuseppe Catanzaro – di una visione che non coincide con quella di Socrate (cui Platone presta la voce), perché in riferimento alla μίμησις, «il nodo è che la poesia in esame non ha grande validità didattica, nella misura in cui è imitazione dell’imitazione (la realtà empirica) e non giunge alla contemplazione della idealità».

Nella riflessione sui rapporti che intercorrono fra l’arte e il vero, non si può prescindere dall’istanza «essenzialmente educativa» della posizione platonica, che mette in guardia dal grave rischio del “formalismo”, che costituisce — così conclude il vincitore del concorso —

una pericolosa degenerazione del classicismo, interpretabile, almeno in termini platonici, come la superbia di ritenere il proprio orizzonte etico e quello di ogni altro individuo determinato entro forme umane già definite, laddove invece il mondo è in continuo divenire e va operata una scelta tra ciò che della vita antica va restaurato e ciò che va invece accantonato. Mutatis mutandis, è il concetto espresso da Friedrich Nietzsche, nella Seconda considerazione inattuale.
È la sfida di ogni classicista.

Nel cortile de “Il giardino degli aranci”

Foto di commiato nel cortile de “Il giardino degli aranci”


Non può mancare, al ritorno da questa bellissima manifestazione, un caloroso ringraziamento a tutti gli amici che ne hanno curato la realizzazione: i nomi da fare sarebbero tantissimi, ma voglio accomunare tutti in un unico grande abbraccio virtuale! Grazie e ad maiora!

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Premiazioni: da sinistra Borrelli, Chirico, Caso, Cerasuolo, Ciocia, Maiello, Acri, Castelli

Un Commento a Allontanarsi dal vero “di tre gradi”

  1. teresa maiello ha detto:

    Grazie di vero cuore da parte di tutti noi, Roberto, l’Agòn è un’occasione per conoscersi e per tenere vivi i valori del mondo classico! ti aspettiamo alla prossima edizione: non possiamo fare a meno di te!

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